Pallagrello del Ventaglio 2005 Terre del Volturno igt

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CASTELLO DUCALE

Uva: pallagrello
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio

Finalmente ritrovo in gran spolvero il bianco di punta dell’azienda di Antonio Donato che oggi finalmente ha la possibilità di far vedere ai visitatori lo splendido castello restaurato a Campagnano con le cantine sotterranee e la sala da pranzo. Nonostante un paio di anni di appannamento, segnatamente il 2003, ho voluto mantenerlo nei vini dell’Arca nella mia Guida ai Vini della Campania soprattutto perché è uno dei vini bandiera della rinascita enologica del territorio sino a qualche anno fa assolutamente estraneo alle rotte degli appassionati del vino. Ebbene, ho trovato il 2005 finalmente ben equilibrato in bottiglia, con netti profumi floreali e di erbe, una struttura solida, decisa ma non ingombrante freschezza, beva lunga e persistente. L’ennesima dimostrazione, insomma, della necessità di attendere almeno un anno prima di bere i bianchi della Campania, ad eccezione, forse, di quelli cilentano che non essendo fatti con uve piantate su suolo vulcanico hanno una acidità leggermente meno pronunciata o comunque riequilibrata dall’alcol più elevato tipico di una zona calda. Il Pallagrello del Ventaglio ricchiama, lo dico per gli appassionati non campani, la famosa vigna a Ventaglio voluta dai Borbone a San Leucio nella quale c’erano filari di diverse varietà d’uva tra cui, appunto, il Pallagrello. A differenza dei Savoia, che hanno distrutto l’agricoltura del Sud, i Borboni curarono molto la campagna attraverso un sistena di irrigazione ancora oggi insuperato e che se conservato avrebbe impedito molte tragedie, l’introduzione di alcune specie animali come la pecora laticauda, e il costante studio sulle varietà dei vitigni a cui si dava molta importanza. Il Pallagrello bianco di Antonio Donato lo bevo sui prosciutti irpini di Sturno o su quelli introvabili di Pietraroja, sulle zuppe contadine, la pasta con i piselli, la pasta e patate, le lagane con i ceci. Niente pesce? Preferibilmente no perché a mio modesto avviso il Pallagrello ha un’anima terragna più che marinara. E’ una sensazione supportata da nessun dato scientifico o tecnico di degustazione, ma così la vedo.

Sede a Castel Campagnano. Via Chiesa, 35. Centro di imbottigliamento ad Amorosi, via San Nicola 51. Tel. 0824.972460. www.castelloducale.com. Enologo: Angelo Pizzi. Ettari: 12 di proprietà e 8 in conduzione. Bottiglie prodotte: 12.000. Vitigni: aglianico, pallagrello nero, pallagrello bianco, falanghina, coda di volpe.