Pizzeria Lievità a Milano: cronaca di una delusione annunciata

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Pizzeria Lievita' a Milano
Pizzeria Lievita’ a Milano


di Andrea Docimo

Me l’avevano descritta come la migliore pizzeria di Milano, caratterizzata dall’impiego di prodotti di qualità e dal design accattivante.

Lievità-Pizzeria Gourmet si trova in via Carlo Ravizza 11, a Milano. È la sede primigenia, in quanto la seconda si trova in via Pasquale Sottocorno 17, e si raggiunge agilmente dalla stazione metro di De Angeli, distante 400m circa a piedi.

Pizzeria Lievita' a Milano. Il logo
Pizzeria Lievita’ a Milano. Il logo

Gli interni del locale sono carini e senza fronzoli, pur se i posti a sedere non sono a dire il vero molti. Sugli scaffali immediatamente alla mia destra (mi sono seduto con le spalle rivolte all’ingresso ed al forno), facevano capolino le materie prime adoperate: avevano ragione, il livello è alto.

Pizzeria Lievita' a Milano. Gli interni del locale
Pizzeria Lievita’ a Milano. Gli interni del locale

Do una rapida scorsa al menu. Ci sono i “Fritti”, ovvero: “crocchè di patate con provola di Agerola”, che spero siano più di uno poiché il costo è di 6€; i bocconcini di mozzarella “dorati”, sempre a 6€; verdure di stagione in pastella a 6€; calzone fritto a 10€ e montanara (fritta e al forno) a 10 €.

Tra le proposte definite “fredde”: insalata caprese, insalata cetarese, crudo e mozzarella e carpaccio di manzo (solita combo rucola+parmigiano+aceto balsamico) a 12€; tagliere di formaggi e salumi a 16€.

Le pizze si dividono tra “Margherite Gourmet” e “Gourmet Estreme”; una pizza normale, no?

Simpatico il fatto che, per ogni pizza che veda l’impiego pomodoro, vi sia indicato il grado di dolcezza dello stesso.

Prezzi che vanno dagli 8.50€ per la “San Marzano” (ovvero la margherita classica) ai 18€ per la “Crudo e Fichi” (crudo di Parma 30 mesi, fichi sciroppati piccanti del Cilento, mozzarella di bufala affumicata) e la “Cetarese” (alici di Cetara, mozzarella di bufala, pomodorini corbarini, basilico fresco), passando per la “pizza del giorno” Salsiccia e Friarielli a 16€. Alti.

Pizzeria Lievita' a Milano. La San Marzano, ovvero la margherita
Pizzeria Lievita’ a Milano. La San Marzano, ovvero la margherita

Carta delle birre (che vengono suggerite come abbinamento sotto ogni pizza) che oscilla tra le referenze di Baladin e quelle di Fravort. Mi aspettavo di più, sinceramente.

Non mi perdo in chiacchiere e passo subito alle impressioni relative alle pizze, per il cui impasto, il titolare, mi ha detto di utilizzare metodo diretto con lievito madre e farina Petra, con 24h di lievitazione minime.

Ordiniamo prima la pizza fritta: salame crespone bio, ricotta di bufala campana DOP, provola di Agerola, pepe macinato fresco e basilico.

La frittura della pizza è avvenuta con olio non ancora alla temperatura ideale: quest’ultimo, in molte parti della pizza, era tanto da rendere la stessa pesante sia sotto il profilo gustativo che, per consecutio temporum, sotto quello relativo al digerimento. La ricotta, come si può vedere dalla foto, risultava troppo compatta e, appena arrivata al tavolo, quasi fredda. Ottime le materie prime, ma un po’ di attenzione in più non avrebbe guastato.

Pizzeria Lievita' a Milano. La pizza fritta
Pizzeria Lievita’ a Milano. La pizza fritta
Pizzeria Lievita' a Milano. Dettaglio in cui si evidenzia il fritto poco asciutto
Pizzeria Lievita’ a Milano. Dettaglio in cui si evidenzia il fritto poco asciutto

La pizza “San Marzano” (ovvero la classica margherita) è molto panosa, ben diversa (com’era lecito aspettarsi) dalla napoletana. Nel caso in esame, il cornicione della mia pizza risultava in molti punti ammassato, e tale fattore, unito ad un buon pomodoro che tuttavia in molti punti non risultava cotto adeguatamente, e ad un impasto in molte parti crudo anch’esso, non me l’hanno fatta apprezzare appieno. In particolare, ho avuto l’impressione di aver a che fare con pane e pomodoro, piuttosto che con una pizza vera e propria. Pregevole anche l’olio adoperato, ovvero l’EVO DOP “Pregio”, messo a crudo e molto equilibrato in termini di amarezza e piccantezza.

