Paternopoli, Tenuta Fonzone-Caccese

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Il prof. Lorenzo Fonzone, titolare dell’azienda

di Lello Tornatore

Beneficiare delle emozioni  regalate dal panorama che si apre alla vista quando siete sulla collinetta di Paternopoli in località Scorzagallina, nella Tenuta Fonzone-Caccese, non è cosa da poco. In un primo pomeriggio assolato di fine Ottobre sono lì, insieme alla amabilissima persona che è il prof. Lorenzo Fonzone, luminare della chirurgia della mano, ormai in pensione, ma dall’umiltà disarmante che ne denota la grande intelligenza. Origini irpine, ma caprese d’adozione, ci descrive con entusiasmo le impagabili sensazioni che prova nella full-immersion a tu per tu con la campagna paternese. I suoi antenati, i Caccese, sono stati proprietari del castello di Gesualdo che è ubicato proprio sulla collinetta di fronte.

le vigne a monte

Siamo ai confini con i comuni di Castelfranci, Gesualdo e Villamaina, la collinetta è delimitata dai fiumi Fredane ed Ifalco e si estende per circa 30 ettari, quasi tutti impiantati a vigneti che godono, oltre che di una magnifica esposizione, anche degli effluvi solfurei provenienti dalla Mefite della valle dell’Ansanto, che si trova a poche centinaia di metri. Avremo modo in futuro di verificarne gli eventuali effetti caratterizzanti. La cantina di 2000mq, nuova di zecca, è un altro dei fiori all’occhiello della tenuta.

Tenuta Fonzone, selezione manuale delle uve e la cantina vista dall’esterno

I concetti di base che hanno caratterizzato la sua realizzazione sono due: il primo, si fonda con la massima integrazione possibile con l’ambiente circostante.

Tenuta Fonzone, il vecchio clone Aglianichiello, il clone più comune di Aglianico e uva pronta per la pigiadiraspatura

Quindi la realizzazione della maggior parte dei volumi seguendo il criterio dell’interrato, ma questo sia per motivazioni di impatto ambientale che per fattori più pratici quali temperature, umidità e ventilazione.

Tenuta Fonzone, Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Aglianico

Il secondo, ma non meno importante concetto è quello di rendere visibili dall’esterno tutti i reparti della cantina con le relative lavorazioni. Perciò vi troverete al cospetto di un’immensa vetrata che vi rende partecipi delle diverse fasi di produzione. Qui si coltiva innanzitutto l’aglianico (oltre 10 ettari) ma si è voluto tentare anche alcune sperimentazioni (2 ettari a Fiano e 2 a Falanghina appena impiantati), altri 15 ettari, di recente acquisto, sono in preparazione agronomica. Infatti, l’enologo aziendale, il validissimo Arturo Erbaggio, godendo della massima fiducia della proprietà, si è cimentato in una sperimentazione di Fiano vendemmia tardiva (con percentuali di grappoli botritizzati) affinato in legno.

L’enologo dell’azienda, Arturo Erbaggio

 

pigna di Fiano con Botrytis Cinerea

L’azienda produce anche Fiano docg con uve provenienti da conferitori storici di  Lapìo, zona Arianiello. Abbiamo degustato la 2012. Colore ancora vividissimo, giallo paglierino con riflessi verdognoli. Un naso molto giovane, chiuso a riccio in un primo momento, ma poi con un’apertura su toni delicati di camomilla e fiori di tiglio. In sequenza frutta gialla, pera e mela golden. In bocca lo sentiamo scattante, freschissimo, ma pieno. Sicuramente varrà la pena di attendere qualche altro anno per goderne al meglio.

Il Greco di Tufo docg è prodotto con uve che provengono dalle vigne aziendali di  Santa Paolina. Abbiamo assaggiato, anche per questo vino,  la vendemmia 2012.

Bellissimo colore giallo dorato, molto vivace. Notevole consistenza nel giro del bicchiere. Si percepisce nettamente l’agrumato, e specificamente il pompelmo rosa, sentore tipico dell’areale di Santa Paolina. Al gusto si percepisce la notevolissima acidità caratterizzante sia del territorio che del vitigno, ma il finale vira verso note dolci.

Lo splendido pastore bernese, Taro

Completiamo la degustazione con un assaggio di  Aglianico 2010 atto a divenir Taurasi.

Alla vista, rosso rubino con unghia granata e grande vivacità di colore. Naso ciliegioso, con apertura su mora e mirtilli, chiusura con terziari di cenere e camino spento. In bocca è un’esplosione di frutti rossi, possente acidità ma anche bella concentrazione. Tannini presenti ma levigati, chiusura lunga ma un po’ piaciona.

 

Tenuta Fonzone-Caccese

Località – ScorzagallinePaternopoli (Avellino)

Tel.: 081 0511118

http://www.fonzone.it/

info@fonzone.it

Ettari vitati 30

Bottiglie prodotte 20.000 (potenziali 300.000)

Enologo dott. Arturo Erbaggio

Un commento

  • Marcello Lembo

    (27 gennaio 2014 - 11:25)

    Conosco Lorenzo Fonzone Caccese sin dai tempi dell’universita’, essendo stato collega di corso ma anche di studio avendo preparato alcuni esami insieme che grazie ad un reciproco apporto culturale ed intellettivo hanno sortito ottimo risultato.Gia’ da allora si parlava di campagna,vitigni,proprieta familiari che egli seguiva e che programmava di poter un giorno potenziare una volta cessato il suo impegno da studente e poi da medico.
    E cosi è stato dalla” chirurgia della mano” ad “una mano” in agricoltura.Ho scoperto che poi ,come è solito fare,ha dato una superficie corporea ,a giudicare dall’impulso e dai risultati in viticultura di cui si occupa.Il mio amico Attilio,proprietario del Vinarium , Cappella Vecchia Napoli ,mio abituale fornitore,mi dice che la domanda non riesce a soddisfare l’offerta della casa ,per cui alla mia recente richiesta di vino, cantine Fonzone mi risponde che se ne parlera’ nel 2015.Insomma il mio amico ,l’ex chirurgo della mano ,anche qui come allora,costringe ,se si vuole avere il prodotto,ad aspettare e non per sua colpa,annate intere. ,

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