Numen Chardonnay 2011 Salento Igt | Voto 86/100

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Paolo Leo

CANTINE PAOLO LEO

Uva: Chardonnay

Fascia di prezzo: 12,00-14,00 euro in enoteca

Fermentazione e maturazione: Legno e acciaio

Vista 5/5 – Naso 25/30 – Palato 26/30 – Non omologazione 30/35


Eccomi qui a raccontare l’ennesimo successo di un’azienda vinicola pugliese che, grazie alla capacità imprenditoriale del patròn Paolo Leo (di cui la proprietà prende il nome)
e del suo affiatato staff composto anche dalla moglie Roberta e dai figli maggiori Nicola e Stefano,
di un’innovativa e moderna struttura dotata di tutti gli strumenti tecnologici di ultima generazione, di grandi investimenti mirati e di una pregevole ed antica storia alle spalle, ha saputo emergere e farsi apprezzare in Italia e all’estero per la produzione di vini di elevata qualità. La data di fondazione aziendale è abbastanza recente, nel 1989, ma, come capita spesso in Puglia, le origini sono molto più remote. Esse, infatti, risalgono all’inizio del Novecento, quando l’omonimo bisavolo Paolo Leo cominciò a vinificare le uve locali nella Masseria Monticello di San Donaci di Brindisi. Come si può notare in tutto questo, quindi, il filo conduttore che lega indissolubilmente tutta la viticoltura pugliese è rappresentato da infinite e comuni storie familiari, che creano una continuità generazionale nel tempo, aiutate poi da nuove tecnologie e conoscenze specifiche, che apportano innegabili benefici all’azienda e all’intero sistema produttivo territoriale.

La Cantina Paolo Leo, in progressivo ed esponenziale estensione, produce due milioni di bottiglie l’anno, con il fattivo coinvolgimento di fidati conferitori locali, che sono seguiti passo passo da agronomi ed enologi aziendali per accrescere la qualità delle uve. Ovviamente, si dà preferenza all’allevamento dei classici vitigni autoctoni ma, allo stesso tempo, non si disdegna di coltivare vitigni alloctoni ed internazionali. Uno di questi è lo Chardonnay, che proprio in Puglia negli ultimi tempi è stato oggetto di grande diffusione ed ha trovato terreno fertile per la produzione di ottimi vini.

Il Numen Chardonnay 2011 è stato prodotto con una tecnica tutta particolare per ottenere un vino speciale. A metà agosto, quando le uve hanno raggiunto la giusta maturazione, si procede al cosiddetto “giro del picciolo”, cioè alla torsione del peduncolo. Con questo sistema si vuole provocare un’essicazione naturale degli acini sulla pianta prima della vendemmia, che dura all’incirca una dozzina di giorni, facendo così perdere loro un 15% di acqua per la massima concentrazione aromatica e zuccherina. Dopo la raccolta, poi, si avvia la fermentazione (e questa è la seconda novità) in barrique di rovere americane e francesi, invece che in acciaio, per fare esaltare ancora di più lo spettro aromatico. Qui, poi, il mosto rimane a contatto con le fecce fini per tre mesi, che vengono periodicamente rimescolate con il batonnage. Il vino passa poi in contenitori di acciaio per ulteriori tre mesi e alla fine è elevato in bottiglia per altri tre mesi, prima di essere messo in commercio. La gradazione alcolica alla fine del ciclo raggiunge i 14 gradi centigradi.

 Scruto l’effetto cromatico nel bicchiere in controluce e resto sorpreso: giallo paglierino tendente al dorato, nonostante la giovane età. Accosto il bicchiere al naso e aspiro una vampata caldamente alcolizzante, seguita da un bouquet evolutivo e persistente di nocciola, di vaniglia, di burro, di fiori di acacia e di frutta esotica, come il mango, l’ananas e la papaya. Passo alla degustazione e sulla lingua si materializzano sensazioni seducenti di grassezza e di fumé, tipiche degli Chardonnay borgognoni, e poi note fruttate di albicocca, pera e pompelmo. Il gusto è pieno, sapido, morbido, strutturato, fresco, rotondo e varietalmente aromatico. Il finale, leggermente dolce, scrive una storia abbastanza lunga e persistente. Ottimo vino senz’altro, da servire meno freddo del solito per apprezzarlo di più, diciamo intorno ai 13-14° C. Gli abbinamenti sono quelli classici: pesce, carne bianca, formaggi freschi, affettati e le tipiche bavette pugliesi con la muddica. Prosit!   

 

Questa scheda è di Enrico Malgi


Sede a San Donaci (BR) – Via Tuturano, 21

Tel. 0831 635073 – Fax 0831 681747

marketing@paololeo.itwww.paololeo.it

Ettari vitati: 25

Enologi: Nicola Leo e Alessandro Michelon

Bottiglie prodotte: 2.000.000

Vitigni: Primitivo. Negroamaro, Malvasia nera e bianca, Falanghina, Greco e Chardonnay.