Per i bianchi di Termeno il paradiso può attendere

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degustazione dei bianchi della cantina di Termeno, una parte dei vini assaggiati durante la serata
degustazione dei bianchi della cantina di Termeno, una parte dei vini assaggiati durante la serata

di Gianmarco Nulli Gennari

L’attesa è finita, #waitisover, come recita l’hashtag ideato dalla cantina di Termeno (Tramin) per comunicare la decisione, da quest’anno, di prolungare per tre mesi l’affinamento sui lieviti dei tre vini bianchi della linea Selezione, il gewurztraminer Nussbaumer, l’uvaggio Stoan e il pinot grigio Unterebner. È finita in una bella serata romana, presso l’Open Colonna del famoso chef Antonello, dove lo storico kellermeister Willi Sturz e il giornalista Ian D’Agata hanno presentato alla stampa l’annata 2014 delle tre etichette, che resteranno ancora in vetro fino a fine anno. Serata resa unica da verticali davvero storiche e arricchita ulteriormente dal nuovo sauvignon Pepi e da due annate del “mitico” gewurztraminer dolce Terminun.

Attendere un po’ di più: una scelta voluta, spiega Sturz, per consentire ai bianchi di esprimere ancora di più tutto il potenziale del terroir. In questo angolo di Alto Adige terroir significa anzitutto calcare e poi porfido, “che dà un valore aggiunto di note minerali in invecchiamento” in particolare per il gewurztraminer, che si comporta un po’ come il riesling (“per forza, è uno dei suoi genitori”, chiosa Sturz). La scelta deriva forse anche dalle mutate condizioni climatiche negli ultimi vent’anni: “Una volta le vendemmie erano più precoci, oggi se non stiamo attenti rischiamo la surmaturazione, soprattutto con il sauvignon blanc. D’estate si arriva anche a 35 gradi, poi per fortuna la notte ci regala una bella escursione termica”.

Nussbaumer bottiglia, magnum, doppia magnum
Nussbaumer bottiglia, magnum, doppia magnum

Ecco le nostre impressioni su tutte le annate assaggiate.

Sauvignon Blanc Pepi 2014. Naso varietale ma abbastanza elegante, salvia, geranio, pompelmo rosa; bocca molto affilata e ravvivata da una scia salina, fiori freschi e mela verde in persistenza.

Stoan 2014 (uvaggio di chardonnay in prevalenza, 60%, sauvignon blanc, 25%, pinot blanc, 10%, gewurztraminer, 5%). Olfatto molto composito, petali di rosa, cipria, pesca, anice e cardamomo; pastoso al tatto, materico, un po’ di calore. Chiude lungo sul lime, scattante ma ancora un po’ crudo.

Stoan 2013. Profumi più balsamici, timo e rosmarino, poi emerge il cotè minerale, iodato (conchiglia); sorso meno ritmato del 2014, riprende slancio nel finale segnato da note di agrumi e lavanda.

Stoan 2012. Naso complesso, nocciola, mela matura, susina, banana; esordisce rotondo al palato, più semplice e dolce delle annate precedenti, forse all’apice; bella scodata salina e di cereali in chiusura.

Stoan 2005. A dieci anni dalla vendemmia il piccolo saldo di gewurztraminer marca molto l’olfatto: floreale esuberante, spezie come chiodi di garofano, maggiorana, muschio; bocca di buona complessità, bel dialogo tra alcool e acidità, leggermente vegetale in persistenza ma ancora molto vispo.

Pinot Grigio Unterebner 2014. Affinato per il 75% in botte grande e il resto in barrriques e tonneaux di cui negli ultimi anni sta diminuendo la tostatura. In quest’ultima versione infatti il legno non marca troppo, prevalgono note di frutta fresca, mela e pesca, e un lato minerale; al palato è ancora da amalgamare, si avverte la ricchezza del frutto ma anche una sensazione di immaturità confermata dal finale poco espansivo, segnato da cachi e pepe bianco. Un vino da leggere in prospettiva.

Unterebner all'Open Colonna
Unterebner all’Open Colonna

Pinot Grigio Unterebner 2013. Fin troppo evoluto al naso, canfora, miele, frutta matura; sorso di giusta maturità e bell’equilibrio tra freschezza e tendenza dolce; Pai discreta, alcool e agrumi. Da bere ora.

