Il caffé fa schifo, la mozzarella e il pomodoro sono alla diossina, la pizza cancerogena: ecco perché da molti anni non mi sento tanto bene

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La pizza su report: Milena Galbanelli

Continua la via Crucis del made in Campania: dopo la mozzarella, il pomodoro, il caffé adesso tocca alla pizza. C’è poco da fare: da troppo fastidio alle grandi multinazionali questa enorme ampolla artigianale del cibo, l’unico luogo d’Italia dove chiudono i Mc Donald’s.
Il titolo del trailer che annuncia la trasmissione di domenica sera di Report è decisamente terroristico: “Pizza napoletana agli idrocarburi?”
Ovviamente il punto interrogativo è solo un ombrello contro le possibili cause, tanto l’effetto è assicurato.

Gli artigiani del gusto che fanno grande la gastronomia italiana non possono che aspettare che questo nuovo bombardamento mediatico passi come i precedenti.

Chi si ricorda di quel pirulicchio che sentenziava sul caffé poi smentito dalla sua stessa associazione?

Per la felicità dei burocrati europei che volevano abolirla, si attaccherà la cottura del forno a legna, per la gioia di chi vive con la fobia dei batteri si assesterà un nuovo colpo alla biodiversità culturale in nome della salute e soprattutto degli interessi delle multinazionali.

Napoli è sopravvissuta nel corso dei millenni alle invasioni, alle eruzioni vulcaniche, ai terremoti, alle guerre, alle pestilenze, al colera e perfino alla camorra.
Sopravviverà, molto bene come al solito,  anche domenica sera.

 

61 commenti

  • Albert

    (30 settembre 2014 - 22:11)

    Poco posso fare, ma quel poco lo faccio più che volentieri. Le Strade della Mozzarella porterà in giro la vera pizza napoletana con mozzarella di bufala campana Dop in giro per un tour europeo, a presto per date e dettagli, assieme ad altri prodotti rappresentativi della Campania. Martedì 14 aprile 2015 la serata conclusiva di ‪#‎lsdm‬ sarà interamente dedicata alla pizza napoletana con 5 o 6 dei suoi massimi rappresentanti. Afammoc a chi di dovere :-D

    • Paolo

      (4 ottobre 2014 - 19:47)

      Ragazzi, rispondo ad Albert, ma la mia è una replica a quello che avete scritto in molti, arrabbiati per quello che Report rivelerà durante la sua messa in onda. Sono meridionale come voi, ho studiato per anni a Napoli, città che adoro così come la pizza e tante altre cose della vostra terra meravigliosa. Ma i commenti che leggo, così come questo stesso articolo, mi sembrano scritti da gente che non vuole vedere le cose, che nasconde la testa sotto la terra gridando “al complotto!”, piuttosto che affrontare una realtà scomoda e terrorizzante: grazie alla malavita organizzata, la Camorra, il territorio è stato inquinato da discariche abusive con rifiuti tossici a cielo aperto che hanno contaminato terreni, falde acquifere, colture e prodotti agricoli. Abbiamo già dimenticato la “terra dei fuochi”, tra le province campane di Napoli e Caserta, caratterizzata dalla forte presenza di rifiuti tossici e soprattutto di numerosi roghi di rifiuti, donde l’appellativo? E chissà quante altre discariche inquinanti ci sono nel territorio, non ancora scoperte. Non credo che la totalità dei prodotti agricoli e caseari campani siano tossici, ma è sbagliato rifiutarsi di affrontare la realtà, pensando addirittura che sia una mossa denigratoria dell’industria agroalimentare del nord. Ma siamo pazzi? Il Nord è soprattutto industriale e manifatturiero nonché di trasformazione di materie prime, non hanno risorse agricole e quelle le comprano al sud… sarebbero folli a fare una cosa del genere. Sono anni che seguo la trasmissione Report, ormai è l’unico esempio di vero giornalismo di denuncia in Italia e sono decine e decine gli scandali che hanno denunciato. La loro è un’inchiesta di denuncia e non denigratoria. Basta poi fare una ricerca su Internet, sui siti di giornali per trovare centinaia di notizie inerenti gli argomenti della puntata di Report, di latte e formaggi contaminati, di pane fatto con frumento tossico perché vicino alle discariche e venduto per strada a pochi centesimi, business gestito dalla camorra naturalmente, per non parlare di legno fornito alle pizzerie che arriva da casse da morto fatte a pezzi. Informatevi, perché il sapere le cose è l’unica arma che ci permette di poter cambiare le cose, sempre se si voglia.

      • Luciano Pignataro

        (4 ottobre 2014 - 20:15)

        Non c’è una sola analisi ufficiale, comprese quelle dei presidi Slow Food e degli importatori di molti paesi del mondo che segnalano inquinamento dei prodotti campani. Anzi, presentano valori ottimali rispetto a quello di molte altre regioni
        Come le uova nella Val Padana presentano tracce di diossina ben superiore ai limiti di legge. Non c’è da stupirsi, è una dei luoghi più inquinati della terra.
        Queste trasmissioni colpiscono i produttori onesti, quelli che con sforzi e sacrifici lavorano la terra perché fanno di tutta un’erba un fascio alla ricerca del sensazionalismo. Quelli che vivono senza assistenzialismo statale e che stanno lontano dalla camorra dei clan e dei politici
        Si bombarda mediaticamente l’alto artigianale alimentare perché è l’unica barriera all’omologazione oncologica delle multinazionali del cibo. E tu dai il contributo alla distruzione del futuro della tua terra pensandola e scrivendo queste cose.

