Pizza bruciata, Bernardo Iovene di Report torna a Napoli

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Ciro Oliva tra X e Bernardo Iovene

Si dice che l’assassino torna sempre sul luogo del delitto. Dopo aver sputtanato la pizza napoletana su Report per guadagnare un po’ di audience censurando e mettendo alla berlina associazioni e pizzaioli, ieri Bernardo Iovene è tornato tra i pizzaioli con una telecamerina.

L’obiettivo è un piccolo recupero e dimostrare che, grazie a Report, ora a Napoli la pizza si fa con la farina integrale con buona pace del disciplinare Stg che prevede la 00.

Invece di andare a chiedere scusa alle persone che ha censurato il buon Bernardo Iovene si è fatto precedere dalle telefonate del suo assaggiatore di lungo corso.

Prima da Ciro Oliva, poi da Gino Sorbillo, ancora da Davide Civitello impegnato con Rossopomodoro e infine da Ciro Salvo dove il forno era però ormai spento.
La domanda sempre la stessa: ora usate farina integrale?

X aveva preparato il terreno con un paio di post sul tema nel suo blog commerciale dove fa anche pubblicità a farine e altri prodotti.

Bernardo Iovene da Gino Sorbillo

La prossima puntata, allora, sarà sull’uso delle farine integrale nei dolci. Non i Pandoro o i Panettoni.

No.

Cosa c’è di meglio di una pizza integrale?

Chiaro: un Babà Integrale!

 

Vincenzo Pagano a Report

 

29 commenti

  • giancarlo maffi

    (30 dicembre 2014 - 10:20)

    L’abito non fa il monaco. La faccia, si.

    • ALBA

      (30 dicembre 2014 - 10:59)

      A proposito di volti ma indubbiamente più belli da guardare e attraversare, ti ricambio un favore e ti invito a linkare su spavalda.com
      Buon anno a tutti.

  • Roberto

    (30 dicembre 2014 - 10:28)

    Magari. Stavolta ha avvisato delle sue intenzioni, perché non lo facciamo ritornare nelle pizzerie del servizio di Report? I Pizzaioli gradiranno!

    • Giustino Catalano

      (30 dicembre 2014 - 10:43)

      So che Felice Messina e Maria Cacialli lo attendono con “ansia”….. :D

  • Tommaso Esposito

    (30 dicembre 2014 - 10:54)

    E la storia continua con i moschettieri della crusca ovvero i tre cruschettieri

  • Enrico Malgi

    (30 dicembre 2014 - 12:24)

    Alba sei davvero tu? Sei tornata finalmente, ho sentito molto la tua mancanza.
    Adesso non andare più via
    mi raccomando. Ti auguro un felice anno nuovo.

    • ALBA

      (30 dicembre 2014 - 12:49)

      Certo che sono io. Mai andata via, con meno assiduità ma costantemente ho sempre seguito questo blog da quando l’ho scoperto ed il tuo e tanti altri nomi sono punti di orientamento per la mia bussola. Ricambio gli auguri di cuore.

  • giancarlo maffi

    (30 dicembre 2014 - 12:33)

    Boh, forse era per me, Alba. Vista e piaciuta, la K. Era già terribilmente intelligente e veloce allora, si parla dell’80, circa. Oltre che avere un carattere impossibile. Chissà ora!!’ Meglio lasciarla nel cassetto dei ricordi…

  • […] Pizza bruciata, Bernardo Iovene di Report torna a Napoli sembra essere il primo su Luciano Pignataro […]

  • Giancarlo

    (30 dicembre 2014 - 13:49)

    Ma ora le interviste le taglieranno o le pubblicheranno integrali?

