Piante a Lapio 2011 Campania igt

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Piante a Lapio 2011 (Foto Andrea Gori)

Che sapore aveva il Fiano di Avellino prima della selezione dei lieviti, delle vigne a spalliera, della fillossera? Chissà chi lo sa, ma è questa la domanda dalla quale sono partiti il patròn di Joaquin Raffaele Pagano e l’enologo Maurizio De Simone quando hanno concepito questo progetto. In sostanza, al netto della tecnologia del freddo, l’idea è quella di portare in commercio un Fiano meno esuberante ma anche meno omologato di quello che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi anni.

Per farlo hanno pensato anche alle botti grandi di castagno costruite ad Agerola giusto per non farsi mancare nulla del passato seppellito negli anni ’90. A monte di questi sforzi resta la domanda fondante: vale la pena di impegnarsi o si rischia solo di fare archeologia enologica?

Su questo il pubblico e la critica si divide, ma a noi sicuramente interessa tutto quello che va in direzione della biodiversità, varietale come artigianale. Così i nostri due eroi si sono messi a caccia delle viti che hanno resistito alla fillossera degli anni Trenta in Irpinia e all’estirpazione sostenuta dagli agronomi negli ultimi trentanni. Fatta una raccolta certosina di questi monumenti vegetali, il vino è stato poi lavorato in castagno e poi tenuto per poco meno di un anno in bottiglia.

Il risultato è finito sotto il naso dei critici e giornalisti a Milano un paio di settimane fa accompagnato dai magnifici piatti di Andrea Aprea al Park Hyatt. Il vino ha naturalmente ancora un lunghissimo percorso da realizzare, è alle prime battute, ed è sicuramente molto diverso al naso dai Fiano a cui siamo stati abituati. Un olfatto non esuberante, un palato più tranquillo, come sempre accade ai vini ottenuti da uve di viti pre-fillossera, molto ampio e di corpo. Da bere a temperatura ambiente in un bicchiere molto ampio, magari in una bella serata autunnale con qualche sfizio di accompagnamento. Ora l’Irpinia ha una nuova poesia nel bicchiere

Sede  a Montefalcione,  Località Corrani Tel.0825.1882550 www.joaquinwines.com  Uva: fiano Prezzo: 70 euro circa in enoteca Enologo: Maurizio De Simone.

 

Un commento

  • Luca Miraglia

    (14 ottobre 2013 - 08:28)

    Niente da eccepire sulla forte valenza culturale del progetto (non mi sarei aspettato nulla di meno dai protagonisti), ma è chiaro che il tutto resta confinato nell’ambito di un divertissement, atteso che il prezzo finale al pubblico della bottiglia (oltre che l’esiguo numero prodotto) ne rende, di fatto, non fruibile il risultato.

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