        • Francesco

          (5 ottobre 2014 - 11:05)

          Signori questo è un loop senza uscita. Da qui non ne usciamo.
          Premessa: amo la pizza, che mangio da circa 55 anni (avrò cominciato intorno ai 6-7 anni) così come pomodori, mozzarella e anche del caro caffè.
          Però si conferma la regola del niente nasce dal niente. Le critiche non sono vane di sicuro. Certamente ipertrofizzate (background speculativo anche?), vuoi per un motivo vuoi per un altro purtroppo non possiamo negare. Mi chiedo, che possiamo fare? Ho paura a darmi la risposta. Mi limito a fornirmi da chi mi inspira fiducia, serietà etc. etc. RINUNCIARE MAI!!! L’unica speranza è, un mio pensiero ricorrente, un futuro con il ritorno al passato!
          Buona domenica a tutti
          Francesco

      • michele

        (10 ottobre 2014 - 15:00)

        penso che non sei bene informato. leggi! se vuoi ti suggerisco qualche bravo scrittore, che non è di parte.

  • giovanni la marca

    (30 settembre 2014 - 22:51)

    Sputtanapoli è diventato lo sport nazionale. . Se non salvaguardiamo la nostra immagine siamo fottuti. Ma è anche vero che ci sono troppe cose che non vanno qui.

    • Lino Lucarelli

      (1 ottobre 2014 - 14:55)

      E vero che a Napoli ci sono troppe cose che non vanno,ma noi Napoletani ogni volta che ci attaccano dobbiamo rispondere mostrando i lati positivi della nostra città,arte,cultura,cucina,musica ecc,ma bisogna impegnarci..

      • ciro lentano

        (1 ottobre 2014 - 18:28)

        Appunto caro Lino. Bisogna impegnarci. Ma lo facciamo? La strafottenza, la furbizia che sostituisce l’intelligenza, non sono nostre caratteristiche?

        • marisa

          (3 ottobre 2014 - 12:43)

          è giusto correre ai rimedi. Secondo me dobbiamo in tutti i modi verificare le negatività emerse dai servizi, e se è possibile sputtanarli

  • donatella

    (30 settembre 2014 - 23:25)

    io domenica sera vado a mangiarmi una pizza.

    • Romualdo Scotto di Carlo

      (1 ottobre 2014 - 11:12)

      ottima idea!

      • francesco

        (1 ottobre 2014 - 18:24)

        e trovi tutto chiuso la domenica sera :D..le vere pizzerie di napoli chiudono..

        • luigi

          (2 ottobre 2014 - 22:15)

          io vorrei dire, la carne alla brace penso sia molto più cancerogena della pizza , i cibi fritti, la carne piena di ormoni, la verdura piena di pesticidi, cibo fresco non esiste più ,ormai sono pieni di conservanti, cosa c’è di genuino al giorno d’oggi ?

  • Black Angus

    (1 ottobre 2014 - 00:28)

    Ho visto la puntata di Report sul caffè. Benché parlasse male anche di marchi nazionali ( Illy, Lavazza ) il centro del discorso era Napoli. Quello che si evince è che in Italia non ci sono controlli sanitari adeguati e la qualità intrinseca dei prodotti è pessima. Tempo fa fu attaccata la mozzarella ed effettivamente un mio collega che lavorava da controllore sanitario nei caseifici mi diceva che lui non la mangiava più e mi consigliava di fare lo stesso.
    Adesso è il turno della pizza.
    Comunque non capisco perché ( non capisco? ) mettano la lente di ingrandimento sui prodotti tipicamente napoletani.
    Perché non fanno un bel controllo sui panettoni, sui prosciutti di parma, sul gorgonzola, ecc.?
    Facciano una bella puntata sui prodotti industriali che contengono metalli pesanti ( https://www.facebook.com/notes/lo-sai-salute-e-alimentazione/cibi-contaminati-dai-metalli-pesanti-ecco-lelenco-delle-marche-da-evitare/254564124631570 ).
    Sempre che poi queste aziende non tolgano introiti pubblicitari alla Rai.

    • Simeone

      (1 ottobre 2014 - 13:15)

      … e vogliamo parlare dei prodotti/cibo importati/o dalla Cina, Africa etc… . I controlli di qualità di quei prodotti chi li fa?
      E’ giusto informare, ma facciamolo bene e a 360°

    • elio

      (2 ottobre 2014 - 20:45)

      bè, sarebbe oppurtuno, per dirne una, fare un’analisi sul “potenziale cancerogeno” di qualunque carne alla griglia di qualunque steak house. ma è la pizza il focus. ed è la pizza napoletana. a napoli, in particolare. strano.

    • michele

      (3 ottobre 2014 - 10:55)

      io penso che tu con una mano dai un colpo alla botte e con l’altra al cerchio,ma ci spieghi chi e’ questo tuo amico cosi importante ed esperto di mozzarella?oppure fingi di difendere la pizza per attaccare la mozzarella?forse produci prodotti caseari simili?questa e’ la mia impressione,e salutaci il tuo amico,tanto la mozzarella a noi piace,specialmente quando ci cola il latte dalla bocca pieno di diossina,e fantastica.ciao

  • Francesco

    (1 ottobre 2014 - 05:10)

    Alla faccia della Gabanelli e di tutti i polentoni domenica sera vado a farmi una bella pizza napoletana e dopo prendo un bel caffè napoletano e dopo un bel limoncello sempre napoletano (ah, a quando la trasmissione sul limoncello? )

  • enzo caruso

    (1 ottobre 2014 - 07:19)

    A fronte di “timballi, sartu’, cinghiale in addobbo la cucina di strada napoletana si diffuse velocemante nell’
    Italia unita , pensate che ,il primo fasr-food del MONDO e’ nato a Napoli, citta’ slow per eccellenza, e si chiamava: vaco ‘e presse. I Napoletani affollano il mondo, il resto? cerchiamo le cause altrove.

  • Tommaso Esposito

    (1 ottobre 2014 - 08:45)

    Non si sa ancora quali saranno i prodotti e i piatti che rappresenteranno la Campania a Expo 2015?
    E allora c’è chi ci sta pensando.
    Avanti con Pizzarotto Macdonald e Mozzarella di bufala padana

    • marco

      (1 ottobre 2014 - 21:16)

      no, se vai da eatitaly di new york la mozzarella non è padana ma pugliese ..!!

