Pecorino 2008 Colline Pescaresi igt

Letture: 102

Fausto e Adriana

TORRE DEI BEATI

Uva: pecorino
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro franco cantina
Maturazione e fermentazione: acciaio e legno

Torre dei Beati, il nome dell’azienda s’ispira al particolare di un affresco quattrocentesco raffigurante il Giudizio Universale che si trova nella chiesa locale di Loreto Aprutino. La torre dei beati è il traguardo ultimo cui le anime arrivate nell’aldilà, aspirano. La personale interpretazione dell’opera d’arte, la ricerca dell’eccellenza, hanno motivato Fausto Albanesi e Adriana Galassi a dare vita all’azienda oltre dieci anni fa, quando hanno iniziato a prendersi cura delle vigne ricevute in eredità. Tutto qui si fa ai massimi livelli, studio accurato per l’impianto di nuovi vigneti, scrupolose selezioni delle uve in vigna, conduzione biologica.

 Nel 2000 la prima bottiglia. Da allora l’azienda ha fatto grandi passi avanti, si è specializzata nelle diverse espressioni micro territoriali del Montepulciano d’Abruzzo, raggiungendo traguardi prestigiosi, non ultimo i 5 Grappoli 2000Vini 2010 per il Mazzamurello Montepulciano, vino di punta dell’azienda. Adriana e Fausto  mi piacciono perché hanno avuto il coraggio di intraprendere e resistere sulla strada giusta per il vino italiano di qualità: iper specializzazione dei cru, agricoltura sostenibile e prezzi accessibili. Nel 2008 si concretizzano gli sforzi degli ultimi anni, arrivano in produzione i nuovi impianti di Pecorino, il vitigno autoctono a bacca bianca più interessante in Abruzzo e non solo.

Le origini del pecorino non sono chiare, sembra che Catone il Censore le classificasse nella famiglia delle “aminee”, descritta da Plinio il Vecchio come tipologia di vini poco duri, che si conservano bene e di lungo invecchiamento. Lo ritroviamo poi nel 1875 nel Bollettino Ampelografico di Stato che lo riconosce come vitigno da tempo presente sul territorio e con maturazione precoce. All’inizio degli anni ‘90 il Pecorino era dato per scomparso, oggi la situazione si è rovesciata, grazie all’operato di alcuni lungimiranti vignaioli, ai quali si aggiungono oggi anche Fausto e Adriana di Torre dei Beati. “Il Pecorino, mi racconta Fausto Albanesi, è un vitigno poco produttivo, ma, molto interessante”. Nell’impostare le basi per l’interpretazione del suo adattamento nella nostra zona, abbiamo effettuato vendemmie scalari in tempi diversi e applicato diverse tecniche di vinificazione e di affinamento, in acciaio e in legno, per meglio definirne caratteristiche e potenzialità. Questa bottiglia contiene il risultato del lavoro di questi anni. Le uve arrivano d un unico vigneto di quattro ettari, a circa 300 mt. Slm, impiantato nel 20o5.

 Siamo sulle prime colline ai piedi del Gran Sasso, a valle del torrente Tavo. Qui il terreno è argilloso – calcareo, ricco di scheletro con forti escursioni termiche giorno/notte (già in settembre compare la prima neve) che conferiscono una decisa esaltazione del corredo aromatico. Le rese sono piuttosto basse, 50 q/ha. Si vendemmia con diversi passaggi a scalare. L’obiettivo è cogliere con precisione i diversi stadi di maturazione e concentrazione. Tra settembre e ottobre, l’uva arriva in cantina dopo aver subito la selezione manuale sul rullo.  Il vino fermenta e affina rispettivamente per il 75% e 25% della massa in acciaio e barrique. Segue un lungo affinamento in bottiglia. Primo Bianco, è appunto la prima annata di Pecorino 2008 Colline Pescaresi di Torre dei Beati. Una sorta di audizione generale. Il bicchiere si presenta di colore giallo paglierino intenso, riflessi dorati, ammalianti e vivaci. In roteazione è regolare e decisamente consistente (14,5% vol.). Lo porto al naso: intensità e complessità se la giocano, pera, un po’ di agrumi, fiori bianchi, biancospino. Sul fondo una lieve nota mielata sapientemente fusa con effluvi aromatici di salvia e uno sbuffo di vaniglia. Il palato è pieno, raffinato e morbido. Il vino avvolge la bocca, si avverte la struttura decisa, ma, al contempo, viene fuori una lunga, fresca e decisamente sapida (l’Adriatico è a due passi) persistenza aromatica che chiude con piacevoli note minerali.  Penso a una buona longevità. Non c’è che dire, un gran bel vino, in pieno stile aziendale. Strutturato, elegante, la potenza alcolica e la percentuale di legno non sono per nulla invasive, perfettamente equilibrate lungo tutta la beva. Quanto agli abbinamenti c’è da divertirsi, mi ha intrigato una delle ultime ricette raccolta da Marina Alaimo, Fusilli con vellutata di fave bianche, scaglie di ricotta salata e crudo di gamberi dello chef Agostino Iacobucci della Cantinella a Napoli, o, perché no? uUn sicilianissimo, quanto etnicamente contaminato, cous cous, o, i conchiglioni impastati con la farina di pistacchio con cozze, o, ancora il carpaccio di ananas con crudo di gamberi e caviale mojo dello chef Peppe Buffa del ristorante al Ritrovo di San Vito Lo Capo. Se poi vogliamo restare in Abruzzo, il brodetto alla vastese con: merluzzo, triglie, sogliole, testone, palombo, razza, calamari o seppie, scorfani, tracine, lucerne, gamberi, cicale di mare, pesci di scoglio pomodori, olio di oliva, peperone della qualità lunga e sottile, aglio e prezzemolo è quello che fa al caso nostro.
Insomma, è solo la prima annata, buono il rapporto prezzo-qualità, e… dimenticavo, dalla vendemmia 2009,  il vino si chiamerà: “Giocheremo con i fiori”, assaggiatelo, magari al prossimo Vinitaly, e capirete perchè…

Questa scheda è di Giulia Cannada Bartoli

Sede legale: Via Adriatica Sud 89, 66023 Francavilla al Mare (Ch). Vigneti e cantina: Contrada Poggioragone 56, 65014 Loreto Aprutino (Pe) tel . 39+333.3832344 fax + 39 06 233218468, www.torredeibeati.it, adgalas@tin.it, Enologo Giancarlo Soverchia. Ettari di proprietà 17. Bottiglie prodotte 60.000. Vitigni: Montepulciano d’Abruzzo e Pecorino