Napoli, Pizzeria di Palazzo Petrucci a piazza San Domenico Maggiore

Letture: 419
Pizzeria Palazzo Petrucci, la bianca con la gola di Ciarcia

A Palazzo Petrucci, residenza storica in una delle piazze più belle di Napoli, dedicata alla chiesa di San Domenico Maggiore, dall’anno scorso non trovate solo la cucina stellata di Lino Scarallo ma anche una pizzeria che vale la pena appuntarsi nel proprio taccuino gourmet.

Pizzeria Palazzo Petrucci, l’esterno sulla piazza

Proprio accanto al ristorante, in una sala linda e luminosa che fa dimenticare per sempre i colori tristi e l’ambiente trasandato del bar che c’era prima, trovate oggi il forno a legna e le mani sapienti e operose di Michele Leo.

Pizzeria Palazzo Petrucci, un angolo della sala

Regola imprescindibile: lievitazione tra le 48 e le 72 ore. Quindi pizza leggera, digeribile e godibile dal centro fino al cornicione, alto e alveolato. Per tipologia si avvicina alla taglia M modello vomerese, come direbbe col suo … pizzometro Tommaso Esposito, più che alla ‘ruota di carro’ che va oltre il piatto come invece si trovano dai vicini colleghi di via dei Tribunali.

Pizzeria Palazzo Petrucci, la margherita

Grande attenzione alle farine impiegate e alla lievitazione, dunque. Ma anche ricerca delle materie prime di qualità e a piccoli e riusciti giochi tra sapori e colori di prodotti campani. Gli abbinamenti, infatti, anche quelli più originali richiamano spesso i piatti della tradizione partenopea e non sono mai sterili esercizi di stile.

Pizzeria Palazzo Petrucci, il calzone

Oltre ad una buona margherita classica e al ripieno (calzone) con ricotta, salame e provola, ben eseguito, trovate una decina di varianti. La maestria e l’inventiva di Michele Leo si avvantaggiano – oltre che di salumi e formaggi eccezionali, davvero di nicchia – dell’immensa ricchezza agricola della regione: dalle papaccelle ai peperoncini verdi, dai carciofi ai fiori di zucca, dalle melanzane ai pomodorini del piennolo. Qui davvero vegetariani e vegani trovano senza difficoltà pane, ehm …, pizza per i propri denti.

Pizzeria Palazzo Petrucci, fiori di zucca, alici e ricotta

Gustosa, quando è stagione, la bianca con ricotta, alici e fiori di zucca;  mentre, tra le più buone mai provate, quella con carciofi e la meravigliosa gola di maiale di Ciarcia, produttore di prosciutto irpino dal 1930; di gran sapore anche quella che abbina i carciofi al lardo di nero casertano e provola. Un po’ meno efficace, forse perché i pomodorini del piennolo risultavano un po’ “slegati” la Monachina, con i peperoncini verdi a crudo. Per chi ama i sapori forti invece, da provare la Mastunicola, con pomodorini gialli, pecorino, pancetta e sugna.

Pizzeria Palazzo Petrucci, la pizza con la gola di Ciarcia
Pizzeria Palazzo Petrucci, la Monachina
Pizzeria Palazzo Petrucci, lardo e carciofi

Nel complesso, un’esperienza piacevole, in un ambiente moderno ed essenziale, senza fronzoli. Il servizio, degno di nota per cortesia e professionalità come quello gemello del ristorante, rispetta felicemente i tempi espressi delle pizzerie di Napoli; la carta dei vini (quella del ristorante) ampia e importante ma ci sono anche diverse birre artigianali. All’ingresso della pizzeria, poi, un banco con focacce e panini da farcire al momento per chi preferisce il fast food di qualità.

Ma, soprattutto, l’imperdibile e straordinario bonus – da godersi dieci mesi all’anno – dei tavoli all’aperto su una delle piazze più suggestive e cariche di storia del mondo.


PIZZERIA PALAZZO PETRUCCI
Piazza San Domenico Maggiore 5
Aperto a pranzo e a cena
Chiuso: mai
Tel. 081.5512460
www.palazzopetrucci.it
Conto a partire da 10 euro.

6 commenti

  • Salvatore Pope Velotti

    (29 gennaio 2015 - 11:53)

    Sempre notevole il lavoro di Michele Leo! Mi permetto di aggiungere alle pizze recensite anche quelle fritte; ho più volte assaggiato la montanara e la fritta con scarole (senza formaggio, per via della mia scelta vegana) e sono di una leggerezza incredibile. Noterete che, addirittura, a fine pasto, il piatto della pizza fritta sarà meno unto delle pizze infornate!

    P.S. Un refuso, nell’articolo: lo chef stellato si chiama Lino e non Nino :)

    • Luciano Pignataro

      (29 gennaio 2015 - 14:06)

      corretto. grazie.

  • Angelo Labella

    (29 gennaio 2015 - 15:11)

    Questa esperienza consigliata da Luciano Pignataro l’ho fatta – contrariamente a quello che mi capita di fare quasi sempre, pur condividendo quotidianamente tutti gli aggiornamenti del sito che mi procurano l’invidia dei miei amici. In particolare sabato scorso ho assaggiato la pizza del giorno con carciofi e con la gola di maiale di Ciarcia accompagnata da una birra artigianale e mi ritrovo in pieno con la valutazione espressa. Purtroppo avrei voluto assaggiare anche le alici fritte ripiene ma quel giorno non c’erano poichè – come è stato spiegato da uno dei camerieri- era stato da poco inserito nel menu ( il cameriere che ha servito me aveva dato un’altra spiegazione che includeva il formato delle alici). Conto di ritornarci nei prossimi mesi: non sono di Napoli e non mi capita spesso di andarci.

  • marella

    (29 gennaio 2015 - 15:11)

    Esattamente! Tutto di una bontà infinita…un posto dove tornare appena possibile.

  • enzo raneri

    (30 gennaio 2015 - 08:16)

    ci sono stato anch’io questa estate: un tripudio di sapori e di “napoletanità” !!! Bravi !!

  • LOREDANA BURGIO

    (30 gennaio 2015 - 19:07)

    PRIMA DELLA PIZZA PALAZZO PETRUCCI AVEVA UN ECCELLENTE SCHEF…IMMAGINO CHE IL PIZZAIOLO SIA ALTRETTANTO INTERESSANTE

I commenti sono chiusi.