Piròmafo Negroamaro Salento 1999 di Valle dell’Asso

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Piròmafo Negroamaro Salento 1999 di Valle dell’Asso
Piròmafo Negroamaro Salento 1999 di Valle dell’Asso

Non amo le dolcezze nei vini, ma devo del tutto ricredermi nel degustare il Piròmafo 1999 di Valle dell’Asso. Mai dire mai. E’ stato presentato in occasione di una degustazione di vecchie annate di negroamaro compresa nel programma di deGustoSalento 201,5 condotta da Francesco Muci.

Si è partiti dal 1955 con un vino dei Conti Zecca molto vicino ad un marsala, presentato alla platea per percorrere la storia dei vini di Salento. Questo assaggio ha acceso non poche polemiche per il fatto che fosse marsalato, a me ha comunque sorpreso la sua freschezza ed ho apprezzato il racconto storico che ritengo sempre indispensabile per conoscere un territorio e progettare il suo futuro.

In questa degustazione, Piròmafo 1999 si è fatto notare per l’eleganza e la dinamicità, per la pulizia dei profumi molto personali e territoriali allo stesso tempo. L’enologo Elio Minoia ha spiegato le tecniche enologiche adottate in Salento per combattere la siccità ed il gran caldo, problematiche notevoli tanto da definire la sua una arido coltura. E’ di fondamentale importanza la lavorazione del terreno affinché mantenga una buona permeabilità da parte delle radici che scendono in profondità per raggiungere il fresco e l’umidità.

Si è dimostrato un bravo interprete del negroamaro salentino e la grande personalità di Piròmafo ha confermato ad ogni sorso la sua competenza che procede sempre a braccetto con la passione per la propria terra. Il nome del vino la dice lunga: piròmafo, è una pietra locale, una delle varietà di pietra leccese di natura calcareo marnosa, morbida e porosa, elegante protagonista del barocco tipico di questo areale. E’ di colore grigio verdastro, dal greco pyro makos, “che combatte il fuoco”, è utilizzata per la costruzione di forni e braci.

Riferita a questo straordinario negroamaro salentino sta a ricordare la capacità del suolo argilloso calcareo, dall’inconfondibile colore rossastro, di resistere al grande caldo estivo che in questa parte centrale del tacco d’Italia mette tutto e tutti a dura prova. L’uva, secondo i metodi enologici tradizionali del luogo, viene vendemmiata un po’ avanti nella maturazione. Durante gli interventi di Elio Minoio e Francesco Muci è emersa l’incapacità in genere di interpretare il Piròmafo quando è giovane tanto da non essere giustamente valutato nelle guide. Il tempo lo rende particolarmente interessante e la sua piacevolezza ha messo d’accorto l’intera platea di degustatori. E’ pieno ed avvolgente sia al naso che al palato. E’ uno di quelli che certo non passa inosservato. Dichiara i sentori tipici del negroamaro che sanno di terra e pinoli tostati, a tratti balsamico, bel tocco deciso di grafite e frutto di ciliegia. Il sorso è elegante, ha materia pur mantenendo una buona scorrevolezza spinta dall’acidità vivace, ruvido nei tannini che conferiscono una stuzzicante dinamicità insieme al gioco altalenante tra i toni appena dolci e quelli di piena freschezza.

Valle dell’Asso è in via Guidano 18 Galatina (LE). Tel. 0836 561470 www.valledellasso.it

Questa scheda è di Marina Alaimo

2 commenti

  • Mondelli Francesco

    (18 giugno 2015 - 08:00)

    Sempre originale.Come te non amo le dolcezze(ma solo nel vino).Probabilmente ,non avendolo assaggiato,dico una stupidata,ma ci sono analogie con il dolce naturale?Grazie anticipate da Francesco Mondelli.

  • marina acino ebbro

    (18 giugno 2015 - 08:54)

    Ciao Francesco, la dolcezza è appena accennata, c’è poi molto altro come avrai letto.

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