Pizzeria Lievita' a Milano. Dettaglio in cui si evidenzia il cornicione ammassato
Pizzeria Lievita’ a Milano. Dettaglio in cui si evidenzia il cornicione ammassato
Pizzeria Lievita' a Milano. Dettaglio in cui si evidenzia la pasta cruda
Pizzeria Lievita’ a Milano. Dettaglio in cui si evidenzia la pasta cruda

Da bere: Fiano Cecerale a 7€ al calice per me ed una aranciata Lurisia per la mia amica, a 3.50€.

Pizzeria Lievita' a Milano. Il Fiano al calice
Pizzeria Lievita’ a Milano. Il Fiano al calice
Pizzeria Lievita' a Milano. L'aranciata
Pizzeria Lievita’ a Milano. L’aranciata

Conto come in foto (il tratto sul prezzo del vino è imputabile al fatto che mi sono accorto, una volta fuori alla pizzeria, e ho fatto presente al titolare che un calice di vino era stato confuso con una bottiglia dello stesso, dunque al conto finale vanno decurtati 15€).

Pizzeria Lievita' a Milano. Il conto
Pizzeria Lievita’ a Milano. Il conto

Insomma, dopo questa prima visita non mi ha convinto. Spero di poterci ritornare in futuro per confermare o sconfessare quanto appena scritto, giacché potrebbe essersi trattato di un unicum.

Lievità Ravizza – Pizzeria Gourmet
Indirizzo: Via Ravizza, 11 20149 Milano
Tel: 02 91328251
Orari e giorni di apertura: Aperta tutti i giorni a pranzo e cena
Sito web: www.pizzeria-lievita.com

11 commenti

  • Giancarlob

    (27 febbraio 2017 - 18:39)

    Ci sono andato anch’io mesi fa e non mi aveva lasciato un buon ricordo….Comunque nel suo caso pizza fritta con olio non alla temperatura ideale; margherita con impasto in molte parti crudo. Non è che c’ è andato un po’ troppo presto ? Tardava un’ oretta e magari forno e friggitrice erano più a regime ….

    • Paola

      (27 febbraio 2017 - 20:49)

      Sullo scontrino si legge 13:02…

    • Andrea Docimo

      (28 febbraio 2017 - 00:13)

      Gentile Giancarlo, sono del parere che, se sei aperto, devi garantirmi il medesimo standard qualitativo a qualunque orario. Oltretutto, siamo entrati dopo le 12 (verso le 12:30), che comunque mi sembra un orario più che consono per il pranzo. Di solito, peraltro, siamo noi meridionali che tendiamo a posticipare il momento del pranzo.
      Un saluto,
      A.D.

  • Bruno Mercurio

    (27 febbraio 2017 - 21:15)

    Perché era annunciata?

  • Pasquale

    (27 febbraio 2017 - 23:09)

    Era annunciata perché era una “delusione programmata”.

  • luca

    (28 febbraio 2017 - 09:35)

    I NAPOLETANI critichino a Milano.
    I MILANESI critichino a Napoli.
    Che voglio dire?
    I napoletani tendono a fare CLAN, a fare CUPOLA…a Napoli.
    Attenzione allargo lo sguardo.
    Bisogna liberare la Critica enogastronomica ITALIANA dalle cupole. E’ una battaglia di civiltà ma molto difficile.
    Chissà allontanando i critici dalle città in cui hanno conoscenze, relazioni ecc…si potrebbe favorire questo Rinnovamento della critica italiana. Se fai parte di un Sistema sarà difficile essere INDIPENDENTI.

