Nocciole e birre. Con la renaissance arrivano i matrimoni gastronomici

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Birra

di Antonella Petitti

Pizza e birra. Panino e birra. Una birra al pub. Sono solo alcuni dei classici binomi che hanno costruito per anni l’identità della birra, etichettandola come una bevanda da bere velocemente, fresca, d’estate, o comunque mangiando qualcosa di veloce. Questa è stata la birra sin da quando la rivoluzione industriale l’ha fatta diventare un prodotto per tutti, a poco prezzo.

Un prodotto più da quantità, che di qualità…

…e questo è stato fino a quando non c’è stata una sorta di “renaissance” nel mondo brassicolo, grazie soprattutto al fiorire di piccoli birrifici che abbandonavano di fatto le tecniche industriali per riappropriarsi di quelle artigianali e tradizionali.

Così da vent’anni a questa parte la birra non è più una sola, ma diventa un prodotto complesso e multiforme come il vino, anche se il paragone (sempre dietro l’angolo) non le rende mai giustizia! Il nobile vino e la birra plebea…se lo è stato, non è più così!

Lo dimostrano produzioni originali e difficili, prodotti eleganti e di grande pregio che anche nell’invecchiamento scardinano la convinzione che la birra sia soltanto “fresca”, in tutti i sensi.

Lo dimostra il fatto che in 10 anni i micro birrifici sono passati da 50 a 450 in tutta Italia.

Lo ha dimostrato un appuntamento interessante, svoltosi all’interno dell’Assise Regionale della Nocciola, che ha proposto ad appassionati, tecnici, produttori e giornalisti di seguire una degustazione che metteva in abbinamento le nocciole e la birra artigianale.

Guidata dalla capo panel Irma Brizi, dal mastro birraio Vincenzo Cillo, e da Carlo Nardi dell’Associazione “Malti da Legare”, nell’Aula Consiliare del Comune di Giffoni Sei Casali, un gruppo appassionato si è lanciato in una degustazione a colpi di “gola”.

D’obbligo qualche principio per potersi dapprima avvicinare ad una corretta degustazione di una nocciola: un’analisi visiva, olfattiva, gustativa ed anche “uditiva”. Si, perché la croccantezza la “sentiamo” ed è importante e molto ci racconta sulla condizione in cui è una nocciola.

Poco abbiamo scoperto sulla Campagna della Nocciola Tonda di Giffoni 2011, perché è ancora presto per poterla valutare, attenderemo i risultati del panel che si terrà nei prossimi mesi a Roma.

Ma torniamo a questa straordinaria varietà: ha in genere un alto grado di croccantezza, polpa bianca, un dolce persistente in bocca, al naso sa di crosta di pane e caramello.

E a dispetto della Tonda piemontese, quella di Giffoni proprio per la sua innata dolcezza ben si sposa al cioccolato fondente. E  neanche questo è mancato!

Difatti se con le nocciole “nude” l’abbinamento è stato fatto con la birra Vesuvia di Maneba, con le nocciole lavorate con zucchero e cioccolato l’abbinamento è caduto su Claustrum, un prodotto molto complesso come un blend realizzato in esclusiva per la Birreria Ottavo Nano di Atripalda dal Birrificio Il Chiostro.

Maneba
Claustrum

La Vesuvia, realizzata da Nello Marciano a Striano, è un’ambrata di 6 gradi, un colore brillante ed una consistente schiuma rassicurano subito sul suo ottimo stato di salute. Note d’albicocca ed in genere di frutta gialla, assieme ad un retrogusto leggermente amaro, la rendono davvero piacevole e giusta per le nocciole.

La birra de Il Chiostro, invece, ha accompagnato nocciole e cioccolato ed anche un cucchiaino di cioccolato fondente. Un prodotto realizzato senza l’ausilio di malto base, ma solo con malti caratterizzanti, che lo rendono davvero composito.

Il bravo Simone Della Porta, patron e mastro birraio de Il Chiostro di Nocera Inferiore, lo realizza una volta all’anno utilizzando un luppolo coltivato nei pressi del suo birrificio. Una forte componente amara, il sentore di liquirizia e di ciliegia sottospirito, la rende una vera “porter d’avanguardia” – come ama specificare Vincenzo Cillo. Il consiglio è provarla con le ostriche, per chi ama osare…

Lode comunque, al di là della specifica degustazione, all’impegno che l’Associazione Malti da Legare sta dedicando al mondo della birra artigianale, ragione per cui nasce.

Per restare aggiornati su quanto questa realtà propone basta consultare il sito Internet www.maltidalegare.it.

Alla prossima birra, magari davanti al camino…se il freddo arriverà!