Pompei, ristorante President

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Piazza Schettini, 12-13
Tel. 081.8507245, fax 081.8638147
www.ristorantepresident.it
Chiuso domenica sera e lunedì
Ferie a Natale e dal 10 al 28 agosto

Paolo Gramaglia

C’è atmosfera da Belle Epoque tra queste poltrone, i tappeti, i quadri, la fine hotellerie, le rifiniture della tavola apparecchiata: è la cultura dell’accoglienza della famiglia Gramaglia iniziata con Salvatore attraverso numerose consulenze con grandi catene alberghiere poi concretizzata nell’apertura di questo locale nel 1992 a due passi dal Santuario e a quattro dagli Scavi più famosi del mondo. Dal 2004 le redini sono passate a Paolo, laurea in matematica, esperienze in cucina in tutto il mondo, sommelier, aiutato dalla sorella Ornella e dalla moglie Laila (anche loro sommelier) che ha lasciato intatto lo stile del locale concentrandosi sull’ammodernamento dei piatti. Carta dei vini profonda e ricca di spunti campani, nazionali e internazionali, divertimento con quella delle acque e passione in quella degli oli, pani di diverso tipo e da abbinamento ai piatti, servizio in sala professionale e attento.
Vogliamo dirvi chiaramente che qui non trovate concessioni alla modernità minimalista stile take away oggi tanto in voga, anche la proposta gastronomica è di tipo classico, naturalmente aggiornata con la tecnica (in cucina con Paolo Antonio Cataldi, Francesco Mariamburgo e Mario Sorrentini) e nelle presentazioni (in sala lavorano anche Francesco Di Martino, Francesco Bello ed Elena Esposito). L’altra faccia della medaglia della cultura gastronomica partenopea, qui borghese e un po’ aristoratica, rispetto a quella contadina espressa da Casa del Nonno 13. La esperienza di famiglia emerge soprattutto dalla qualità delle materie prime, qui conta essere di seconda generazione nei confronti dei fornitori, soprattutto di pesce e di verdure e dalla organizzazione del menu, molto chiara che non riserva sorprese finale come in tutit i ristoranti degmi di questo appellattivo. C’è quello degustazione a sorpresa con cinque portate e tre vini in abbinamento a 55 euro, quello con i classici del President a 60 euro che perciò vi citiamo: trilogia di carpaccio Mediterraneo, frittatina di asparagi e bianchetti con briciole di tarallo, crostione di calamarette e pomodorini del Vesuvio, paccheri trafilati in bronzo con polpa di scorfano, pezzogna su letto di patate di Avezzano e sfumata ai limoni amalfitani e olive del Cilento, dolci (tra cui la mousse alla nocciola di Giffoni, il babà, il tortino di castagne). Abbiano poi la degustazione <niente pesce> da cui tiriamo fuori le costolette di agnello Laticauda al Taurasi, le seduzioni a 70 euro in cui segnaliamo il riso selvaggio con asparagi, croccante di guanciale di Norcia eprovolone del Monaco, il fusillo trafilato in bronzo al ragù bianco di pesce.
Il fil rouge delle proposte, impressionanti per il loro numero, è quelle di radici impiante sul territorio ben conosciuto in tutte le sue articolazioni, cioé dal mare alla montagna, da Gaeta alla Lucania, con riferimenti mediterranei in grado di rispondere alle domande della clientela internazionale che viene qui dopo la visita agli Scavi. Una biblioteca insomma, dove bisogna entrare almeno una decina di volte per capire l’indice dei libri, atteso ovviamente cheogni mese il menu gira e nob resta mai uguale. Potete farvene una idea naviganto nel ricco e opulento sito del locale zeppo di menu e di ricette.
Bell’impegno di questi ragazzi che hanno scelto di posizionarsi sulla fascia medio alta con grande coraggio, visti i tempi e visto che in questi posti turistici, Pompei è il sito archeologico più visitato in Europa, è facile uscirsene in altro modo. Un segno evolutivo da questo punto di vista unico e interessante, confortevole, l’ennesimo pilastro, ormai abbiamo perso il conto, su cui poggia la tradizione gastronomica e la cultura dell’accoglienza campana.
Personalmente sono molto soddisfatto di aver contribuito, nove anni fa, all’inserimento di questo locale nella Guida Espresso dove resta con onore grazie a decine di verifiche incrociate (solo un babbeo incolto e rozzo può pensare a una sola ispezione a certi livelli), rompendo allora un monopolio ambientale e modaiolo che durava da anni. Non so se sono sensitivo, forse semplicemente intuitivo, ma i fatti ancora una volta mi hanno dato ragione sui tempi lunghi: ché il futuro si legge davvero molto facilmente nello sguardo delle persone.