  • Carmine

    (1 ottobre 2014 - 11:15)

    Ogni volta é la stessa storia.Dietro tutto cio’ c’é l’industria agroalimentare del nord che cerca di imporre ancor di piu’ le sue produzioni al sud dove, fortunatamente, c’é ancora un modo tradizionale e locale di fornirsi ( pomodoro, formaggi, farine,e altri prodotti che ruotano intorno alla pizza) Con la storia del fumo e dei forni sporchi, sono sempre gli stessi che cercano argomenti tendenti a disprezzare tutto cio’ che si fa a sud. Il fumo nel forno a legna appare quando il forno é ancora un po’ freddo o si raffredda e si aggiunge combustibile ma, resta nella parte alta del forno e cioé la parte piu’ calda che andrà via grazie al tiraggio. La farina combusta e annerita sul piano del forno, il bravo pizzaiolo puo’ evitarla facendo una pausa nella cottura e spazzando verso la brace. E’ la tecnica che si utilizza da millenni per cuocere il pane.Se il forno é veramente caldo avvuene una quasi pirolisi che elimina tutte le scorie combustibili via l’altissima temperatura…insomma é una storia di mestiere. Sono questi i fattori che il consumatore deve verificare per giudicare una pizzeria.Certo il carbone fa male, lo ritroviamo quando usiamo il barbecue, ma se la cottura é condotta bene, non c’é alcun problema. Vogliamo parlare dello speck affumicato?Del salmone affumicato?Affumicato come? Come certe scamorze? No no, dietro tutto cio’ ci sono sempre gli stessi, quella specie di polo agro-industriale e tecno-industriale che si nasconde dietro le facce delle persone perbene e, in questi casi, sinistroidi dipinti da salvatori di una patria che esiste fino a Roma o giu’ di li. Io boicotterei l’expo 2015, e non approvo la presenza di produttori meridionali all’expo. Sono usati solo come “cavalli di Troia” per poi piazzare le varianti ” migliorate” delle produzioni tosco/emiliane alla faccia di chi forse in questo momento, da Gaeta a Mazzara del Vallo, sta cercando di indebitarsi per fittare un piccolo stand a Milano per presentare il suo pecorino o le sue conserve silane nella speranza di aumentare la propria visibilità a livello europeo o mondiale.Dici ” …ma quelli sono finanziati dalle Camere di Commercio…”…embé i soldi alle CC chi glieli da’? Soldi sprecati. Se un americano o un islandese fossero interessati a tali produzioni,non sarebbe piu’ bello e interessante socialmente ed economicamente se venissero a cercarle in un Expo a Bari o a Palermo o a Matera?…L’effetto sarebbe sicuramente piu’ interessante, ma no …devono ingrassare solo loro, sempre gli stessi. Una parola anche per chi, operatore del settore pizza, da un lato fa finta di essere attaccato e di preservare le tradizioni e dall’altro fa il gioco di chi vuole che tutto cio’ che é fatto al sud é fatto male, e quindi arrivano i nordisti a salvarci dagli indiani…Ma la storia ha ben dimostrato che in realtà erano i buoni e chi i cattivi : é talmente evidente.

    • Stefania

      (1 ottobre 2014 - 12:47)

      Concordo in pieno con ciò che scrive Carmine, ma ad onor del vero in passato la Gabanelli, si occupò dellla produzione del latte e del Parmigiano. Purtroppo, se vogliamo diciamocelo anche tra di noi, non tutti i caseifici rispettano gli standard di qualità . Io non compro più deferminate marche che confezionano pomodori ,per lo stesso motivo. Altresì, non compro prodotti Barilla. Ciò non giustifica assolutamente l’atteggiamento distruttivo dello SPUTTANAPOLI… Verissimo, che ci useranno come cavallo di Troia all’ Expo , ma le aziende produttrici, Campane, Calabresi, Siciliane, Pugliesi sono state in grado di creare un polo altrettanto forte da contrastare l’Expo 2015? Facendo un po’ le pulci in casa nostra, diciamo che avremmo dovuto avere un atteggiamento più aggressivo rispetto alla produzione dei nostri “gioielli di famiglia”. Non esiste più il prodotto artigianale buono, che si vendeva da solo. Come cittadini, di fronte alle mozzarelle alla diossina, dovremmo non far finta di niente, ma premiare quelle ditte che hanno scelto, magari nello stesso territorio, modalità di colture meno intensive. Rispettando i cicli degli animali. Proprio domenica scorsa parlarono a rai uno di tali aziende. Premiamole! Inutile negare che abbiamo problemi di salubrità dei cibi che mangiamo. Dati epidemiologici dei tumori in Campania parlano chiaro. Facciamo anche noi un poco di pulizia. Per noi ed i nostri figli.

  • Vincenzo

    (1 ottobre 2014 - 11:25)

    Io continuo a mangiare la pizza fatta nella nostra città, come faccio da quarant’anni anche due volte a settimana, noi napoletani siamo felici voi del nord insieme alla sig.ra galbanelli manigiatevi quella congelata della buitoni e della cameo….