    E’ chiaro che la mia è una provocazione ma per sollecitare una riflessione su come rinnovare la critica enogastronomica non soltanto napoletana ma nazionale. La prima cosa da fare è uscire dalle cupole.
    PS
    Condivido la recensione di questa pizzeria inserita in tutte le classifiche. Cosa è successo? Perché questi risultati scadenti? Potrebbe essere un problema di cottura come è stato accennato o altro. Ma una pizzeria “GOURMET” con questi prezzi non li porta in tavola e li rifà. Io penso che sicuramente fanno pizze migliori ma vi invito a riflettere:
    se un cliente qualsiasi va in una pizzeria famosa( e pluridecorata in classifiche e recensioni) e una sera gli succede la stessa cosa e poi va su Tripadvisor e la racconta perché non dovrebbe farlo?
    Attenzione, io non ho mai scritto una parola su T ma lo leggo con spirito-pensiero critico(ritorna questa bellissima parola, critico/a)

  • Ezio

    (28 febbraio 2017 - 10:44)

    Felice che un blog così blasonato si spinga con i propri contributors fino a Milano per sondare la piazza: la pluralità dei punti di vista arricchisce il contesto e spinge al confronto (tra palati diversi) e questo è un bene. Tuttavia, non pensiate che basti solo un aereo andata e ritorno per misurarsi con l’ambiente. Non è sufficiente una gita di un weekend per bollare la pizza di Lievità come “pane e pomodoro”: due parole decisamente poco appropriate per raccontare il lavoro quotidiano di Giorgio Caruso, uno dei migliori pizzaioli di Milano e tra i primi a portare la cultura della tipo 1 nella pizza napoletana. Io da Lievità ci sono tornato 3 volte e ho scritto 3 articoli. Una giornata storta può capitare a tutti, sia al pizzaiolo che al recensore. La prossima volta, se restate un giorno in più, vi porto a fare un giro tra i forni della città. Un saluto.

    • Andrea Docimo

      (28 febbraio 2017 - 11:24)

      Caro Ezio, hai letto bene l’articolo? Ho scritto che potrebbe trattarsi di un unicum, ed oltretutto non mi sembra di averla bollata come dici. Si tratta di un’impressione, e non mi pare che ad esprimerne una si commetta peccato alcuno. Diciamo, allora, che si è trattato di una giornata storta?
      Disponibilissimo, qualora dovessi trovarmi nuovamente a Milano in futuro, per questo “giro tra i forni”.
      Buona giornata.

  • luca

    (28 febbraio 2017 - 16:40)

    “Si tratta di un’impressione, e non mi pare che ad esprimerne una si commetta peccato alcuno”(Andrea Docimo)

    Ezio, con il suo commento, ha fatto nascere questi dubbi:
    1 Non si può venire a Milano da Napoli per recensire una pizzeria milanese?
    2 E se la pizza è scadente non bisogna raccontarlo?
    3 Bisogna, invece, ripassare 2 o 3 volte prima di esprimere una valutazione su una pizzeria milanese? Mi sembra che Docimo abbia detto che sarebbe ritornato: “Insomma, dopo questa prima visita non mi ha convinto. Spero di poterci ritornare in futuro per confermare o sconfessare quanto appena scritto, giacché potrebbe essersi trattato di un unicum.”(A D)
    4 Ma davvero per recensire una o più pizzerie milanesi c’è bisogno di una guida del posto?

    Detto in altre parole penso il contrario di quello che ha espresso Ezio.
    Se un (critico, blogger, cliente) va in una qualunque PIZZERIA D’ITALIA (non solo di Milano), che sia la più semplice e sconosciuta o la famosa e pluridecorata in classifiche e recensioni…PUO’ e DEVE (se è un critico professionista) RACCONTARLO.

    O bisogna comportarsi come un famoso CRITICO MILANESE(?) che non scrive mai stroncature?

  • Ezio

    (1 marzo 2017 - 21:48)

    Caro Luca, naturalmente non ho detto nulla di quanto mi attribuisci. L’anno scorso ho anche io criticato Lievità (sul sito) e sulla mia pagina di FB ci siamo fatti persino una bella litigata pubblica. Ma perdonami, cosa sarebbe un “critico professionista”?

  • Antonio Prinzo

    (8 marzo 2017 - 18:12)

    Mi pare che le foto dicano molto di più delle parole, pasta cruda, fritti tipo spugna e ricotta che sembra un ammasso di cemento….poi possiamo anche scrivere miliardi di parole ma le foto restano sempre quelle…

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