Nei prossimi 15 Anni il Prosecco raggiungerà 1 miliardo di bottiglie

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Gianluca Bisol
Gianluca Bisol

di Maurizio Valeriani

Sbilanciarsi con numeri grandi non è affatto facile. Ma Gianluca Bisol, ormai definito Mister Prosecco, sembra avere la sfera di cristallo. Ed infatti nel 2006 sembrava un visionario, prevedendo che il Prosecco sarebbe stato lo spumante più venduto al mondo entro il 2020. E così è stato con un traguardo ormai già raggiunto, che ha visto prevalere in termini strettamente quantitativi Il Prosecco su tutte le altre bollicine italiane e mondiali.

E così dopo una cena di grande soddisfazione , presso il ristorante neostellato Achilli Al Parlamento queste sono le sue parole: “In realtà ero stato sin troppo cauto – commenta Gianluca Bisol – dal momento che a questo risultato siamo arrivati con anni di anticipo rispetto alla mia previsione. E ora, sulla base delle mie esperienze e della conoscenza dei mercati internazionali, solo quest’anno ho visitato oltre 20 Paesi, alzo la posta e dico che entro i prossimi 15 anni la domanda di Prosecco nel mondo sarà di circa un miliardo di bottiglie e quindi dovremo decidere se e come attivarci per poter soddisfare la richiesta”.

Riserva Brut Bisol
Riserva Brut Bisol

“Attualmente sono circa 28mila gli ettari destinati alla produzione di Prosecco – spiega – ma se dovessimo decidere di accontentare le richieste del mercato nel prossimo futuro dovremmo raggiungere i 60mila ettari. Sempre senza abbassare lo standard qualitativo, anzi con una continua crescita dello stesso soprattutto sul territorio più vocato, vale a dire le alte colline di Valdobbiadene. Un modello in tal senso è quello costituito dal Bordeaux, con circa 60mila ettari e una stratificazione nella proposta che riesce a coprire tutte le esigenze delle diverse tipologie di consumatore”.

4 commenti

  • Nicola

    (2 gennaio 2016 - 13:15)

    A discapito della qualità! Ci saranno così Prosecchi da 2 euro. Salute

  • Luca

    (2 gennaio 2016 - 13:41)

    32.000 ettari da piantare in zona vocata a Valdobbiadene? Esistono tutti quegli ettari liberi in quella zona?
    A me pare si stia rincorrendo la quantità a scapito della qualità e questo non è esattamente un bene.

  • Nicola

    (2 gennaio 2016 - 17:06)

    Grazie Luca del tuo intervento, siamo sulla stessa linea, ho visto che sei un vignaiolo.
    Pazzesco, si parla solo di numeri e non di come migliorare il vino e far si che il prodotto sia sempre più genuino e autentico.

  • Denny

    (2 gennaio 2016 - 19:10)

    Questa notizia dovrebbe stimolare le altre zone vitivinicole a proporre valide alternative al prosecco con un’azione di sistema e promozione.
    Mi viene in mente il Pignoletto emiliano e a sud l’Asprinio d’ Aversa e l’ Aglianico del Vulture ottime uve da spumantizzare e da far conoscere meglio in Italia e all’estero.
    Carpediem

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