Pinot Grigio Unterebner 2010. Annata molto fresca, con lievi profumi di spezie e accenni alla frutta gialla e ai fiori; un po’ scarico in bocca, maturo ma meno ricco degli altri campioni.

Pinot Grigio Unterebner 2006. Vendemmia condizionata dalla pioggia e quindi ritardata (“abbiamo aspettato fin quasi a rischiare la surmaturazione”). Olfatto ricco di suggestioni, pera williams, baccello di vaniglia, pepe, acciuga, pomodoro secco; al palato è multidimensionale, forse il più ricco della batteria, tonico e salino, le note del legno si sentono ma sono perfettamente integrate.

particolare verticale di Nussbaumer
particolare verticale di Nussbaumer

Gewurztraminer Nussbaumer 2014. Vinificato in purezza, spesso una piccola parte degli acini è colpita dalla muffa nobile. L’ultima versione ha un naso didattico, acqua di rose e bergamotto; tensione solo discreta nel cavo orale, dolce e di estrema gioventù. Da attendere.

Gewurztraminer Nussbaumer 2013. Profumi più ermetici, leggere note vegetali e minerali; bocca più tesa e dritta rispetto al predecessore, si espande bene al centro, è grintoso e di buon peso, ma in questa fase sembra un po’ troppo sbrigativo in chiusura.

Gewurztraminer Nussbaumer 2012. Olfatto di bella evoluzione, rosa, violetta, gelatina di frutta; al sorso ha buona polpa ma tende un po’ troppo verso la dolcezza e dà l’impressione di non avere la giusta struttura per sorreggere l’impianto fino in fondo. Chissà se in futuro…

Gewurztraminer Nussbaumer 2009. Annata dall’andamento climatico perfetto, riferisce Sturz. Inizialmente ridotto, poi emergono belle note di evoluzione in stile riesling alsaziano; al palato si espande bene, è molto bilanciato; chiude su interessanti note marine e vegetali, anche se riemerge a fianco anche il legno di affinamento.

Gewurztraminer Nussbaumer 2005. Reticente al naso, vegetale, oliva verde; bocca molto intensa ed equilibrata, ravvivata da una discreta acidità non comune per il vitigno; il finale è profondo e lascia una bella sensazione di precisione sul frutto.

Gewurztraminer Nussbaumer 2003. Estate torrida, come molti ricorderanno: “Il grado zuccherino è arrivato in alto molto precocemente e l’acidità era bassa; abbiamo però deciso di non anticipare la vendemmia per avere la giusta maturazione fenolica, e a fine settembre l’uva era bellissima”. Oggi è probabilmente all’inizio della discesa: è un vino quadrato, piacevolmente terziarizzato, marcato da un timbro di zafferano molto evidente in tutte le fasi olfattive e gustative.

Gewurztraminer vendemmia tardiva Terminum 2012. Per questa etichetta Willi ogni anno attende l’arrivo della botrytis (“che da noi non è così frequente”) per donargli una frazione di freschezza in più. La 2012 si giova del 60% di uve botritizzate e ha un naso molto ricco ed elegante: pasticceria secca, anice, miele millefiori, frutta disidratata, zucchero in polvere, susine in confettura. Al palato sembra ancora un po’ indietro, la componente dolce ha per ora il sopravvento, manca un po’ di contrasto.

Gewurztraminer vendemmia tardiva Terminum 2009. Questa edizione si avvale di una percentuale maggiore di muffa nobile (70-75%) e la differenza è tutta nel sorso, di bella dinamica, ravvivato da una giusta acidità e una notevole progressione. Le note olfattive sono giocate meno sul frutto e più su una mineralità di stampo mediterraneo (salsedine), con una precisione maggiore sul varietale (acqua di rose) e tracce di zucchero a velo e arancia amara. Ricorda vagamente un Beerenauslese.

 

La Cantina di Termeno è a Termeno (Bz) –  Strada del Vino 144  Tel.  0471.096633 Fax 0471.096621 www.cantinatramin.it info@cantinatramin.it