Paestum, ristorante Le Trabe

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Via Capodifiume
Tel.0828.724165
www.ristoranteletrabe.com
Sempre aperto d’estate
D’inverno chiuso domenica sera e lunedì

I luoghi dove nascono le sorgenti sono sempre stati considerati sacri dagli antichi che vi edificavano spesso templi per stupirsi ancora di più del miracolo della vita, l’acqua che nasce dalla terra. A Capodifiume dunque c’era un tempio greco dedicato a Persefone, la figlia di Demetra rapita da Ade, di cui resta solo una colonna, siamo a dieci minuti di auto da Paestum e si respira l’atmosfera magica dell’area archeologica più bella del Sud continentale. Trabe è l’antico nome del fiume. Ma tutto questo è nulla, perché varcato l’ingresso entrate in un mondo incantato, in una fiaba di Andersen, con cigni e anatre che se la spassano, oltre otto ettari e mezzo di piante ornamentali del territorio, compreso un impressionante roseto che richiama le rose di Paestum cantate da Virgilio curate da Luciano Mauro, uno dei migliori architetti del verde in circolazione, responsabile del Giardino della Minerva a Salerno dove ha riprodotto le erbe e le piante citate dalla Scuola Medica Salernitana. Se gli antichi si dedicavano al sacro, i moderni agli affari e qui alla fine dell’800 fu costruita una centrale elettrica che ha funzionato sino agli anni 80: con un progetto di energia pulita, i fratelli Antonio e Raffaele Chiacchiaro, hanno ripreso a produrre procurandosi il reddito necessario per reinvestire nella struttura. Insomma, un piccolo parco fluviale privato, dove ovviamente la Sovrintendenza ha un occhio particolarmente vigile, alle porte del Cilento. La proprietà fu acquisita dal padre, imprenditore edile, nel 1990 e, anno dopo anno, sono stati apportati i miglioramenti. Le sale da pranzo sono in stile casa di campagna, una stanza ha una parte del pavimento in vetro dove si vede l’acqua scorrere sotto i piedi, poi all’esterno c’è un spiazzo attrezzato. In questa bellezza si celebra banchettistica di alto livello e, al tempo stesso, è partito il discorso sul ristorante nel quale lavora il cuoco Franco Rubino, reduce da lunghe esperienze all’estero. Cucina di stagione, molto pulita ed essenziale, in cui l’attenzione è puntata tutta sulla qualità del pescato, davvero di rilievo da queste parti come più volte ho sototlineato perché siamo in una zona poco antropizzata. Gioca anche la presenza della Piana del Sele, per esempio nei delicati fagottini di bresaola di bufala con bocconcini di mozzarella, Cicerale vicina è richiamata con la zuppetta di ceci con calamarelle e crostoni di pane. Tra i primi citiamo la lasagnetta ai frutti di di mare, i mezzi paccheri con asparagi e gamberi, i fusilloni con asparagi e pancetta.

Tra i secondi, la parmigiana di alici, ormai un piatto cult in Campania, il pescato del giorno alla griglia, il controfiletto di bufala su patate spadellate. In sala sarete seguiti da Maurizio Calabrese, una delle colonne protanti dell’Amira Paestum, plurivincitore di concorsi nazionali, che segue anche la cantina davvero ricca di etichette e in cerca di profondità storica. Maurizio fra gli altri è uno dei componenti fissi delle Commissioni regionali di Vini Buoni d’Italia del Touring. Una esperienza piacevole in un posto dove trascorrere tutta la giornata magari, perché no, facendo la felicità anche dei vostri figli piccoli che potranno scorazzare in uno dei posti più incantati del territorio dove bellezza della natura, la sorgente forma anche una cascatella naturale, razionalità umana e attenzione all’energia pulita costituiscono una cornice da incanto per la cucina. Sui 40 euro vini esclusi.

Come arrivare

Da Napoli lasciare la Salerno Reggio a Battipaglia e proseguire in direzione Paestum-Agropoli. Lungo la variante, poco prima di Vannulo, c’è l’incrocio di Capaccio Scalo, uscite e prendete la direzione Roccadaspide, proseguite tre chilometri e a destra trovate l’indicazione Capodifiume. Sulla destra, dopo la prima curva, c’è la tenuta.