Osteria Tandem a Napoli nel centro storico, qui si mangia solo ragù a 6 euro

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Tandem Rrau, Achille Munari il cuoco

Via Paladino 51
Tel. 081.19002468 – 340.4074883
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Aperto sempre
Chiuso mai
Un piatto di maccheroni con Rraù 6 euro. I manfredi con ricotta e Rraù 8 euro
Una ciotola di Rraù per la scarpetta 5 euro

di Tommaso Esposito

Sai pà, ieri sera ho scovato nu masto Rraù?
E dove?
Via Paladino.

Napoli La statua del Nilo

Il Nilo vegliardo sta lì che guarda.
Una ragazza dà la voce porgendo réclame.
Tandem, ‘o Rraù? sta qui.

Tandem Rrau. L’ingresso
Tandem Rrau Napoli Via Paladino

Sette tavoli e quindici sedie di dentro.
Tre più otto di fuori.
Tovaglie di carta, bicchieri uno a otto.
Vecchio stile cantiniero.

Tandem Rrau l’interno

In compenso c’è la carta.
Chiara. Inequivocabile.

Tandem Rrau. Il menu

Qui si mangia soltanto Rraù.
Da solo nella ciotola per la scarpetta.
Oppure sui maccheroni.

Tandem Rrau, le trafile in catalogo
Tandem Rrau le trafile
Tandem Rrau, le trafile illustrate

E c’è pure il catalogo delle trafile.
Ziti, che poi son mezzani, manfredi, rigatoni e spaghetti.
Mancano le candele e i perciatielli, ma ci sono gli gnocchi, o cazzamarri come li chiama il Cetrulo.
Si ordina.
Cala la pasta e il tempo scorre canonico.
Giusto giusto per parlare del vino.
Trionfano i Campi Flegrei e Grotta del Sole.

Tandem Rrau. I vini

Arrivano i piatti.

Tandem Rrau. I maccheroni son serviti
Tandem Rrau i mezzani al ragu

Perfetto: colore, profumo, sapore.
Nulla da dire. Nemmeno sul cacio.

Tandem Rrau ‘o caso p’e maccarune

Così pure dei manfredi con la ricotta che tanto piacevano a mammà mia.

Tandem Rrau i manfredi con ricotta e rrau
Tandem Rrau i manfredi con la ricotta e rrau
Tandem Rrau i manfredi con la ricotta e rrau

 

Alla scarpetta, poi, non si resiste.

Il pane si inzuppa e la carne si mangia tenera e buona com’è.

Tandem Rrau la ciotala per la scarpetta. Si chiede in alternativa al piatto di maccheroni
Tandem Rrau la scarpetta. Una ciotola di Rraù con le carni
Tandem Rrau la scarpetta
Tandem Rrau il pane napoletano
Tandem Rrau. Nel piatto quel che resta diventa scarpetta

Achille Munari è il cuoco.
Ventisette anni in gran parte vissuti da umbro.
Sta tra i fornelli per gioco.
Nonni napoletani.
Questo è il segreto del suo Rraù.
Manuela Mirabile lo sapeva.
È lei che gli ha chiesto di mettersi ‘o mantesino e di aprire ‘a puteca.
L’ anno non è passato ancora.
E già son trentacinque i kili di Rraù che ogni giorno pippejano .
Ve lo consiglio.
Veramente è nu masto Rraù.

9 commenti

  • emilia milly lombardi

    (27 marzo 2014 - 11:34)

    Bellissima idea, la tradizione napoletana che non muore!
    Che meraviglia la ciotola per la scarpetta, ricordo che da piccola mia mamma prima di mangiare mi autorizzava a fare la scarpetta mettendomi un mestolo di ragu in un piatto con qualche pezzetto di pane, perchè a casa mia la domenica si mangiava tardi e i bambini non ce la facevano ad aspettare.
    Ci andrò presto

  • milady

    (27 marzo 2014 - 12:06)

    Invitante e stuzzicante, simpatica l’idea della scarpetta!

  • Cristiano

    (27 marzo 2014 - 14:32)

    Sì ma almeno vorremmo sapere che Pasta – e soprattutto che Pomodoro – usano, se il Ragù è canonico – cioè manzo e maiale – o solo maiale, etc.

  • Tommaso Esposito

    (27 marzo 2014 - 15:30)

    Cristiano caro, a mio parere non esiste un ragù canonico, ma tanti Rraù a seconda delle tradizioni locali se non addirittura familiari. Se cerchi su questo sito ne troverai di tutte le misure e abitudini.
    ‘O Rraù di mia nonna, ad esempio, era fatto solo con la braciola di annecchia farcita di prezzemolo, aglio più il contenuto della cartella p’o ‘mbuttone che si comprava in drogheria. Essa era ( come le spezie della ricetta del Cavalcanti) costituita da uva sultanina, che nel periodo natalizio veniva sostituita dall’uva passita di Pantelleria dai chicchi più grandi e con i semini all’interno, cedro, pinoli, cannella, pepe. Sempre mia nonna quando si faceva il ragù con più carni, comprese quelle di maiale in forma di salsiccia e di tracchie e fino a circa dodici specie diverse, lo chiamava non più Rraù, ma ‘O Tiano.
    Poi circa Tandem da Achille il cuoco sono riuscito appena appena a sapere che le marche usate per la pasta sono Coop. Pastai Gragnanesi e per gli spaghetti De Cecco.
    Rovistando come vedi nella scarpetta di sicuro ho individuato pezzi di carne vaccina ( muscolo di natica e sovracoperta di costato) e cervelatine di maiale.
    Per il resto vallo a provare e poi ne parliamo.

    • Cristiano

      (28 marzo 2014 - 13:08)

      Non mancherò. Poi magari in loco cercherò di capire anche che Pomodoro usano, che è importante…
      Sulla Pasta c’è di meglio in giro (Gentile, Pastificio dei Campi) ma per mantenere basso il costo vanno anche bene quelle due che attualmente usano.
      Sulla ricetta tradizionale recepisco le tue osservazioni, anche se sai meglio di me che esistono vere e proprie scuole di pensiero in merito. Ma, come sempre, la prova è nel piatto…!

  • Tommaso Esposito

    (27 marzo 2014 - 15:31)

    Ah, le mie nonne Mariuccella e Giovannina erano l’una classe 1895 e l’altra 1901.

  • giancarlo

    (27 marzo 2014 - 18:38)

    l’acquolina in bocca…

  • vartan

    (28 marzo 2014 - 09:33)

    Commovente…mò parto e arrivo

  • francesco centola

    (28 marzo 2014 - 20:18)

    e qui a bologna pretendono che il vero ragù sia quello loro !!!!!!
    ma facitece o’ piacere …….

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