  • Ciro

    (1 ottobre 2014 - 11:53)

    Ci sono troppi fatti che è chiaro che c’è l’anno con noi, sono gelosissimi. però ragazzi e ora che qualcuno esca allo scoperto, qualcuno che ci unisca di forze e che cominciamo a ribellarci, Cerchiamo di cominciare a pensare come quelli del nord , e normale tirano l’acqua al proprio mulino e ora vogliono la successione ,dopo che ci hanno derubato del Regno di Napoli e Delle Due Sicilie, e allora basta , Noi siamo quelli delle Due Sicilie, una potenza di intelligenza, una potenza di Ago alimentare enorme prodotti di primissima qualità , bellezze naturali e storiche siamo quelli che vendiamo prodotti di tutti i tipi, abbigliamento alimentari manodopera in tutto il mondo, lasciamoli perdere questi !!!!!!!!!! e cerchiamo di tirarci fuori da questo mondo di lacrime e che si divertono a offenderci solo per far divertire ai nordisti.
    Non dimenticate quello che hanno fatto con gli scarti nucleari e tossici, che arrivavano dalla Germania e dal nord italia, fatti scaricare nelle terre più fertili della Campania terra del Sole diventata (la terra dei fuochi) per loro volere e per far sì che la rinomata mozzarella di bufala venisse danneggiata, ma vi immaginate quanti camion dalla Germania e da Milano anno scaricato in quelle terre? ma come mai i nostri governanti nessuno sapeva, tutto e stato fatto e tutti sapevano , che bravi, che meraviglia, e se pensate che poteva anche passare bastava fare a dieci o venti metri sotto tipo una piscina di cemento

  • Vito

    (1 ottobre 2014 - 12:14)

    Probabilmente ci sarà del vero riguardo le multinazionali, però invece di piangere e trovare giustificazioni più o meno plausibili perchè non fate autocritica? La terra dei fuochi dove si trova? Dobbiamo parlare del pane fatto in luoghi clandestini?……

    • Marco

      (2 ottobre 2014 - 11:30)

      Certo,la terra dei fuochi è in Campania. Ma la questione è: la pianura padana se la passa meglio? No,assolutamente no. Forse,paradossalmente,anche peggio. Basta informarsi un pò,le fonti ci sono,sebbene un pò nascoste ai più
      Però chi viene assassinata mediaticamente è solo la Campania,e la sua produzione…….la Pianura Padana,nonostante si sappia da decenni che sia una delle aree più inquinate d’Europa,a cominciare dall’aria,che poi ovviamente rilascia i suoi veleni a terra e nell’acqua,non viene toccata così pesantemente dai media,perchè deve continuare ad essere il motore d’Italia……e lì dove i pomodori o la mozzarella campana non si vende più,ci pensano loro a sostituirla

      E quindi,autocritica sì,ma fermezza assoluta davanti allo sputtanamento……no pasaran

  • luca

    (1 ottobre 2014 - 13:23)

    Sostenere che una puntata del genere sia un favore agli interessi delle multinazionali vuol dire non aver mai capito nulla di Report e del giornalismo d’inchiesta in genere.

  • Maurizio

    (1 ottobre 2014 - 13:27)

    A me semplicemente per equità mi piacerebbe vedere un bel servizio sulle mele del Trentino e sull’impatto che quella produzione ha su chi la produce e la consuma oppure sulla produzione del Prosciutto cotto di una nota zona oppure del Crudo sempre della stessa zona. Io credo non le vedremo mai.

    • luciano

      (1 ottobre 2014 - 14:00)

      ….e del cementificio di Fumane che per anni ha “aromatizzato” il valpolicella?

    • barbara guerra

      (2 ottobre 2014 - 14:52)

      In realtà delle Mele del Trentino Report parlò lo scorso anno

  • Pasquale Avino

    (1 ottobre 2014 - 14:10)

    …e di quel zozzoso di Oscar Farinetti?

  • gianfranco

    (1 ottobre 2014 - 14:37)

    Io domenica sera alla faccia della Galbanelli me vac a magnà na bella pizza…..sasiccje e friariell !!!!

  • sebastiano

    (1 ottobre 2014 - 14:51)

    Come dice Montalbano, farsi rompere i Garbasini da questa massa di #contronapoliesud , solo perchè la politica ci ha tumefatti , con le sue connivenze .

  • maurizio

    (1 ottobre 2014 - 14:58)

    prodotti straordinari demonizzati per colpa di incapaci presuntuosi e delinquenti. L’Italia deve riappropriarsi delle proprie identità alimentari con professionalità e passione altrimenti saremo tutti vittima del sistema globalizzato

  • Pro loco Ortodonico Cilento

    (1 ottobre 2014 - 15:03)

    E’ inutile commentare una trasmissione, che è sicuramente pagata per attaccare strumentalmente i prodotti campani d’eccellenza. E’ pur vero che ci sono molte frodi alimentari, ma questo è anche dovuto alla globalizzazione dei prodotti, che ci ha portato in Italia o dover competere con prodotti di bassa qualità a prezzi concorrenziali che arrivano da paesi dove il costo di produzione è bassissimo, dovuto allo sfruttamento della manodopera.
    Cmq se da un lato in Campania, ma anche nel resto d’Italia ci sono i disonesti….Da noi le eccellenze dei prodotti locali e la diversificazione della loro trasformazione è così di alta qualità, che non ci dobbiamo assolutamente scoraggiare di fronte a trasmissioni del genere, da definire “trash”, ma deve essere da stimolo per amplificare e pubblicizzare la miriade di eccellenze culinarie e agroalimentari Campane e non.
    Il motto è avanti tutta senza cadere nell’errore di rispondere a persone che sfruttano la cattiva immagine (per fortuna poca) per fare AUDIENCE.
    Made in ITALY di qualità, chiusura del mercato globale e leggi che debbano far rientrare i grandi marchi italiani a produrre in patria.

  • serena franti

    (1 ottobre 2014 - 15:56)

    ah! ah! in fondo ai commenti c’è la pubblicità di una pizzeria di Udine!!

