Pallagrello bianco 2006 Terre del Volturno igt

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VESTINI CAMPAGNANO

Uva: pallagrello bianco
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio

Fine della corsa. Stop. A un anno di distanza da una vendemmia piuttosto diluita, tutto in questi casi si decide con la scelta sul tempo della raccolta, il pallagrello bianco mostra i suoi evidenti limiti di scarsa longevità che lo hanno spesso fatto confondere con la coda di volpe. Intendiamoci bene, non sto parlando di un vino ossidato, ma di un vino che, sin dal colore giallo paglierino carico, mostra di aver svolto sino in fondo il compito che l’enologo gli ha affidato concependolo in questo modo, al naso prevale frutta gialla bella matura e una inusuale sensazione di zucchero caramellato che farebbe presupporre quasi un bianco dolce. La bocca è pastosa, piena, la struttura certo non manca, la freschezza va cercata con la testa perchè non prevale come invece succede sempre con i bianchi campani, ma supporta la beva in modo operaio, non protagonista, una spinta e via per non farsi notare. Ne risulta alla fine un vino gradevole ma non profondo, pronto ma non più in grado di aspettare molto, da bere tra l’altro su piatti possibilmente equilibrati proprio a causa della sua compostezza compiuta che lo porterebbe quasi ad essere protagonista di un aperitivo più che di un pasto, certo da evitare su piatti troppo sapidi e grassi, leggi bottarga di tonno su parmigiana di alici tanto per fare un esempio concreto. L’esecuzione della Vestini mostra come questa uva sia riottosa ad ogni elevamento ulteriore e dunque quanto siano maggiormente da apprezzare quei vini a base di Pallagrello che riescono alla fine a superare i due, tre anni. Ma questo, da quel che capisco, è possibile o con una vendemmia assolutamente anticipata delle uve per giocare sulla acidità, o grazie ad una annata straordinaria come la mitica 2001 di cui ormai si favoleggia in Campania perchè non più ripetuta se non in qualche microcosmo locale. La Vestini si conferma azienda affidabile e interessante, lontana comunque da ogni banalizzazione del bicchiere, un punto di riferimento ormai irrinunciabile per il territorio caiatino sorto a nuova vita dopo il rilancio di questi suoi vitigni autoctoni finiti nel dimenticatoio. E allora, consiglio pratico a voi amici appassionati: se avete bottiglie, potete godervele senza aspettare oltre Natale, in attesa dei Greco e soprattutto dei Fiano che verranno, se verranno. Spendetelo su una pasta e piselli asciutta o su una lagane e ceci.

Sede a Caiazzo, via Barraccone. Tel e fax 0823.862770. www.vestinicampagnano.it Enologo: Paolo Caciorgna. Ettari: 5 di proprietà. Bottiglie prodotte: 40.000. Vitigni: pallagrello bianco, pallagrello nero, casavecchia.