di Gaspare Pellecchia
Nel comune più vitato della Campania, patria del ristorante Kresios, di Pasquale Carlo e della Barbera più “moscata” d’Italia, si è tenuta una manifestazione assai carina, Piccole Vigne, “nata da un’idea di Luciano Pignataro e diretta tecnicamente da Mauro Erro”. Che ho provato?
- Colle Paladino (guest star): propongono un’Agostinella (tipicissima, piena di carattere, strana-strana all’olfatto, con due anni di affinamento..) e una Barbera secca e ben strutturata;
- Le vigne di Raito: Ragis, Aglianico e Piedirosso, 2007, un po’ di legno per un sorso valido, ma non è integrato il blend, si notano inserzioni animali anche se i lieviti sono selezionati, forse un rilascio dalle botti? comunque la bevuta è simpatica (è piuttosto tipico il duetto Agl-Pied, no?) ma da perfezionare o perlomeno aspettare un paio di anni;
- Anna Bosco (guest star): Barbera 2007 sia secca (tredici gradi) che tradizionale (abboccata e quattordici gradi), l’enfasi fiorale è la chiave di lettura di questo vitigno molto tipico (del resto questo era Castelvenere: Agostinella e Barbera del Sannio);
- Cantina Giardino: prima il Tararà Greco 2006, buono e tosto, poi il Sophia (blend irpino anforato e senza legno) 2006, infine il Fole (base) e il Nude 2004 (aglianici didattici in purezza, in cui l’uso del legno è in fase matura). L’anforato era labirintico: naso giocato su acetaldeide e robe simili ad indicare attacchi di batteri simil-acetici, poi le note dei vitigni, nette, ma mature, con lieve aromaticità (il Fiano?), quindi guardavi il colore ambrato chiaro (dovuto al Greco?), quindi deglutivi, sorso “organic” quindi appena modaiolo-spinto, ti tornavano in mente gli altri anforati, sì ma questo va oltre, più lungo, più vivo, o forse meno di Gravner? non so, intanto ribevo e penso che l’anfora non si sente proprio, il retrolfatto è comunque giocato su ricordi di infanzia;
- Agricola San Giovanni: Bianco base (blend) e Fiano in purezza, due amori di vini;
- Marisa Pouchan Taffuri: straripante il loro Don Ferdinando, “metodo classico” da un anno “sur lies” pieno di aromaticità (saldo di Malvasia) e di classe (Chardonnay), naso agrumato sottile, crosta di pane, lieviti, mineralità profumata ma tagliente, complessità e cremosità, freschezza e persistenza al palato;
- I Pentri (guest star): Kerres 2007 (Piedirosso puro e selvatico) che bontà verde e geraniosa, poi a Natale uscirà anche il “Pietra della volpe”, un super-Aglianico.













