Perella 1998 Fiano Paestum igt De Conciliis

3/5/2017 1.6 MILA
Perella 1998 Paestum igt
Perella 1998 Paestum igt

Uva: fiano
Fascia di prezzo: nd
Fermentazione e maturazione: acciaio

Quando penso ai vini di De Conciliis mi vengono in mente le colline  dolci che annunciano il Cilento con olivi, querce, ginestre, carrube, soffiate dal mare e irrorate da un sole accecante, abbagliante. Una curva di qui, una curva di là e il mondo che corre veloce resta dietro mentre noi rallentiamo. Ci fermiamo anche indecisi al bivio.
Che epoca, e che bello ritrovare quei profumi in un bicchiere di vent’anni fa conservato dall’ostinazione di Gennaro Aprea, sommelier e patròn da Tonino a Capri con il quale devi fare un lunga contrattazione prima di aprire una bottiglia. Villa Diamante 2005  o Perella 1998?
Alla fine si decide per quest’ultimo con la promessa che in caso di delusione, saremmo ripiegati sull’irpino. Invece no.

Porca puttana, ma come è possibile che un Fiano del Cilento sia così fresco, abbia frutta croccante e, soprattutto, non sia uscito da una botte di rovere di Slavonia ma in realtà solo vissuto in acciaio e legno? Tutto è possibile nel Cilento dove spiriti folli di notte fanno saltare le regole del giorno e janare e Madonne benevoli sono lì pronte ad ingozzarti di cicciata e ‘mbruglieddi.
Si beve, questa bottiglia. Si beve. Il vino non passa per la bocca ma si impadronisce subito delle gambe e poi delle braccia  e infine della mente. Sulla quaglia è ok, sul raviolo caprese va bene, sull’insalata di razza non ne parliamo, sul maialino nero ci va a pennello. Eh, si, la verità è che questi vini  senza tempo vanno bene ovunque.
Lo godiamo fino in fondo, contenti di noi, del nostro Sud generoso, delle amicizie che scacciano le invidie, del piacere di provare qualcosa di irripetibile. Ma quanti di quelli blasonati ne metterebbe in fila questo Perella?
Voglio il Perella, ridatemi il Perella, chè Bruno Chicco d’uva all’epoca aveva appena fatto tre, forse quattro vendemmie ed era un rivoluzionario convenzionale.
Perché, in fondo, un po’ di solforosa in questo vino di 20 anni avrà avuto pure una sua utilità.
Diciamolo, non c’è gusto senza peccato.
Meglio se mortale.

 

Sede a Prignano Cilento, Contrada Querce, 1. Tel. e fax 0974 831090. www.viticoltorideconciliis.it D’Orta De Conciliis. Ettari: 4 di proprietà. Bottiglie prodotte: 12.000. Vitigni: aglianico, merlot. Viticoltori De Conciliis.Enologo: Bruno De Conciliis, Ettari: 26 di proprietà. Bottiglie prodotte: 150.000. Vitigni: aglianico, fiano

3 commenti

    bruno de conciliis

    (3 maggio 2017 - 07:22)

    Ciao Lu, il vignaiolo deve vedere, sentire e gustare il vino dove altri vedono solo erba e alberi e terra. Non ho studiato, come sai, enologia, altri percorsi di conoscenza hanno segnato la nostra generazione, la mia ignoranza mi ha salvato perché non essendoci esperti e scienziati nella mia cantina prima l’intuizione e l’istinto poi questi e l’esperienza sono gli unici strumenti che abbiamo. Perella è stato forse la creatura più difficile nata nella mia cantina, primo assoluto amore ripudiato agli inizi del millennio e poi ritrovato nuovo e appassionato, unica vendemmia la 2008 il cui fallimento è mia sola responsabilità per difetto di solforosa ( maledetta ideologia, grandissime potenzialità nella 2008 ). In questi anni Perella è cresciuto, maturato nel suo rigore, nel suo porgersi austero e senza tempo come una bella cilentana senza i volgari orpelli e le grottesche apparecchiature di certe femmine cittadine della borghesia rampante, hai ben colto la sua natura quando scrivi che le gambe e le braccia prima della mente sono il suo naturale porto di arrivo. Abbiamo appena portato in libreria le ultime bottiglie del 2012 ed il 2013 si affaccia al mercato, annata energica e nervosa che le mie vecchie signore hanno appena addomesticato, grazie Gennaro per aver creduto in quella bottiglia, se potessi correre con una bottiglia in mano dieci anni avanti e tornare indietro per aprire una 2012 con te lo farei stamane stesso e riderei al tuo stupore.
    bdc

    Enrico Malgi

    (3 maggio 2017 - 16:53)

    Cosa e come sarebbe l’attuale Cilento enoico senza Bruno e company?

    Francesco Mondelli

    (3 maggio 2017 - 17:21)

    Enri!Nun fa a pulitica cu stu company.Il Cilento ha una bella squadra,ma Bruno è Bruno e come Maradona fa la differenza in canpionato e coppa campioni.Su queste annate in anni non sospetti si è sloggiato con gente come Sangiorgi:noi arriviamo dopo e……per fortuna qualche bottiglia riusciamo ancora a trovarla.Quando poi a “tartufi”va Lucianone il risultato è quasi scontato.PS.Da quel poco o tanto che posso capirne e per quello che ho assaggiato credo propio che il buon Bruno ,dopo qualche anno di “riflessione”,a partire dal l’annata 12 farà ancora tanto parlare di se.FM.

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