Pizza Parade: ecco i sette capolavori napoletani del mese da non perdere

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Da quando sono nato non ho mai visto un fermento come quello di questi ultimi quattro anni sulla pizza napoletana. Una nutrita schiera di maestri e di giovani la sta reinventando nel solco della tradizione come piace ai partenopei: le lievitazioni sono migliorate, la qualità degli ingredienti salita alle stelle grazie all’intuizione di Enzo Coccia che aperto una nuova frontiera. Provare le pizze per Napoli e dintorni è davvero un vero godimento.
Ecco, tra quelle nuove di questo mese che oggi chiude le saracinesche, che più mi hanno colpito.

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1° Pizza Memento di Franco Pepe

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Pizza memento Franco Pepe (Foto Elisa Pella Magenta)

Essenziale e scarna, con uno straordinario tacco-piede con il freddo della crema di ceci e il caldo della pizza, cipolle di Alife caramellate e bietola cruda. Il maestro di Caiazzo indirizza la pizza napoletana verso l’alta ristorazione, apre le sue due stanze. Mi chiedo, se hanno dato la Stella Michelin a un pub di Londra, qua ne servono due.

Come la lingua napoletana si adatta alla musica, così la pizza, non panosa, elastica, idrata diventa una sola cosa con gli altri ingredienti e li esalta. Un tappeto volante.

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2° Pizza con fave fresche di Volodymyr al Foro dei Baroni
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Pizza alle fave di Volodymyr Pyeshkov

Il pizzaiolo venuto dal freddo dimostra di amare ciò che molti suoi coetanei meridionali trascurano in cucina e nel forno: gli ortaggi e le verdure.  Questo lo mette un passo avanti agli altri grazie alla sapiente combinazione degli alimenti. L’avevo già provata in una circostanza non fortunata, da dimenticare. Rimangiata a mente fredda mi è piaciuta ancora di più: è bello il verde nei piatti, arriva la Primavera.

 

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3° La pizza marinara di Vincenzo Esposito da Carmnella
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Pizza marinara di Vincenzo Esposito

La pizzeria a due passi dalla stazione si mantiene sulla tradizione, compresa quella di una buona attenzione sulla materia prima. Nelle mani antiche di Vincenzo la marinara è quella di sempre a napoli, il pomodoro aiuta la pasta, e viceversa. Per capire il genius loci della tradizione. Se dovessi fare un paragone con il vino, Esposito lavora di tradizione con la botte grande  e non con la barrique.

 

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4° La pizza margherita di Ciro Di Bello a Grangusto

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Pizza Margherita Grangusto di Ciro Di Bello

Fuori dai riflettori mediatici e dai magnafranca, questo ragazzo è una rivelazione. Il suo forno è aperto tutto il giorno, tutti i giorni. La sua margherita è una sfoglia sottile, leggerissima, il pomodoro e l’olio sono di buona qualità, la mozzarella non è abbondante ma ben dosata. Una bella sorpresa sulla Marina a 4,5 euro.

 

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5° Pizza con la mortadella e pistacchio di Starita
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Pizza alla mortadella di Starita

Quando il mio amico Fabrizio Kuhne l’ha ordinata ho decisamente arricciato il naso. Poi, provandola ho dovuto ammettere che se ami il genere hard, piacione, per tornare al paragone con il vino, barricato, qui sei nel tuo. Anche in questo caso l’impasto di Starita, uno dei migliori di Napoli, esalta la mortadella. Il boccone è ghiotto. Non è per stomaci delicati o fegati stanchi.

 

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6° Pizza dell’Alleanza di Ciro Salvo a 50 Kalò
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Pizza dell’Alleanza di Ciro Salvo a 50 Kalò

Non ha l’eleganza della marinara e la perfezione della margherita, ma è una pizza complessa, che fa salivare, i cui ingredienti, presidi Slow Food, sono davvero ben dosati con grande padronanza da Ciro che li esprime al meglio. Una pizza da mezza stagione, da innaffiare con una pompa di Coda di Volpe.

 

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7° La pizza con il ruoto di Pasqualino Rossi

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Pizzeria Elite.’A pizza int’ o ruoto

Qua siamo fuori dai canoni della pizza napoletana. E’ la pizza che si faceva a casa, più panosa, che si può mangiare fredda, che persino i botoli della Pay Not Band potrebbero interpretare perchè universale in quanto pane. Pasqualino ha avuto l’intelligenza di recuperarla e ha fatto bene perchè si tratta di una bella tradizione, di quelle che ci si portava a scuola e che adesso si trovano fatte con pomodoro scadente e origano ancor di meno.

7 commenti

  • francesco mario

    (31 marzo 2014 - 13:39)

    sono intervenuto con una critica civile, e che non avrei voluto fare, alla pizza pepe/princi.

    Non avrei voluto fare perché so che Pepe è un maestro.

    Ho visto la foto della pizza di pepe e, soprattutto, l’ha vista mia moglie, che ha mangiato una “sorella” a Milano.

    Altra cosa la pizza della foto, più cotta,bella solo a vedersi, e con una verdura cruda che si fa mangiare solo a vederla.

    La verdura di milano lasciava molto a desiderare, tanto che mia moglie l’ha lasciata nel piatto. E questo ingrediente ha ottenuto da lei il punteggio più basso. Mia molglie stravede per le verdure crude e ne ha una buona conoscenza

    Comunque a maggio saremo nella costiera amalfitana e sto facendo incetta degli indirizzi gastronomici che indicate nel sito.

    Non so se ce la farò ad andare a caiazzo, ma so che il livello medio delle pizze è eccellente dovunque in costiera.

    • Luciano Pignataro

      (31 marzo 2014 - 15:39)

      Caro Francesco Mario, per la pizza ti conviene girare per Napoli e dintorni per le migliori

      • francesco mario

        (31 marzo 2014 - 17:31)

        grazie. Luciano

        Senza fare grandi torti agli esclusi, poiché sarò a Furore…. 2 o 3 indirizzi nelle vicinanze ANCHE NON IMMEDIATE (30/50km?) Non me ne voglia se approfitto…se puo (anche con mp)

  • Assunta Della Porta

    (31 marzo 2014 - 17:08)

    Napoletana di nascita, amante della buona cucina e della pizza, insegnante di scienza degli alimenti a due passi da Pepe e da Volodymir. Francesco è un maestro proveniente da una famiglia di pizzaioli le sue pizze sono dei capolavori. Volodymir, mio ex alunno capace intelligente e preparato ad affrontare qualsiasi situazione, attento alla ricerca dei migliori prodotti locali li utilizza in modo egregio nelle sue pizze belle fresche colorate equilibrate nel gusto.e nei condimenti. La vegetariana mi ha colpito tanto. ad majora!

  • abbate vincenzo

    (31 marzo 2014 - 19:55)

    Grazie per il tuo impegno eper la disponibilità verso la pizza però alcune foto senza entrare in merito a capacità professionali di chi le ha realizzate non hanno niente di “ricerca to prodotto gastronomico”bensi evidenziano alcuni difetti sia di cottura che di lievitazione. Cordiali saluti Enzo Abbate

    • Luciano Pignataro

      (31 marzo 2014 - 21:57)

      Cosaintende per poco cotte? E per mal lievitate? E quali delle sette per la precisione?

  • giancarlo maffi

    (3 aprile 2014 - 16:01)

    “Botoli della pay not band e’ carina :-)

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