Nocera Inferiore, Ristorante Pizzeria Crispo

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Pizzeria Crispo, la famiglia al completo. Da sx Gerardo, Gaetano e Giuseppe Crispo e Maria Rosaria Landi

di Nunzia Gargano

C’è un posto nell’Agro Nocerino-Sarnese dove una scelta semplice come quella di mangiare una pizza può rivelarsi un’emozione che coinvolge tutti e cinque i sensi. Quel posto è stato pensato da una famiglia cresciuta insieme all’evoluzione della ristorazione. Tutti insieme hanno attraversato lo stivale, partendo da Pagani. Il capostipite è Gaetano Crispo, appena 53 anni, oggi patron del ristorante pizzeria Crispo, ubicato in via Villanova a Nocera Inferiore. La sua pizza, quel col cornicione ripieno di ricotta per intenderci, è conosciuta a livello locale e non solo. Lo testimonia la consistente clientela che quotidianamente affolla le due sale del ristopizzeria, buona parte della quale arriva anche dalla capitale mondiale della pizza: Napoli.

Delineare il profilo di Gaetano non è un’impresa semplice perché da sempre in lui l’amore per la cucina e le sue declinazioni coincide anche con un buon fiuto imprenditoriale. Nella sua più che trentennale carriera, infatti, ha lanciato e vinto numerose scommesse. La sua forza? L’armonia familiare.

Pizzeria Crispo, la sala

Innanzitutto, i figli: Gerardo, 29 anni, con in tasca una laurea in Giurisprudenza e impegnato nel praticantato professionale, è da sempre presenza fissa al registratore di cassa, ma anche in sala se c’è bisogno; Giuseppe, 28 anni, invece, segue le orme paterne ed è pizzaiolo.

Ecco che ritorna la pizza, l’alimento completo per cui impazzisce tutto il mondo e la cui preparazione ha fatto la fortuna dei Crispo. Il cornicione ripieno è stata una vera e propria rivoluzione quando è arrivato nel comprensorio.

Pizzeria Crispo, pizza col cornicione ripieno

A spiegarlo è proprio Gaetano: «Con molta modestia, posso tranquillamente dire che, nel 2002, ho lanciato questa novità nella degustazione della pizza. Basti pensare che tante persone vengono addirittura dalla provincia napoletana per mangiare la mia Margherita». In realtà, questo localino è conosciuto anche per la sua friggitoria: la pizza e il calzoncello fritto sono una vera emozione per i sensi.

Undici anni fa, la famiglia Crispo, il giorno di San Valentino, inaugura il ristorante pizzeria “Charlot” a Nocera Inferiore, ai piedi della collina di S. Andrea nei pressi del Convento di S. Antonio e lancia quell’idea che ne ha fatto la fortuna. È la prima esperienza nell’Agro Nocerino-Sarnese, dopo quella del ristorante “La vera cucina” a Vietri sul Mare, durata fino all’apertura del nuovo millennio. Dopo alcuni anni, Gaetano decide di voler avviare una nuova sfida e, nel 2008, apre “Crispo”, ma lascia Charlot ai suoi nipoti.

Il patron oggi è sereno perché incomincia a godere i frutti dei sacrifici affrontati, partiti da uno dei rioni popolari più noti di Pagani, viale Trieste, all’indomani della morte prematura del padre. Negli anni dell’adolescenza incomincia a frequentare i laboratori di pasticceria, poi la svolta verso la cucina fino ad arrivare anche all’apertura di un ristorante a Reggio Emilia, dove concentra le sue energie per tutti gli anni Novanta.

Una vita imprenditoriale davvero dinamica e sempre in attivo, come chiarisce lo stesso Gaetano: «Nel momento di passaggio tra la chiusura di un ristorante e l’apertura di un altro, ho sempre preso almeno un anno di pausa durante il quale avviavo un’altra attività anche totalmente diversa, come ad esempio l’edicola. È un’esigenza fondamentale perché quando concludi un percorso devi fermarti un attimo e riflettere, per migliorare sempre di più e poi ripartire nella stessa direzione».

Pizzeria Crispo, fettuccine

Finora la sua filosofia imprenditoriale, gli ha dato ragione. Crispo, oggi, è noto anche per l’attenzione alla cucina di qualità, territoriale e di mare. Sono noti ovunque ormai le fettuccine alla mediterranea (lupini, scaglie di grana, rucola, peperoncino e tanto olio extravergine di oliva),

 

6 commenti

  • francesco

    (7 aprile 2013 - 18:16)

    questo non è un articolo ma una vera e propria marchetta,sarebbero sufficienti le 2 foto per capire di cosa si tratta, ma provate a visitare il sito di questi signori per capire di che oscenità si tratta!

  • vargas

    (7 aprile 2013 - 19:55)

    francesco condivido tutto. e mi chiedo come si fa’ ……………. il sig.pignataro non controlla?

  • Franco

    (7 aprile 2013 - 22:45)

    In che senso oscenità?a me sembra una pizza normale.Potete essere un pizzico più chiari?

  • Gerardo

    (8 aprile 2013 - 12:43)

    Franco, ti spiego io, saranno persone che hanno un’ acredine o con l’editore o con il ristorante e non lasciano un commento OGGETTIVO che è scopo essenziale e prerogativa di questa rivista. detto questo ti invito a visitare il sito http://www.ristorantecrispo.it dove puoi vedere tanti altri belli e buoni piatti.

  • Nunzia Gargano

    (8 aprile 2013 - 14:59)

    Invito i detrattori a provare la pizza con il cornicione ripieno prima di parlare a vanvera. Ben vegano le critiche ma senza motivarle lasciano il tempo che trovano. La recensione è nata dopo aver degustato la pizza e pagato il conto come un cliente qualsiasi.

  • vargas

    (15 aprile 2013 - 12:14)

    vabbuo

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