Quindici rosati del Sud pronti a dissetare le serate dei mondiali

Letture: 150
L’aperitivo al rose del Botrus di Ceglie Messapica

Dagli e ridagli, finalmente il rosè si sta facendo strada. Lontani dagli odori di fragole e lamponi tipici dei cessi degli Autogrill, non dolci, non morbidi. Dai colori così come li regala il vitigno, salati, freschissimi, sono davvero il vino dissetante, anche poco alcolico, di cui si sente un gran bisogno in Italia. A Radici molti hanno davvero sbancato, impressionanti i calabresi.
Ecco alcuni di quelli che più ci sono piaciuti.

il rosato di Botromagno, Gravina di Puglia

Torna il Lulù di Beniamino D’Agostino dopo tre anni di assenza. Uno dei pochi casi in Italia di vigna dedicata esclusivamente al rosato.

______________________________________

Vigna Flaminia Brndisi dop

Un grande classico da uve negroamaro che ha dismesso i toni piacioni degli ultimi anni per puntare su freschezza e sapidità

_____________________________________________________________

il rosato di Ippolito 1845, Cirò Marina.

Anche il rosato di questa storica azienda di Cirò è proposto all’insegna del salato e della freschezza assoluta.

________________________________________________

il rosato di Cefalicchio, Minervino Murge

Il rosato biodinamico di Cefalecchio è imperdibile: da Nero di Troia, non sculetta al naso, formidabile compagno di cibo al palato.

________________________________________________

il rosato di Ognissole, Puglia

Anche la Feudi detta il tema dell’acidità e del salato, ben lontana dai temi piacioni del passato.

_________________________________________

il rosato di Cote di Franze

Magnifica espressione del territorio di Cirò, ricco, floreale, sapido, lunghissimo.

_______________________________________

il rosato di ‘A Vita

Francesco De Franco ci regala sempre una occasione  per tornare con gaudio a Cirò.

________________________________________________

il rosato di Severino Garofano

Il rosato di tutti i rosati, inimitabile.

______________________________________________________

Flora Saponari e il suo rosato da susumaniello

Il rosato di Flora Saponari provato al Vinitaly in cui abbiamo subito creduto e che ha avuto la conferma anche dal concorso nazionale dei rosati svolto in Puglia a cura di Assoenologi.

___________________________________________________

il rosato di Cataldo Calabretta

Ecco ancora un rosato da Cirò, davvero i cirotani hanno sbancato con questo millesimo 2013. Una nuova azienda di cui avevamo già avuto sentore nell’anteprima calabrese di Radici.

______________________________________________

Il Rosa Carbone

Dalla Basilicata anche una versione di Aglianico, è quella dei fratelli Sara e Luca Carbone in una bella esecuzione di Sergio Paternoster.

Maschitano rosa Basilicata igt

Sempre dalla Basilicata un altro piccolo grande gioiellino ottenuto dall’Aglianico, fresco e dissetante, di Elisabetta Musto Carmelitano

_________________________________________________

Frappato di Paolo Calì

Dalla Sicilia, terra in cui la cultura del rosato deve ancora diffondersi, scegliamo l’inimitabile Frappato di Paolo Calì, il migliore in assoluto dell’isola.

 

5 commenti

  • Luisaweb

    (14 giugno 2014 - 17:43)

    Egregio sig. Pignataro, la invito a degustare il divino FUGACE della “nostra” cantina Donnici 99

  • Mariagrazia guarascio

    (15 giugno 2014 - 14:48)

    Voglio segnalare un ottimo rose’ …fugace’ della cantina donnici 99 veramente dal sapore sublime….:-)

  • Carlo

    (16 giugno 2014 - 12:50)

    Sempre in tema di Calabria in rosa, non tralascerei il grandissimo rose’ da gaglioppo Ceraudo Grayasusi Etichetta Argento: immancabile anche nella mia cantinetta qui’ a Dublino !

  • Enzo Pietrantonio

    (21 giugno 2014 - 11:28)

    Manca il mio preferito, il rosato di Sergio Arcuri.

I commenti sono chiusi.