Pecorino 2007 Terre di Chieti igt Cantina Tollo. Solida realtà

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uva pecorino

Uva: percorino
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio

Lo ha fatto di nuovo. Monica è uscita dal bar con due bicchieri in mano. Aveva varcato la porta dicendo “ti porto un vino, io prendo una birra”. Ma dopo due minuti, torna e i bicchieri sono due. Il sorriso è doppio anche lui. Quando mi dirigo a “il cortiletto”, come lo chiamiamo, per sedermi da “Arteteca” è perché ho voglia di un vino al calice

I ragazzi che lo gestiscono hanno solo due grandi meriti (il primo dei quali è solo segno di bun gusto): sono a ridosso dell’unica vera piazza della città (con tutta l’animazione culturale propria a un luogo del genere, fatta di universitari e artisti) e sanno scegliere il vino (cosa che mi spinge a tornarci). Ne aggiungo un terzo: lo servono al bicchiere.
Monica non transige “bevilo e basta”. Non mi vuol dire il nome della cantina: abbiamo da parlare di cose più importanti. Ma mentre lo appoggia sul tavolo ammette di amare il Pecorino per la sua sapidità. “Chi lo ha detto che le donne hanno gusto da donne?” penso.

Fa il solito fresco sotto il tetto di stelle di fine settembre e questo Pecorino dovrà essere del giusto conforto. Ce la farà? “I Righeira, come le Clarisse, già da un pezzo hanno suonato la fine dell’estate alla radio” penso sollevando la testa in direzione del cielo.
Un brivido mi corre per la schiena: “Ma se poi è uno di quei Pecorino affilati sulle rocce del Gran Sasso?”.
Qualcosa mi dice di no. Paglierino abbastanza carico e consistente. Sembra abbia una gradazione alcolica discreta. Ha, al naso, una buona intensità, un’accoglienza, direi, che si sintonizza su note calde. Proprio quelle che “ci stanno” con la caciottina e i salumi serviti come tapas.
Lo porto distrattamente al naso: frutta tropicale, fiori gialli, fieno al sole su un lieve tappeto minerale. Lo sorseggio tra una chiacchiera e l’altra. E’ un vino grasso, a due velocità: un ingresso ricco, marcato dalle note di frutta (mango, pera) che poi spinge su una sapidità considerevole. I due aspetti sono ben fusi tanto da conferirgli un carattere mangia e bevi. Una macerazione? A retrolfatto un ritorno di frutta fresca e un lungo finale sapido che si spegne lasciando comunque la bocca pulita.
Di facile beva e appagante (utile sapere, poi, che viene da soli 130 metri sul livello del mare, da terreni calcareo argillosi) come serve in una serata nella quale il vino è il compagno ma non il protagonista unico.

L’azienda: una cooperativa modello che fa scuola da cinquant’anni
(Poi lo scoprirò il nome della azienda, e vale la pena dir qualcosa).
La cantina cooperativa Tollo, presieduta da Tonino Verna, nell’agro di Chieti lavora oggi, su 3500 ettari di terreno, le uve di poco meno di un migliaio di soci.
Nata nel 1960 dall’unione di una ventina di soci per far fronte al fenomeno della emigrazione dilagante nell’Italia del secondo dopoguerra, quest’anno celebra il suo mezzo secolo di vita. Venti anni nei quali è cresciuta trascinando con sé l’intera comunità e ha ampliato notevolmente la sua gamma aziendale riuscendo sempre a coniugare i numeri con la qualità. Una realtà solida e una protagonista operosa della economia abruzzese e italiana. Questo impegno, celebrato a Tollo con un convegno cui ha partecipato, tra gli altri, il presidente Slow Food Roberto Burdese, è stato riconosciuto recentemente con l’elezione a migliore cantina cooperativa d’Europa da parte della rivista tedesca specializzata WEINWIRTSCHAFT (quindicinale della casa editrice Meininger Verlag, Neustadt an
der Weinstrasse) che ha confrontato la produzione di una trentina di cantine cooperative di Italia, Germania e Francia.

Questa scheda è di Monica Piscitelli

Sede Tollo, viale Garibaldi, 68. info@cantinatollo.it www.cantinatollo.it

5 commenti

  • carmelo corona

    (2 ottobre 2010 - 08:18)

    Il pecorino: un valido esponente di quelll’immenso patrimonio di autoctonia senz’altro degno di divulgazione e valorizzazione. Davvero un bel post. Evocativo, fresco, concreto. Interessante, poi, quel “carattere mangia e bevi…”. Ciao Monica!

  • giulia

    (2 ottobre 2010 - 10:57)

    adoro il pecorino ce ne sono bellissime espressioni in abruzzo , fresco , versatile ma si presta anche ad interpretazioni piu’ complesse come il colle civetta selezione di pasetti, cmq è un vino davvero piacevole da sorseggiare cosi o a tuttopasto :)

    • Monica Piscitelli

      (2 ottobre 2010 - 23:36)

      @angelo @giulia quello di pasetti infatti è quello al quale avevo pensato non sapendo cosa fosse, ma solo per pochi secondi. poi mi sono resa conto quello che avevo davanti era un’altra cosa. mi piaceva raccontare, oltre, il vino una realtà che ha dato un importante contributo al terriotiro e alla comunità nella quale è inserito. del resto se non erro questo pecordino sta franco cantina fino a 5 euro.

  • Angelo

    (2 ottobre 2010 - 13:57)

    Mmm, non lo so, vitigno ancora tanto inesplorato, e come tanti di questa schiera troppo spesso “personalizzato” da ognuno che vi si è cimentato.

    Quel che so è che in generale rimane un vitigno che non possiede un corredo aromatico di particolare profondità se non quelli di origine fermentativa, per cui facilmente “indirizzabile” ( leggi “omologabile”).

    Comunque è bene che se ne parli e che se ne beva sempre più, per mia esperienza mi è rimasto fortemente impresso quello di Rocco Pasetti (Contesa) della prima ora, degli ultimi l’ottimo di San Filippo di Offida.

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