    • luciano pignataro

      (30 dicembre 2014 - 15:21)

      Quelle di Ciro saranno frasi già registrate perché Iovene non ha potuto girare

      • Giancarlo

        (30 dicembre 2014 - 17:31)

        Quindi realmente faranno un’altra puntata sulla pizza?incredibile

        • luciano pignataro

          (30 dicembre 2014 - 18:15)

          Non sarà una vera e propria puntata, ma un filmato che va in coda alla trasmissione della serie: andiamo a vedere cosa e successo o buone notizie. Ma ancora non è concordato, è una iniziativa di Iovene e del suop assaggiatore-comunicatore-pr

  • Gianni Ruggiero

    (31 dicembre 2014 - 13:35)

    La chiarezza nell’etichetta sulla provenienza e la tipologia di grano utilizzato per pane,pizza,pasta e prodotti dolciari è la chiave di lettura del problema.Nel grano l’elemento nutrizionale é il germe e non buttiamola in caciara con la crusca seppur importante nella dieta attraverso la sua ricchezza di fibre.
    Vi leggo sempre volentieri e buon anno

  • peppiniello

    (2 gennaio 2015 - 12:00)

    Napule è nu franfellicco ognuno vene allicca e se ne va’!

    • luciano pignataro

      (2 gennaio 2015 - 12:56)

      :-)

      • Gianni Ruggiero

        (2 gennaio 2015 - 21:48)

        Forse è per questo che è la regione con il più alto tasso di obesità infantile e anche in età adulta non si scherza,è colpa dei franfellicchi o delle farine ottenute da grani nanizzati ricchi solo di zucchero e privi di qualsiasi qualitá organolettica:(

        • luciano pignataro

          (2 gennaio 2015 - 22:53)

          Questo nemmeno Bernardo Iovene arriva a dirlo, ma è una tesi di quelli che nel Nord Europa vogliono affoddare le dieta mediterranea.
          Se fosse così il problema dell’obesità infantile si sarebbe posto da almeno cento anni e non da quando ci sono merendine industriali, dolci industriali, patatine fritte industriali, gelati ai grassi idrogenati etc etc, e poi i motorini, le play station, i cellulari, i telecomandi etc etc
          Un buon di buon senso, per favore

          • Gianni Ruggiero

            (2 gennaio 2015 - 23:43)

            Credo di essere una persona di buon senso ma sa,potrei anche sopravvalutarmi,comunque il grano di cui parlo sopra è il Creso che immagino lei sappia,venne creato attraverso bombardamento di raggi gamma sul senatore cappelli nel 1974 ed una varietà di grano tenero messicano al centro Enea della Casaccia di Roma,quindi prima utilizzavamo cereali con minore presenza di glutine(zucchero),inoltre la maggior parte di farine e di grano(creso)che utilizziamo viene prodotto nel nord Europa che utilità avrebbero ad annientare la dieta mediterranea.Comunque penso lei condivida con me un’unica cosa,che sull’etichetta venga scritto il tipo è la provenienza del grano utilizzato.

  • Gianni Ruggiero

    (3 gennaio 2015 - 00:21)

    ….glutine e prevalente presenza di carboidrati(zucchero)…

  • Raffaele Leuzzi

    (3 gennaio 2015 - 01:33)

    Credo che ad affondare la dieta mediterranea abbiamo cominciato noi italiani sottoponendo a manipolazione genetica il grano Senatore Cappelli all’Enea( Casaccia) sacrificando sapori, tradizione, colori aromi a vantaggio del profitto. Ciò ha determinato non solo l’impoverimento del grano di elementi nutrizionali quali aminoacidi,lipidi e vitamine. Con la nanizzazione il grano( le sue ridotte dimensioni erano state richieste dai produttori) è stato reso più vulnerabile nei confronti delle infestanti apportando un largo utilizzo di pesticidi e caricato di glutine per esigenze dei panificatori. Disposizioni normative impediscono poi lo scambio di semi tra i contadini alla faccia della dieta mediterranea ridotta ormai ad uno slogan. Perché non facciamo nulla per incrementare l’utilizzo dei grani antichi nelle regioni che da sempre lo hanno prodotto (Basilicata e Puglia) e tuttora un pò lo producono.
    Le intolleranze al glutine aumentano annualmente del 10% . Il Creso è o no più carico di glutine ? La pasta con questo grano scuoce o no? Capisco che si sta parlando di pizza ma la pizza si fa con la farina. Cominciamo a parlare di tipo di grano di etichette e di cereali eccessivamente raffinati(farina 00) cause, insieme a merendine , patatine, grassi idrogenati e bevande gassate di sovrappeso, diabete, obesità, obesità infantile, sindrome metabolica… e anche tumori.

