Roma, Piccolo Buco: una buona pizzeria con cucina vicino la Fontana di Trevi

27/3/2017 6.2 MILA
Luca Issa, patron del Piccolo Buco
Luca Issa, patron del Piccolo Buco

di Virginia Di Falco

C’è poco da fare. Quando si può raccontare un bel posto, dove si mangia bene, la soddisfazione è doppia se questo accade nel centro del centro di Roma, per esempio a Trevi, accanto ad una delle fontane più famose del mondo.

Il Piccolo Buco è una pizzeria con cucina alla quale si arriva dopo quella che potrebbe essere una piacevole passeggiata tra le stradine del rione ma che in realtà spesso è solo una gimkana tra buttadentro e bancarelle per turisti. La ristorazione media – va da sé – è al limite del commestibile, tanto qui i locali si riempiono comunque, grazie alla famosa legge sulla conservazione della massa: «nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si magna».

Piccolo Buco, il bravo pizzaiolo
Piccolo Buco, il bravo pizzaiolo Mohamed Nabil

Ed ecco perché il progetto di Luca Issa, iniziato circa un anno fa, di fare proprio qui una buona pizza nel forno a legna, dalla lunga lievitazione e con ingredienti selezionati, è tanto più meritorio.
Luca è un trentenne che somiglia vagamente a Mubarak da giovane. Scopro dopo una bella chiacchierata con lui che egiziano lo è per davvero, da parte di padre, che la mamma è italiana e che ha sempre vissuto in questo quartiere, scegliendo sin da giovanissimo, il mestiere di famiglia. Il papà lascia l’Egitto a vent’anni e comincia a fare il pizzaiolo alla fine degli anni Settanta proprio in questo locale, che col tempo riesce a rilevare.
Un anno fa è il turno di Luca: lo rimette a posto con grande determinazione e l’intento ben preciso di allontanarsi il più possibile dalla ristorazione mordi e fuggi della zona, valorizzando innanzitutto il vecchio forno a legna del 1916, dove una signora conosciuta in tutto il rione cuoceva all’inizio del secolo scorso pane e castagnacci. Ma, soprattutto, decide di offrire una pizza che lui definisce gourmet proprio per segnare lo stacco dalle proposte solo turistiche che lo circondano.

Piccolo Buco, scorcio della sala
Piccolo Buco, scorcio della sala

L’ambiente è molto semplice ma curato; piccoli tavoli quadrati con runner e tovaglioli in cotone di un piacevole bianco candido; qualche pezzo in legno del precedente arredo come le belle sedie modello ‘vecchia osteria’, e una buona illuminazione in tutta la sala. Il servizio ha la giusta informalità, cortese ed informato, veloce senza essere frettoloso.
Un menu pulito e immediato, diviso in due parti: pizza e cucina romana. Nel primo, le bruschette, le pizze classiche, le variazioni in rosso e in bianco, le focacce e i calzoni; nel secondo, antipasti e taglieri di affettati e formaggi; i primi piatti della tradizione romanesca (incluso il recupero delle ‘penne all’arrabbiata’) e qualche secondo piatto di carne. Si chiude con il tiramisù, la panna cotta o il maritozzo di Roscioli.

Piccolo Buco, tagliere di salumi e formaggi
Piccolo Buco, tagliere di salumi e formaggi
Piccolo Buco, il pane di Roscioli
Piccolo Buco, il pane di Roscioli

E veniamo alla pizza. L’impasto è realizzato con farina di farro bianco tipo 2 e 00 del Mulino Marino, olio extravergine di oliva itrana e sale marino di Guérande. Il pizzaiolo si chiama Mohamed Nabil, egiziano anche lui, e ha davvero una bella mano. Lievitata per 72 ore, leggera, al centro è morbida, gustosa e profumata di pane. Cornicione ben cotto e alveolato, che si fa mangiare. Gli ingredienti usati per la farcia – così come quelli della cucina – vengono dalla ricerca e selezione personale di Luca, molto attento ai prodotti di qualità del Lazio così come di quelli fuori regione, ai presidi Slow Food e alle piccole produzioni familiari.

Piccolo Buco, margherita
Piccolo Buco, margherita

Più che riuscita la ‘prova Margherita’ (a 9 euro); ricca di sapore, realizzata  con ottimi ingredienti. Un indovinato equilibrio di gusto quella bianca con cicoria ripassata (buonissima), mozzarella di bufala campana DOP e guanciale di Sauris.

Piccolo Buco, cicoria, bufala e guanciale
Piccolo Buco, cicoria, bufala e guanciale
Piccolo Buco, zoom sul cornicione
Piccolo Buco, zoom sul cornicione

Anche l’incursione nell’altro menù non delude: il tagliere di salumi e formaggi, ben presentato ed illustrato, accompagnato da miele e confetture squisite, consente un bel percorso tra i tesori gastronomici italiani, da Nord (con un pregevole San Daniele 19 mesi) a Sud (con il caciocchiato irpino). Più che discreti i tonnarelli artigianali cacio e pepe.

Piccolo Buco, la cacio e pepe
Piccolo Buco, la cacio e pepe
Piccolo Buco, penne all'arrabbiata
Piccolo Buco, penne all’arrabbiata

 

Nel complesso un’esperienza molto piacevole, con un conto che può variare dai 20 ai 40 euro a seconda del menu pizza o cucina e, soprattutto, senza alcuna gabella di servizio, coperto o pane (che, tra le altre cose, viene dal forno Roscioli). Insieme alla simpatia di Luca, e di tutto il personale di sala, un doppio invito a tornare presto.

Piccolo Buco, l'ingresso
Piccolo Buco, l’ingresso

Piccolo Buco
Pizzeria con cucina
Via del Lavatore, 91 (Trevi)
Tel. 06 6938 0163
Aperto a pranzo e a cena
Chiuso lunedì
www.pizzeriapiccolobuco.it

 

Un commento

    friariello

    (27 marzo 2017 - 13:11)

    E’ con vero piacere che constato che nella ristorazione italiana esiste ancora”la penna all’arrabbiata”.

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