Garantito Igp. Osteria da Pietro a Castiglione delle Stiviere: anche alla cieca

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Pietro e Fabiana

“Il cibo ed il vino secondo Carlo Macchi, Luciano Pignataro e Franco Ziliani.
Ogni lunedì, i tre blog di Vino Igp (I Giovani Promettenti) offrono ai loro lettori un post scritto a turno dai giornalisti Carlo Macchi, Luciano Pignataro e Franco Ziliani”.

Dall’Alpi alle Piramidi, da Puglia a Lombardia
Noi vi parliamo sempre del meglio che ci sia

Con questo verso che farà rigirare nella tomba il Manzoni, transvolo praticamente tutta Italia e dalla zona di Taranto atterro nel mantovano, in particolare a Castiglione delle Stiviere. Qui nell’aprile del 1999, davanti ad un camino acceso ed ad una tavola perfettamente apparecchiata si tenne l’inaugurazione dell’Osteria da Pietro. Era una cena privata, da Giampietro Ferri riservata a pochi cari amici e tra quelli c’ero anch’io.


“Ma allora dillo che scrivi queste righe per fare un favore agli amici!” Invece non lo dico perché sono convinto che il favore lo faccio a chi legge, se segue il mio consiglio e va da Pietro. Inoltre (mi sono preparato la risposta, che credevate..) l’assaggio in un ristorante, rispetto al degustare un vino, ha la sostanziale differenza che non può essere fatto alla cieca, anche perché il ristoratore riconoscerebbe subito il recensore. Due persone, di cui una bendata e l’altra in veste di accompagnatore modello cane da ciechi , non passano certo inosservate.
Per questo non penso minimamente a bendarmi, anche perché rischierei di ruzzolare i tre gradini che si scendono per entrare nel ristorante. Però una volta dentro anche il nostro ipotetico recensor bendato capirebbe di essere in un posto molto interessante. Come? Sedendosi su una sedie molto comoda, apprezzando al tatto tovaglia, posate e bicchieri.  Se esperto potrebbe anche capire che i tavoli sono giustamente distanti l’uno dall’altro e che il servizio scivola su binari di assoluta professionalità. A quel punto l’accompagnatore dovrà giocoforza declamargli il menù e, speriamo, non tutta la carta dei vini. Senza stare tanto a leggere noi gli consiglieremmo il luccio in salsa di olive nere, capperi e prezzemolo o le imperdibili (quando ci sono) lumache con erbette, pomodorini e polenta. Tra i primi lo inviteremmo a prendere i tortelli di zucca o i capunsei con pomodoro fresco e timo. In inverno non potrebbe perdersi il foiolo con verdure e crema di fagioli o il rognone di vitella con pepe nero. D’estate invece la scelta potrebbe cadere sulle sardine di lago con prezzemolo, aglio e ratatouille di zucchine e melanzane.  Anche con le fette di prosciutto sugli occhi il nostro recensore capirebbe che siamo di fronte ad una cucina dove la tradizione riesce a regnare sovrana pur se ingentilita e “alleggerita” con sapienti tocchi.

Merito principalmente (ma non lo dite a Pietro, lui pensa di essere l’artefice di tutto) di sua madre e della Fabiana, che oltre ad averlo sposato si prende cura della cucina. Attenzione: “alleggerire” non vuol dire togliere sapore ai piatti ed alle materie prime ma solo esaltarli al meglio sposandoli a prodotti non della tradizione. Gustandosi  gli agnolotti di piccione con fegato grasso d’oca il nostro recensor bendato lo capirà al volo. Essendo bravo riuscirà anche a capire gli ingredienti della torta di rose servita con zabaione al moscato e magari (questo è più facile) anche quelle del tortino di mandorle e nocciole farcito con crema alla vaniglia e salsa al pistacchio.
Spero che l’accompagnatore non abbia dovuto declamare tutta la carta dei vini. Pietro propone infatti una scelta accurata che parte dalle migliori etichette regionali e poi spazia in Italia e all’estero, qui focalizzandosi su Borgogna e Champagne. Una carta attenta al lambrusco come al grande Pinot Nero,dove i ricarichi sono equi.
A fine cena, quando i giochi sono oramai fatti, consigliamo al nostro recensor bendato di togliersi la benda e di scendere con Pietro in cantina per bearsi di un panorama che solo gli appassionati possono capire. Magari potrà dare un’occhiata anche alla terrazza, dove d’estate è consigliabile mangiare.
A quel punto potrà, se vuole,  declamare il seguente verso
Che sia tortello, capunsei o piccione
Devo dir che il Macchi avea ragione

Carlo Macchi

Osteria da Pietro
Via Chiassi 19, Castiglione delle Stiviere (MN)
Tel./fax 0376673718
info@osteriadapietro.eu
www.osteriadapietro.eu
Prezzo medio : 60€ vini esclusi
Ricarico medio sui vini: 80-100%
Giorno di chiusura: tutto l’anno il mercoledì, d’estate anche il martedì.
Ferie: 10 gg. a gennaio e 15 gg. a giugno


Questo articolo esce contemporaneamente su :
vinoalvino.org
www.lucianopignataro.it
winesurf.it

Un commento

  • giancarlo maffi

    (12 luglio 2010 - 15:59)

    conosco queto luogo. civili le persone ed i cibi. comunque con gli occhi bendati ci siamo rimasti noi, poveri fruitori : neache una pessima foto modello maffi ?

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