Luigi e Flo: Complimenti per l'articolo, siamo tornati 20 giorni fa da un viaggio a Manhattan, ritroviamo i nostri ricordi e si rinnova la nostalgia. Un ricor…
R Beatoaffaele: Una mia impressione è che dalla vexata questio Giuseppe Martelli rafforzi il meritato prestigio di eccellente tecnico confortato da una conoscen…
Lello Tornatore: Eccerto!!! Il sottosritto non è per le mezze misure...quanto al basilico, potete parlare quando riuscirete a distinguerlo dalla...patata!!! ;-)…
Sergio Cima: Concordo sostanzialmente. Insomma, quanto paghereste voi? Tra i trenta e i quaranta? Qualcuno potrebbe ancora ritenere accettabile un cinquanta?…
Si vive sempre un’enorme emozione quando si ascoltano due “mammasantissima” del calibro di Brunio De Conciliis e Luigi Moio. Ci si abbevera direttamente alla fonte del sapere enologico e non solo. Con essi si dipanano all’infinito le sottili conoscenze di storia, di territorio, di uomini, di famiglie. Una storia quella della viticoltura campana cominciata più di duemila anni fa e che adesso, grazie all’impronta lasciata sul terreno da uomini come quelli appena citati, dopo anni di oblìo è risorta come novella araba fenice ancora meglio di prima.
Domani partirò per i miei ormai consueti raids lombardi. Quando arrivò là, però, mi prende sempre una strizza al cuore, perchè tocco con mano la marcata sottovalutazione della nostra produzione ampelografica, da parte dei soloni locali. Faccio due esempi lampanti: il 25 p.v. sarò presente alla convention organizzata dalla mia associazione “Go Wine” a Milano. In quella occasione saranno premiate più di 200 aziende vinicole nazionali, che hanno ottenuto, per la loro produzione vinicola e di servizi annessi, il massimo dei voti. Ebbene in questa classifica ci sono appena sei aziende campane: Antonio Caggiano, Vini D’Ambra, De Conciliis (unico rappresentante del mio Cilento), Feudi di San Gregorio, Mastroberardino e Terre del Principe. Veramernte sconsolante!
L’altro esemprio riguarda i miei impegni personali di conduttore di serate di degustaizionedi vini campani e cilentani in particolare. A dire il vero nelle passsate esperienze questi vinsono stati sempre bene accettati e graditi. La cosa, però, che mi fa andare in bestia è quando mi domandano: scusi lei viene dal Salento? A nord di Caserta nessuno sa che esiste un magnifico territorio che si chiama Cilento!
Grazie per l’ospitalità e alla prossima. Saluti a te Luciano e ai tuoi compagni di avventura. Enrico.
Si vive sempre un’enorme emozione quando si ascoltano due “mammasantissima” del calibro di Brunio De Conciliis e Luigi Moio. Ci si abbevera direttamente alla fonte del sapere enologico e non solo. Con essi si dipanano all’infinito le sottili conoscenze di storia, di territorio, di uomini, di famiglie. Una storia quella della viticoltura campana cominciata più di duemila anni fa e che adesso, grazie all’impronta lasciata sul terreno da uomini come quelli appena citati, dopo anni di oblìo è risorta come novella araba fenice ancora meglio di prima.
Domani partirò per i miei ormai consueti raids lombardi. Quando arrivò là, però, mi prende sempre una strizza al cuore, perchè tocco con mano la marcata sottovalutazione della nostra produzione ampelografica, da parte dei soloni locali. Faccio due esempi lampanti: il 25 p.v. sarò presente alla convention organizzata dalla mia associazione “Go Wine” a Milano. In quella occasione saranno premiate più di 200 aziende vinicole nazionali, che hanno ottenuto, per la loro produzione vinicola e di servizi annessi, il massimo dei voti. Ebbene in questa classifica ci sono appena sei aziende campane: Antonio Caggiano, Vini D’Ambra, De Conciliis (unico rappresentante del mio Cilento), Feudi di San Gregorio, Mastroberardino e Terre del Principe. Veramernte sconsolante!
L’altro esemprio riguarda i miei impegni personali di conduttore di serate di degustaizionedi vini campani e cilentani in particolare. A dire il vero nelle passsate esperienze questi vinsono stati sempre bene accettati e graditi. La cosa, però, che mi fa andare in bestia è quando mi domandano: scusi lei viene dal Salento? A nord di Caserta nessuno sa che esiste un magnifico territorio che si chiama Cilento!
Grazie per l’ospitalità e alla prossima. Saluti a te Luciano e ai tuoi compagni di avventura. Enrico.