  • Monica

    (1 ottobre 2014 - 16:12)

    peccato, ero venuta a curiosare perché la discussione mi sembrava interessante e invece capito in mezzo ad una disputa sud contro il nord cattivo, criminale e multinazionale… Vabbè pazienza. Io amo tutte le tradizioni, la pizza fatta come Napoli comanda e le mie tradizioni piemontesi dalla bagna cauda alla carne cruda: tra l’altro anche noi “polentoni” compriamo nei mercati rionali prediligendo i piccoli produttori locali e se mangiamo la pizza di sicuro non è né Buitoni né Cameo. Io se proprio avessi dovuto fare un distinguo l’avrei fatto tra piccolo e grande. Grandi industrie e piccoli produttori locali, grandi città e piccole province… Ma continuiamo a fare di tutta l’erba un fascio, proprio come la Gabanelli nelle sue trasmissioni

  • Carmine

    (1 ottobre 2014 - 17:41)

    E’ chiaro che prendere posizione puo’ comprometere le relazioni che possono esistere tra chi produce a sud e riesce a vendere a nord. Ognuno poi ceca di sbarcare il lunario come puo’, é naturale. Pero’, a mio avviso, e mi rivolgo ai meridionali produttori o operatori economici di qualsiasi settore, bisognerebbe cambiare “l’atteggiamento in campo” nel senso che se fossero un po’ piu’ squadra e meno isolati l’uno dall’altro nell’intento di progredire non solo singolarmente ma uniti nell’intende di ricreare e rafforzare i rapporti inter-meridionali in termini commerciali e quindi economici, i benefici rischiati ritornerebbero utili alla squadra e, nello stesso tempo, alla macro regione senza essere troppo dipendenti dai rapporti con i “grandi distributori” del nord ( Italia e Europa). Come noi esigiamo che la squadra del nostro cuore si comporti in campo con autorevolezza e sacrificio, con unita’ di intento e volontà di vincere, cosi’ dobbiamo pretendere che i nostri attori produttori ( dalla pizza alla produzione di eoliche, dalla confettura di fichi alla produzione conto terzi per l’aereonautica) si presentino sul campo dello scambio economico. Senza ogni volta apparire come quelli che corrono in tutti i sensi perché c’é il fuoco al campanile : cosa c’é da perdere se si fa con intelligenza e senza rischio? Certo, ci hanno abituati a canalizzare queste esigenze alla politica : ne vediamo i risultati…poi c’é la mafia ah già…é un problema…ma non pensate a quale interesse avrebbe la mafia a mantenere il territorio dove si suppone possa vivere nelle condizioni economiche in cui si trova? Perché andare a cercare soldi in Russia, Cina o America Latina? E’ la politica centrale nordista che vuole il sottosviluppo del sud aiutandosi con la mafia da lei sovvenzionata, basta seguire l’attualità politica italiana senza dimanticare ogni volta quello che si é detto ieri rimpiazzandolo da quello che si dice oggi. La solfa la conosciamo tutti. Senza voler uscire dal discorso primario…e come si fa? Ci provo. Guardate Oscarino, del quale ho letto il librone interessante dal punto di vista enologico, ma niente di nuovo, cose sapute a parte la cantine citate che gli appartengono.Oscarino fa tanto il prufessur con l’appoggio di Renzi e dei compari tosco-emiliani eppure utilizza metodi per retribuire i suoi quasi fratelli collaboratori ” cosi’ li definisce lui e si fa chiamare anche solo Oscar quando é in uno dei suoi templi” che li tratta come si trattavano i dipendenti prima della rivoluzione francese.Sarà stato il papà di Renzi ad insegnarglielo. Si si, pero’ bisogna dargli merito del fatto che ha inserito nella gamma la limonata fatta col limone femmeniello di non so’ dove…e allora? Il giorno che deciderà di fare come ha fatto con la sua catena di elettrodomestici il produttore di tale limonata che si equipaggiato a fabbricarne 1000 perché prima ne faceva 400, lo prenderà nel babà senza sapere che io, napoletano che vive in Francia da quando ho una quarantina di anni, ho conosciuto tale limonata qui a casa mia, portatami dal mio ex cognato che vivendo a Torino e passando per Eataly, aveva pensato e bene di farmela assaggiare.Io in 4à anni vissuti a Napoli, frequentando grazie alla mia attività di allora ristoranti della costiera e operatori di tutta la regione, non avevo mai visto. Allora il problema e che i produttori si fanno miraggiare ( e cio’ avviene da quando esiste questa maledetta Grande Distribuzione) dalla magia dei numeri e non vedono che la vera ricchezza é alle porte di casa loro, cosi’ facendo sarebbero piu’ al riparo da tutto e da tutti.I problemi ce li hanno tutti, anche al nord certo, paro’ almeno hanno il vantaggio di avere servizi e possibilità tre volte piu’ grandi del povero produttore di Cedrata calabrese o tonno siciliano. Nel mio discorso si puo’ intravedere una specie di rivendicazione meridionalistca, certo, mah, visto l’andazzo non posso farne a meno. Pero’ mi viene da fare un calcolo, é questo perché di mestiere ho venduto prodotti alimentari italiani per una quindicina di anni in Francia. Conoscete il valore tra un TIR pieno di Prosciutti di Parma e quello di un Tir pieno a pari peso di pomodori pelati? E un TIR di Parmigiano rispetto a un TIR, sempre a parità di peso, di Olio EV di oliva? Eppure il mezzo per vendere i prosciutti ed il parmigiano al nord come all’estero é stata la pizza, per non parlare della Pasta di Semola di grano duro…e cosi’ per il vino pugliese utilizzato da secoli per “arricchire” i vini del nord e quelli francesi…sapete quanto pagavano o pagano un ettolitro di vino sfuso e a quanto vendono poi le bottiglie che producono? Ecco il vero tesoro é la tradizione meridionale ( senza nulla togliere ai tortellini o allo speck di cui sono un amatore), il problema é che noi meridionali non lo abbiamo visto e non lo vediamo ancora, essendo in posizione d’inferiorità provocata, il nostro tesoro ce lo pagano con le briciole e a loro rimane l’oro, con tutte le conseguenze che ne derivano.

  • Il foro dei baroni

    (1 ottobre 2014 - 18:50)

    Caro Luciano,
    perchè non inviti questi pseudo-giornalisti a fare un tour turistico e gastronomico in Campania.
    Li tieni con te una settimana e li porti in giro per tutte le province…
    …voglio vedere se faranno un servizio positivo o meno!
    e se li porti da queste parti il pranzo o la cena ve li offro io di persona (mozzarella, pizza e caffè compresi!)