    Noi al Sud con la dieta mediterranea predichiamo bene ma razzoliamo male.

  • Sergio Cima

    (3 gennaio 2015 - 14:06)

    Dopo la puntata di Report, tutte le volte che la discussione si addentra in questioni organolettiche non facciamo altro che andare sul terreno voluto da loro. Hanno convinto moltissime persone a porsi problemi fuori luogo, manco si mangiasse pizza tre volte al giorno, ammesso che abbia davvero determinate conseguenze e poi chissà in quale esatta misura. Ci hanno invitato a guardare il dito invece che la luna, perché splendeva troppo. E ognuno, per corroborare la sua tesi, allarga il discorso a questioni sempre meno pertinenti.

    • luciano pignataro

      (3 gennaio 2015 - 15:48)

      Le cazzate di Report le sto vivendo allo stesso modo di quando la grande industria ci convinse che l’olio di semi era più leggero con Nino Castelnuovo che saltava staccionate:-)

      • Gianni Ruggiero

        (3 gennaio 2015 - 23:59)

        Il cibo é la cura e non ci si cura dal cibo,parliamo più di cibo e non sul cibo!le sembra poco pertinente?Se Report dice cazzate,questo non vuol dire che siamo autorizzati a dirle anche noi.
        Buon anno!

        • Sergio Cima

          (4 gennaio 2015 - 10:04)

          Buon anno a lei, è autorizzato a dire ciò che vuole, questo è sempre stato uno spazio libero ;)

          • Raffaele Leuzzi

            (4 gennaio 2015 - 19:53)

            Il plagio della pubblicità ci ha convinto che l’olio di semi fosse migliore dell’olio di oliva. Allo stesso modo la grande industria ci ha convinto che la farina 00 è candida, innocua e non dannosa. Questa farina, diffusissima nei supermercati, si ottiene attraverso la macinazione del chicco di grano con l’eliminazione di crusca e germe, risultando povera di elementi nutrizionali (vitamine, sali minerali, fibre grassi “buoni” e ricca solo di carboidrati( zuccheri) da ciò l’alto indice glicemico. L’universo farina è abbastanza variegato. Ma è negativo essere consumatori consapevoli richiedere la qualità degli ingredienti, il gusto e il benessere? Mi chiedo se le pizze napoletane del sette-ottocento fossero immangiabili e se pizzerie e pizzaiuoli in quell’epoca richiedevano farine raffinate o avevano a disposizione solo farine grossolane macinate a pietra. Le farine bio integrali e semi-integrali permettono una elevata digeribilità e l’opportunità di ritrovare tutti i componenti oltre le proprietà nutritive. Non mi sembra che ritornare alle vecchie farine sia snaturare o impoverire la pizza contemporanea delle farine raffinate. Se poi questo fa bene alla salute è un motivo in più per abbracciare quel mix di farine, nell’impasto, che pizzaioli napoletani d’eccellenza, quali Sorbillo, Caputo, Civitiello, Iervolino… stanno perseguendo. Mi sembra che parlarne non sia ” fuori luogo” o non “pertinente”…

          • Gianni Ruggiero

            (5 gennaio 2015 - 16:09)

            Questo è quello che penso a riguardo se oltre alla sua di autorizzazione ho anche quella del padrone di casa
            http://intothewine.org/2014/10/21/attacco-a-report-fumata-nera-farina/

  • A.F.

    (5 gennaio 2015 - 14:09)

    D’accordissimo sull’indignazione, ma vogliamo parlare anche dei nostri amati pizzaioli che invece di troncare i rapporti con certi personaggi addirittura li accolgono con grandi sorrisi perchè comunque tutto fa pubblicità?

    • Luciano Pignataro

      (5 gennaio 2015 - 14:37)

      Giusta osservazione, ma non credo riguardi solo i pizzaioli. Comunque è anche vero che alcuni che si credono furbi sono in realtà solo polli, ma del resto se non esistessero i truffati non camperebbero i truffatori

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