Pinot Grigio o Chardonnay? Il blogger americano consiglia Falanghina: un vino per l’estate, da veri geek

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Cresce il successo della Falanghina negli States (Foto Jeremy Parzen)

Su segnalazione di Franco Ziliani traduciamo e molto volentieri pubblichiamo dedicandolo a chi vuole introdurre vitigni internazionali nei disciplinari tradizionali

di Nicole Whittington

Per tutti quelli che sono abbastanza curiosi da provare qualcosa che vada al di là di un bicchiere di Pinot Grigio o Chardonnay, noi diciamo: Falanghina a go go!

Prima di tuffarci nella storia della varietà e dei suoi sentori cominciamo dalla pronuncia. E’ facile infatti sorvolare sui vini che hanno un nome difficile da pronunciare ma il nostro recente incontro con questo vino afferma che è troppo buono per essere trascurato. Falanghina si pronuncia con la “g” come in “geek” (fanatico del computer, n.d.r.). Niente male, vero?

Breve storia. La falanghina è una varietà originaria della Grecia e alcuni vecchie viti furono poi piantate in Italia per fare vino. Si crede che la falanghina arrivò in Italia all’inizio del VII secolo A.C. attraverso i Greci. Il nome deriva direttamente dalla parola latina “falangae” che si riferisce ai supporti usati per sostenere le viti durante la crescita – da non confondersi con le falangi (ossa delle mani e dei piedi)! Le mani in realtà servono soltanto in questo caso per reggere il bicchiere che vi farà godere dei due tipi di Falanghina italiani: quella dei Campi Flegrei o quella Beneventana.
Sebbene, bisogna ammettere, che la falanghina non è stata sempre molto apprezzata. Infatti una volta era considerato un vino piuttosto piatto e privo di sentori ma le tecniche più innovative di produzione lo stanno trasformando da un vitigno senza carattere ad uno fragrante e vivace.
Nel complesso, la Falanghina sta conoscendo un nuovo successo e sempre più persone cominciano a riabilitare i vini dell’antica Roma.

Flavor Profile
I vini da Falanghina hanno un colore dorato che ricorda il giallo paglierino. Vedrete come la falanghina dei Campi Flegrei tende ad avere un gusto fresco, spiccatamente minerale, mentre quelli della zona del casertano tendono a volte ad avere un gusto più speziato. Generalmente ci si aspetta di trovare una acidità bilanciata da aromi e sentori di mela verde, arancia candita, spezie soffuse e di brezza marina. Assolutamente adatto alle sere d’estate.

Territori vocati
Le uve danno il meglio nei suoli leggeri, porosi e ricchi di minerali come le aree vulcaniche. Le sue migliori espressioni le troviamo nelle aree di Procida, Falerno del Massico, Campi Flegrei e Sannio.

Prezzo medio
12-20 dollari

Noi ci siamo innamorati della Falanghina e vorremmo lanciare una sfida a tutti gli amanti del Pinot grigio per darle una chance. Allora, state al passo coi tempi! Ma i tempi dei Romani!

Traduzione di Antonella Geppert

2 commenti

  • Er mejo paraculo de Trastevere

    (30 agosto 2011 - 14:36)

    Che gran paraculo sto Parzen…

  • Angelo

    (30 agosto 2011 - 17:31)

    Bene, anzi benissimo!
    Un solo appunto su Procida, forse si voleva dire Monte di Procida, quindi comunque Campi Flegrei. :-)

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