    Vincenzo Esposito
    “Il Foro Dei Baroni”

  • marco

    (1 ottobre 2014 - 21:27)

    vorrei proporre una campagna PUBBLICA di email all’indirizzo pubblico di report nella quale chiedere maggiore equità nella scelta dei prodotti/servizi sui quali effettuare i servizi.
    tartassare una regione non mi sembra equo aldilà dei problemi reali che abbiamo e ci sono.
    sarebbe utile sensibilizzare anche slow food che almeno sulla carta sembra tutelare “tutti i presidi”
    credo che notevoli problematiche affliggano anche il nord alidilà se si tratti o meno di grande distribuzione e/o chi sfrutta i prodotti del sud come “prodotti civetta”.
    focalizzarsi sull’idea dello scontro tra nord e sud non mi sembra costruttivo/utile
    che facciano un “report” sul caffè, sulla pizza, ma lo facciano pure sul prosciutto, sul parmigiano , etc
    i controlli sono importanti , su tutto il territorio , sia verso i prodotti nostrani che per quelli che vengono dall’estero.

    purtroppo ognuno cerca di portare acqua al proprio mulino. sarebbe utile cercare di equilibrare la distribuzione dell’acqua!!
    una bella campagna di email a report?!! in copia slowfood ?!
    io la pizza la mangio al sabato però !!! e continuerò a mangiarla, magari come con il caffè, farò attenzione a guardare i forni dei miei pizzaioli di fiducia!!

  • giuseppe

    (2 ottobre 2014 - 08:19)

    Tutto fa schifo a Napoli ma tutti ci vengono anche il vertice della Bce

    • Paola

      (2 ottobre 2014 - 12:39)

      ed era meglio che se ne stavano a casa loro!

  • Paola

    (2 ottobre 2014 - 12:38)

    Spesso mi capita di acquistare prodotti alimentari direttamente dai contadini, non solo verdure di ogni genere, ma anche uova, formaggi o prodotti sott’olio.Prima cosa, sono ancora viva, seconda cosa proprio quest’estate in CALABRIA, ESTREMO SUD, IN UN PAESE CHE NESSUNO CONOSCE (CREDO) CONDOFURI, ho visitato la campagna di Mimmo, onesto contadino 35 enne che mi ha spiegato come sono controllate le uova delle sue galline, e le galline stesse ( ASL che valuta lo stato di salute e di “benessere” dei bipedi! ); che i prodotti conservati sono sottoposti alla pastorizzazione nè più nè meno di quelli delle marche industriali più note e via discorrendo: mi sembrava di parlare con un professore di agraria! Dunque, questa rottura di palle di sparlare in continuazione del Sud, e di Napoli in modo particolare, ormai mi sembra sia diventata una moda. Ricordiamoci della frase, carinissima, del film “Benvenuti al Sud”: chi viene qui piange due volte, quando arriva e quando se ne va! Senza contare che queste “inchieste”, quasi razziste, non fanno altro che produrre, poi, i famosi cori “Vesuvio pensaci tu” che fanno semplicemente voltare lo stomaco. La pizza di oggi, quella che mangiamo normalmente, piegata in quattro, gocciolante di olio, traboccante di pomodoro, filante di mozzarella, profumata di basilico…è sempre la migliore ed è certo migliore di prima, proprio perchè c’è maggiore attenzione alla pulizia e alla qualità dei prodotti: persino a Napoli!

  • gianfranco

    (3 ottobre 2014 - 11:11)

    Ancora prima di vedere la puntata partono le affermazioni di complotti,spectre,magistratura deviata e disinformazione.Io so solo che programmi come Report e Presa Diretta, da anni e da soli, fanno vera informazione attaccando colossi come le banche ,la Fiat e centri di potere , documentando casi eclatanti di malaffare ,nonostante causa milionarie atte solo a a tacere l’informazione libera .Peccato che ,in caso di perdita delle cause dovrebbero pagare milioni di euro e viceversa per tutte le cause vinte la controparte paga scandalosamente e solo in Italia,solo le spese legali.Peccato che il giorno dopo la stampa asservita e collusa faccia finta di nulla girandosi dall’altra parte o facendo ridicole difese d’ufficio ,mozzarella e consorzio mozzarella docet.

    • Luciano Pignataro

      (4 ottobre 2014 - 18:03)

      Gentile Gianfranco, mi permetta una punta di ingenuità da parte sua: se Report fosse davvero contropotere come lo intende lei non sarebbe trasmessa sulla Rai in prima serata, ossia l’azienda dove da sempre è massiccio il controllo dlela casta politica su tutti e tre i canali. E’ solo un gioco delle parti e non ci vuole molta intelligenza a capirlo, alla fine si attacca qualche pirla di amministratore locale.
      Secondo: il 98 per cento del cibo ingerito dagli italianioggi ha origine industriale. Ci chiediamo: perché queste incieste distruttive su quel 2 per cento artigianale che, guarda caso, vede protagonista soprattutto il Sud?
      A quando inchieste su Nestlé, Amaodori, Galbusera, le merendine e tutti i grandi sponsor che reggono il baraccone Rai?
      Di certo la trasmissione sulla mozzarella di Servizio Pubblico che ha messo sotto accusa il Consorzio è stato un grandissimo favore alla Galbani, tanto per dire, quello sul caffè alla Nestlé e questo lo sarà per le aziende di pizze surgelate
      Grazie

      • gianfranco

        (5 ottobre 2014 - 12:36)

        Mi sembra di capire, che l’inchiesta di Report ,non sia mirata alla pizza fatta a Napoli ,ma alla condizione igienica, su pizzerie sparse su tutto il territorio nazionale.è davvero singolare, sentire litanie assurde e tipici piagnistei ,su attacchi mirati a mettere in cattiva luce, una presunta artigianalità, a favore della grande distribuzione.Vorrei sapere chi compra la santa lucia ,piuttosto che una mozzarella di bufala,oramai presente, su quasi tutto il territorio nazionale. . Il problema è che con l’inchiesta fatta sulla mozzarella ,lei è in totale conflitto d’interessi,vista la sua professione e i rapporti con il consorzio e i vari produttori,,che hanno partecipato alla festa della mozzarella,dove mi sembra di ricordare, Lei, fosse uno degli organizzatori .

