Nocciola, la Perugina crea la Collezione Origine

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Celebrata la 7a Assise Nazionale
dell’Associazione Città della Nocciola a Giffoni Sei Casali
Annata difficile ma il mercato lancia segnali di speranza

di Antonella Petitti

Man mano che il consumatore si specializza, lo fa il mercato, lo fanno gli esperti ed anche i produttori. Questa è la grande consolazione per chi continua a rivolgersi ad un pubblico attento e critico che fortunatamente cresce, anche se lentamente. E’ un pensiero che si avverte in una occasione del calibro della 7^ Assise Nazionale dell’Associazione Città della Nocciola. Una tre giorni dedicata alla qualità della nocciola italiana ed al fascino dei suoi territori ospitali, perché c’è un rimando continuo ed un legame inscindibile tra il territorio ed i prodotti tipici locali. Non c’è sapore senza sapere, non c’è un prodotto di qualità se non lo si può contestualizzare. Così la nocciola nell’ultimo week-end di settembre si è fatta ancora più bella ed è scesa sui tavoli dei panel, sui banchetti degli stands, nelle mani degli appassionati e dei numerosi tecnici che hanno preso parte all’assise che si è svolta a Giffoni Sei Casali, in provincia di Salerno.

Molto lavoro è stato fatto, ma c’è ancora molta strada da fare in tema di corilicoltura.
La coltura del nocciolo nel mondo si estende su una superficie di circa 496.000 ettari con una produzione di circa 759.000 tonnellate. I maggiori paesi produttori sono Turchia (più del 70%), seguita da Italia (oltre il 13%), USA (4%) e Spagna (più del 2%). L’Italia, dunque, è il secondo produttore di nocciole nel mondo soprattutto grazie a regioni come la Campania, il Lazio, la Sicilia ed il Piemonte.

Considerare i numeri spesso significa avere maggiore coscienza di una produzione agroalimentare che ha un forte impatto per il settore, ma che purtroppo quest’anno ha avuto una forte battuta d’arresto per via di una virosi che ha colpito la nocciola e per la forte presenza di cimici. Così dopo l’allarme di inizio estate durante la raccolta ci si è ritrovati di fronte alla conferma che la quantità di nocciole era pari al 40/50% in meno rispetto alla media degli ultimi anni. Un evento che si è diffuso a macchia di leopardo e che non ha permesso a nessuno dei produttori di avvalersi delle coperture assicurative.

Ma nonostante questi dati allarmanti per i produttori corilicoli, qualche buona notizia giunge dal mercato italiano e da una multinazionale come la Nestlè. Difatti sabato 26 settembre presso il Comune di Giffoni Sei Casali si è svolta in anteprima mondiale la presentazione e la degustazione della nuova Crema di Gianduia con Nocciole Giffoni a firma Perugina. Un prodotto per intenditori ed appassionati inserito all’interno della Collezione d’Origine al costo di 6 euro per 200 grammi, in distribuzione nei negozi specializzati a partire dal 1° ottobre prossimo.

Tra le novità da considerare e che segnano in positivo questi momenti di incontro ed il lavoro dell’Associazione Città della Nocciola vi sono senza dubbio sia la partecipazione ad Eurochocolate che quella all’Expo Milano 2015.

Valorizzare il nesso qualità del prodotto e fascino dei territori ospitali significa difendere le tipicità nel rispetto della comunità in tutti gli aspetti”, sottolinea Rosario D’Acunto, presidente e fondatore dell’Associazione “Città della Nocciola”. “E’ stato questo approccio a segnare la fine della noccio/litudine, ovvero dell’emarginazione e della solitudine della nocciola nel panorama dell’odierna realtà socio economica”.

Una solitudine terminata anche grazie alla nuova conoscenza relativa a questo frutto che è un grande alleato dei pasticceri, ma che può essere anche molto utilizzato nella cosmesi e nell’industria. Molto interessanti i risultati di uno studio curato dall’Università degli Studi di Salerno che spiega la validità dell’utilizzo di alcune parti della nocciola e del suo guscio per la realizzazione di vasi biodegradabili.