Novello del Taburno, il gioco di Moio

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30 ottobre 2003

«Il vino è un gioco, dobbiamo ricordarcelo sempre» dice sorridendo il professore Luigi Moio giocando a nascondino tra i giganteschi silos di acciaio della Cantina del Taburno in quel di Foglianise dove c’è già il bottino dell’ultima vendemmia così siccitosa e difficile. Ed è sicuramente proprio un bel gioco il novello Primofiore, fatto con aglianico, sangiovese e altri vitigni a bacca rossa che sin dalla prima edizione del Salone di Vicenza rappresenta la bandiera campana in questo bicchiere particolare su cui si è puntato decisi per affrontare la crisi del vino negli anni ’80. Sicuramente l’abbinamento più adatto da spendere sulle tavole poco impegnate al tempo della raccolta delle castagne, primo assaggio di una vendemmia che si annuncia fortunata se ben lavorata in cantina. Il Primofiore è profumato, fresco, con una discreta struttura nonostante sia ottenuto con il metodo della macerazione carbonica ed è uno dei prodotti regionali di punta tra i novelli assieme a quelli della Valcalore di Castel San Lorenzo e di Caputo di Teverola. La Cantina del Taburno, oggi retta dai triumviri Antonio Bernardo, Enzo Di Rosario e Marcello Matarazzo, sta vivendo dopo tante vicissitudini legate alla storia del Consorzio Agrario una seconda giovinezza grazie all’incontro tra il direttore Nicola De Girolamo e Luigi Moio. Addio boccioni, largo alla nuova linea di prodotti che tanto hanno fatto parlare in questi anni: il Folius Falanghina doc, il Serra Docile da coda di volpe, i bianchi base (Greco e Falanghina), il Fidelis e soprattutto i due aglianici di punta, il Delius e il Bue Apis che rappresenta al momento la più potente e complessa interpretazione dell’Aglianico del Taburno. Attorno a questa corazzata da un milione e mezzo di bottiglie, una corona di piccoli produttori per trasfornare il dolce paesaggio collinare, riqualificare i vigneti e imporsi come terroir austero con tante potenzialità ancora da esprimere. Se ne parlerà sabato 8 novembre in occasione della festa del novello a Benevento nella sala del Consiglio Comunale a Palazzo Mosti.