Paestum, ristorante Brezza Marina

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Via F. Gregorio, Laura di Paestum
www.brezzamarina.com
Sempre aperto, chiuso il mercoledì
Ferie a gennaio

Lungo la litoranea che porta ai templi di Paestum, strada martoriata per anni e anni da scempi urbanistici che fanno torto quotidiano ai resti archeologici della Magna Grecia, finalmente cominciano ad esserci seri segnali di ripresa. Non solo gli abbattimenti di centinaia di villette abusive decise dall’ex sindaco di Eboli Gerardo Rosania: i grandi alberghi hanno ristrutturato con più attenzione per l’ambiente, qualche vecchio casale è stato ripreso con la dovuta cura dei materiali e le aziende casearie hanno sostituito tristi banconi frigo anni Sessanta in confortevoli e visitabili punti vendita. Anche la ristorazione locale fa la sua parte in questa fase generale di risveglio, con più di qualche proposta degna di nota. A poca distanza dall’Ariston, trovate questo locale dall’ambiente elegante e discreto. Colori sobri, un servizio professionale (ma potrebbe esserlo di più con un menù scritto, anzichè recitato a voce) e cucina esclusivamente marinara. Gli antipasti propongono semplici ricette tipiche della costa come la seppia imbottita di zucchine e uova, qui con l’aggiunta di pomodoro, o nella combinazione mare-terra, come le insalatine tiepide di polipo o seppioline con porcini crudi e limone o, ancora, ci ricordano che siamo alle porte del Cilento, con le alici ‘mbuttunate (ripiene) di provola, impanate e fritte. La proposta dei primi piatti è un po’ monocorde (paccheri alla pescatrice, linguine all’astice, spaghetti alle vongole) e la genovese di tonno, con il pesce solo stufato e non macerato lungamente nelle cipolle, delude le aspettative. Per continuare, il pescato del giorno al forno con patate (molto buone) oppure alla griglia oltre all’immancabile frittura. In chiusura, tradizionale babà napoletano, millefoglie al cucchiaio con crema chantilly, dolce di pistacchi e mandorle o, più sobriamente un buon sorbetto al limone. Piccola carta dei vini ma equilibrata con buone etichette regionali e ricarichi più che onesti. Conto sui 30 euro.

Virginia Di Falco