      • Francesco

        (5 ottobre 2014 - 19:37)

        Ho guardato il video di Enzo Coccia da te realizzato in risposta alla trasmissione della Gabbanelli che stà per andare in onda. La mia osservazione è semplice: a Napoli di Enzo Coccia c’è lui e pochi altri…le pizzerie sono una miriade. In quanti osserveranno le regole che Enzo ha meticolosamente elencato..?? Ho qualche dubbio in merito!!

  • Alberto Capasso

    (4 ottobre 2014 - 17:55)

    Prossime puntate ‘ncopp’ o’ Vesuvio, o’ mandulino, o’ core ‘e mamma e a tarantella, poi le ha fatte tutte!

  • Beniamino D'Agostino

    (4 ottobre 2014 - 21:36)

    Se incontro la Gabanelli la prendo a schiaffi a due a due finché diventano dispari!

  • Beniamino D'Agostino

    (4 ottobre 2014 - 21:39)

    Paolo se Report é l’unico esempio di giornalismo d’inchiesta in Italia, stiamo proprio frecati! Fatti un giro sulla rete ed indaga un pó tu sugli innumerevoli servizi non messi in onda da quella stronza della Gabanelli perché non era emerso nulla di pririginoso.

    • GIO 84

      (5 ottobre 2014 - 03:50)

      cara gabbanelli ho sentito decine di (salutaristi come te )e lo sai cosa ghi accomuna ? L’ignoranza alimetare e sottolineo l’ignoranza tua sulla pizza .la pizza è uno dei prodotti piu sicuri che ci sia perche viene cotta ad altissime temperatura quindi sterilizzata e sia molto controllato dalle materie prime farina pomodoro e mozzarella sono le piu controlllate in italia

  • oresre

    (5 ottobre 2014 - 04:40)

    Abbiamo superato il limite con Gabanelli. Bisogna avere il coraggio di non vedere il programma. E nel frattempo fare un’inchiesta sulle inchieste di Report. Non può essere più una casualità. Bisognerebbe rammentarlo anche a quei buontemponi che sul web la proposero come Presidente della Repubblica.

  • Sergio Cima

    (5 ottobre 2014 - 17:27)

    Inutile negarlo, stasera la trasmissione la guardiamo tutti, e in questo loro partono con il vantaggio che si aspettavano di generare. Ma c’è ancora molto che possiamo fare, proprio a partire da stasera. Possiamo evitare di cadere nei meccanismi che ci rendono a priori creduloni, che ci fanno attribuire senza volerlo un valore a una fonte, che ci fanno perdere la capacità di discernere. Ricordiamoci allora che:
    1. Il fatto che una trasmissione televisiva possa aver reso un servizio utile ai telespettatori – ammesso lo abbia fatto – non rende i telespettatori ETERNAMENTE riconoscenti a quella trasmissione, sospendendone per sempre il giudizio futuro;
    2. Ne consegue che se anche quella trasmissione, nove volte su dieci, ha detto la verità o qualcosa che vi si avvicina molto, questo non obbliga nessuno ad attribuirle una fiducia sulla carta, solo perché – per coerenza – sarebbe contraddittorio non crederle alla decima volta;
    3. Una trasmissione televisiva, purtroppo, induce anche un effetto tribù, ma nessuno obbliga gli spettatori a crederle per paura di uscire da quella tribù che in realtà non esiste, anzi, sembra esistere proprio per effetto di una manipolazione;
    4. Qualcuno, nel vedere i servizi di certe trasmissioni, simpatizza con i giornalisti che la realizzano, per la franchezza con cui indagano, si intrufolano, si intromettono, ma questo è il modo in cui cercano le loro risposte, e questo modo non dice nulla sulla verità delle risposte trovate, perciò potranno anche essere divertenti e potremo anche identificarci con loro mentre parlano con faccia tosta ai potenti – come avremmo voluto fare noi tante volte – senza che questo però significhi che hanno colto nel segno;
    5. Intervistare uno scienziato in nessun modo costituisce una prova di verità di quanto si afferma, e la quantità di materiale a favore di una tesi è sempre controbilanciata da altrettanto materiale contro quella stessa tesi, tutto proveniente da fonti ritenute autorevoli, perché provenienti da contesti ufficiali, università, istituti riconosciuti e così via;
    Buona serata a tutti

  • Ciro Borrelli

    (5 ottobre 2014 - 20:54)

