Pian del Moro 2010 Aglianico del Vulture doc Musto Carmelitano |Voto 88/100

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Pian del Moro 2010 Aglianico del Vulture doc Musto Carmelitano

MUSTO CARMELITANO

Uva: aglianico
Fascia di prezzo: da 10 a 15 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

Vista 5/5. Naso 25/30. Palato 26/30. Non Omologazione 32/35

Ha solo cinque anni di esperienza questa piccola azienda familiare. Cinque di cantina ma 60 di viticoltura e si vede quando si visitano le vigne a Pian del Moro e a Contrada Serra a Maschito, uno dei tre comuni di origine albanese del Vulture saldamente legati alle loro tradizioni.
Il rapporto con Sebastiano Fortunato ha sicuramente esaltato le radici contadine ricche di biodiversità varietale e tecnica: nella vigna più vecchia, da cui nasce questo vino, il vecchio alberello lucano, un po’ più alto e slanciato di quello classico greco diffuso nel Salento, a Cirò e sull’Etna, si alterna alla spalliera.

Nel corso degli anni i rossi hanno acquistato maggiore slancio e velocità, appaione meno grevi, più snelli, e con il frutto impegnato a farla da padrone sia al naso che in bocca.
Non so se sia una mia sensazione soggettiva, ma quando si bevono vini da viti a piede franco, come in questo caso, la frutta si esprime in maniera più fragrante, più succosa, mettendo in ombra le durezze che nell’Aglianico sono croce e delizia degli enologi.

Luigi Musto Carmelitano a Pian del Moro coltivato ad alberello

Il suolo argilloso, 550 metri di altezza, le decise escursioni termiche, costituiscono la cornice che impreziosisce il risultato finale ottenuto dalla lavorazione in vecchi tonneaux di uve raccolte un po’ in ritardo rispetto alla media.

Questa versione mi piace perché oltre al frutto rosso molto preciso e dominante, si affiancano note fumé capaci di regalare un buon allungo olfattivo, leggere note balsamiche, rimandi di carrubo. In bocca la materia va a passo di corsa come i bersaglieri, l’acidità è dissetante, la chiusura pulita, lunga, decisa, elegante.
In vino di ottima beva, che ha appena imparato a camminare e che ancora può raccontarci molto dopo che il tempo avrà levigato ulteriormente i tannini, già comunque ben risolti dalla lavorazione, presenti ma non piallati.

Un bell’esempio di quale direzione deve imboccare questo fantastico territorio. Togliete il burqa all’Aglianico e fateci godere il suo volto di sempre: allegro e sfuggente.

Sede a Maschito, via Pietro Nenni 23 Tel. 0972.33312 www. mustocarmelitano.it Enologo: Fortunato Sebastiano. Ettari: 4 di proprietà. Bottiglie prodotte 20.000. Vitigni: aglianico e moscato