Panettone cilentano formula quattro: fico bianco, burro di bufala, miele e forno d’autore

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Il panettone cilentano di Impronta Cilento
Il panettone cilentano di Impronta Cilento

di Maura Ciociano
fotografie di Toni Isabella

Impronta Cilento è un nuovo format imprenditoriale, nato qualche mese fa da un’idea di Toni Isabella, appassionato promoter della terra cilentana, che ha l’obiettivo di creare una sinergia tra diverse aziende del territorio.

Il panettone cilentano in cottura
Il panettone cilentano in cottura

Tra i primi progetti ad essere realizzati c’è il Panettone Cilentano, il dolce natalizio nato proprio come prodotto di promozione territoriale.Coinvolge infatti ben quattro aziende cilentane: l’Apicoltura Cavalieri di Roccagloriosa per il miele, l’azienda agricola d’Angiolillo di Ascea per il fico dottato bianco del Cilento, il Caseificio Chirico per il burro di bufala, l’Antico Forno Cilentano di Roccagloriosa per la produzione.

Il panettone cilentano: gli ingredienti
Il panettone cilentano: gli ingredienti

Il packaging è semplice e sobrio: un foglio di carta paglia che ricorda quella usata una volta esclusivamente per il pane. Di fattura artigianale, molto ben lievitato, profumato di burro e limone, alla vista si presenta di un colore più bruno della media, sia all’esterno – per il burro di bufala – sia all’interno – grazie al miele.
Il panettone riproduce – come si fa ancora con il pane in Cilento – la croce cristiana, simbolo di buon augurio per chi lo riceve; è farcito con i fichi bianchi del Cilento, le scorzette d’arancia, le noci, a guisa di fico ‘impaccato’. Insomma , un riuscito esempio di pasticceria contadina e sinergia imprenditoriale.

Il panettone cilentano
Il panettone cilentano

13 commenti

  • Giovanna Voria

    (6 gennaio 2016 - 18:29)

    Ed io ho avuto modo di assaggiarlo e lo trovo ottimo. Oltre ai prodotti di qualità anche la lievitazione è soffice e particolare.
    Evviva il panettone cilentano:-)

  • marella

    (6 gennaio 2016 - 19:14)

    La vera grande novità del Natale 2015.Ottimo…soprattutto perchè

  • marella

    (6 gennaio 2016 - 19:16)

    la relazione e la sinergia tra le aziende sarà il futuro del Cilento.

  • katia Conato

    (6 gennaio 2016 - 20:05)

    Dalla descrizione si carpisce la bontà del prodotto e la genuinità dei prodotti. La forza delle terre cilentane la si ritrova nella sua semplicità.

  • ellesse

    (6 gennaio 2016 - 20:07)

    Dove si può trovare? Grazie.

  • marella

    (6 gennaio 2016 - 21:22)

    E’ possibile acquistarlo presso l’Antico Forno Cilentano di Roccagloriosa. Via Madonna delle Grazie, Roccagloriosa (SA). Tel. 366 33 82522 e anche presso il Caseificio Chirico a Marina di Ascea.

  • paolo abbate

    (7 gennaio 2016 - 12:12)

    vorrei sapere la lista completa degli ingredienti
    grazie

  • Mondelli Francesco

    (7 gennaio 2016 - 14:22)

    Anche le formiche Cilentane sono più buone di quelle del Noma.Boutade a parte non discuto la bontà del prodotto che,viste le ottime materie prime ,sarà di sicuro buono,ma il fatto che oggi ,solo perché di moda,tutti si buttano sul panettone.Vorrei sbagliare ,ma credo che di questo passo ci scorderemo completamente dei prodotti delle nostre tradizioni altrettanto valide (pastorelle, scauratieddi ecc)che meritano studi appropriati per renderli commercializzabili e non subire una sudditanza culturale con l’alibi dell’artigianale.Ad esempio porto un artigiano di Felitto che,inveisce di mettersi a fare pasta secca,sta impiegando tante energie per mandare in giro per il mondo il particolare fusillo del suo borgo.Perdonatemi la crudezza e….ancora auguri a tutti.FM.

  • arminio ruggiero

    (7 gennaio 2016 - 20:24)

    Che tipo di farina hanno utilizzato ?

  • Antonio Prinzo

    (8 gennaio 2016 - 13:24)

    Curioso di provarlo, contento per il bel gruppo di produttori, sicuro che anche in questo modo il Cilento guarda avanti e non resta fermo……..

  • Filocile

    (8 gennaio 2016 - 13:30)

    Conosco il prodotto! lo consiglio perché è un esplosione di gusto autentico e genuino!
    Concordo in parte col ragionamento di Mondelli Francesco. Forse i prodotti da Lei citati sono poco “commerciabili” in termini di tenuta e deperibilità. Azzardo eh…
    In ogni caso è bello, oltre che cosa buona e giusta, far conoscere la genuinità e la tradizione contadina, semplice, del Cilento.
    Grazie e buon panettone cilentano a tutti!

  • Rita

    (8 gennaio 2016 - 13:46)

    Prenoto in anticipo per il prossimo anno! Perché non pensare anche alla “pastiera cilentana”?

  • Marisa russo

    (13 febbraio 2016 - 14:46)

    Complimenti ottima idea forse poco pubblicizzata ne vengo a conoscenza solo ora. Dove si trova,,,,, sono a CastellabAte

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