    Vorrei rispondere a che si definisce meridionale e poi dice “la vostra terra” Si parla per vergognosi luoghi comuni che affliggono Napoli e tutto il sud! I caseifici campani hanno dovuto ricorrere ai laboratori tedeschi per certificare la ottima qualità di tutte le mozzarelle di bufala, perchè in italia si deve vendere la monnezza del nord che non proviene del sud ma dei paesi dell’est ed addirittura dalla Cina! “BEVI NAPOLI E POI MUORI” Tuonava l’espresso riferendosi all’acqua pubblica, poi svergognato l’articolo dalle analisi riportate che la dimostrano potabile e priva di elementi inquinanti, ma nessuno che denuncia per procurato allarme e querela queste lobbie industriali del nord! E sono le stesse lobbie che sotterrano ed hanno sotterrato milioni di tonnellate di scarti industriali tossici con l’aiuto dello stato parassita e compiacente! Si conoscono i nomi delle ditte dai scarti ritrovati e nel 2012 va in prescrizione il processo di 95 imprenditori tutti del nord! Cassiopea si chiamava l’operazione e la trovate su google e ci sono nomi eccellenti con tonnellate di prove, ma un disastro ambientale e genocidio possono andare in prescrizione? Si perchè al sud siamo carne da macello! La camorra non c’entra in ciò, questa che ha aperto le porte è feccia umana delle più infide ed è manovalanza con la guida di alte sfere, come farebbero 130-140 tir al giorno ad arrivare fin qui se non con la complicità degli addetti al controllo? Quindi toglietevi le patate dagli occhi e non credete a tutto ciò che dice il tg ed i media nazionali corrotti e compiacenti…Siamo una colonia ed il popolo napolitano e siciliano ridotti a riserva e mercato di mano d’opera a basso costo ed alto rischio e le nostre terre aperte a discariche perchè oramai al nord non è rimasto nemmeno un buco senza rifiuti tossici! E’ un fattore economico tipicamente colonialistico dove si fonda l’italia, dall’unificazione forzata tutte le industrie e le finanze sono state sottratte al sud e trasportate al nord e nessuna di queste lobbie industriali farebbe gli interessi per tutto il territorio italiano, dato che industria, banca e finanza sono ai vertici partitocratici…Una sola soluzione per sopravvivere, prima che ci sostituiscano con gli immigrati e ci estinguiamo per emigrazione, fame, tumori e leucemie…INDIPENDENZA DALL’ITALIA!!! Per chi si sente italiano ed orgoglioso di esserlo gli faccio presente che lui non è cittadino di uno stato, ma socio! Le lettere tutte in maiuscolo sui documenti sono la prova e quindi i nostri genitori sono stati ingannati dall’anagrafe cedendo il nascituro allo stato italiano e rendendolo debitore verso somme astronomiche immaginarie, quindi l’italia vi ha preso per i fondelli, vi inganna, vi sfrutta, vi illude e voi vi sentite orgogliosi di tutto ciò? Io sono napolitano di nazionalità e ne sono orgoglioso!

    • gianni iaccarino

      (6 ottobre 2014 - 12:02)

      condivido in pieno!

  • giovanni cilenti

    (6 ottobre 2014 - 19:02)

    Pizza, pomodoro e caffè…è solo un caso che siano proprio questi prodotti ” sotto attacco”? Le immagini della pizza bruciata o sono state realizzate ad arte, o il pizzaiolo era un incapace e incompetente. Queste nostre eccellenze infastidiscono le multinazionali e chiunque cerchi di imitarne la preparazione senza ottenere gli stessi risultati?…Comprensibile…Incomprensibile è il fatto che una trasmissione come Report si presti a queste denigrazioni…

    • ANTONIO

      (6 ottobre 2014 - 22:07)

      E MO BASTA! E stiamo pure a difenderci chiedendo pietà. Sono 154 anni che ci avete rotto il c…..,nessuno vi aveva invitati e siete venuti qui ,nel paradiso terrestre, come belve fameliche, con la faccia di culo chiamandoci “Fratelli” davanti e “Sporchi terrun” dietro le spalle.E noi come abbiamo reagito? Oltre a quei 12 anni di guerriglia,con la rassegnazione e con l’ emigrazione. E sono rimasti qui gli ignavi e coloro che accettano tutto e vi fanno fare i padroni col motto “Chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato. Scurdammece do passato…….. Invece non si deve scordare do passato e bisogna reagire e non scusarsi. Se noi andiamo senza casco in 5 sul motorino senza assicurazione e passiamo il semaforo col rosso dopo aver buttato il sacchetto dell’ immondizia dal finestrino e dopo lo incendiamo insieme agli altri,poi andiamo armati di 9×21 e spariamo ai carabinieri dopo aver mangiato una pizza cotta con legna bruciata di residui delle casse dei morti condita con la mozzarella alla diossina con cagliate della Bulgaria e beviamo acqua delle falde inquinate dai rifiuti tossici e vino al metanolo,infine andiamo allo stadio olimpico e siamo 10.000 camorristi(Compresi i bambini) con a capo Ciro A Carogna. ALLORA NON SIAMO FRATELLI VOSTRI? VI SIETE SBAGLIATI NEL 1860 QUANDO SIETE VENUTI A “lIBERARCI”? Forse il vostro massone, negriero e pedofilo Garribardo sbagliò rotta? Cercavate altri “Fratelli”.Allora visto che avete sbagliato sito, andate altrove a rompere il c…..E soprattutto togliete le mani da quel poco che non avete ancora saccheggiato altrimenti ve le tagliamo. Anzi ,dato che ci siete ,portatevi in padania i vostri manetungoli meridionali in particolare quei pennivendoli di giornalisti ed opinionisti che stanno al vostro gioco ed al vostro soldo.

  • Salvatore

    (7 ottobre 2014 - 08:23)

    Infatti la pizza napoletana fa talmente schifo che è uno dei prodotti più venduti e imitati al mondo, addirittura alcuni paesi si fanno arrivare la mozzarella campana.

  • gatta salvatore

    (9 ottobre 2014 - 22:01)

    come mai nessuno parla del cibo orrendo che serve McDonald?

  • pasquale

    (14 ottobre 2014 - 01:29)

    x tutta la rai , e giornalisti…. scie chimiche , monsanto , debito fasullo , signoraggio ,riserva frazionaria , vaccini al mercurio , carne cancrerogena , in fine il microcip , il piano finale del n w o , sarebbero i tuoi padroni che a sua volta sono i servi dell altro padrone … e tu ci vieni ad insegnare la cucina ? io se ero al pizzaiolo vi avrei infornato , ce gente che con equitalia mafia , si ammazza e voi parlate di pizza bruciata ? voi potete prendere in giro i cosidetti coglioni che credono ancora al partitino di turno e la sera si mettono alla tv mezzi ubriachi ed ascoltano queste minchiate , parlaci di haarp , di terremoti ,di alluvioni , ma nn come fa l,altro deficente di adam kadmon , siete solo dei servi del potere , e mi fate schifo come giornalisti e come essere umani ..

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