Pontelandolfo, Sannio. La Pignata

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Via G. Ferrara, 1
Tel e Fax 0824.851635 – Cell. 347.8107725
www.ristorantelapignata.com
Chiuso lunedì

Irene Muccilli

Non ho nulla da aggiungere a quanto scritto dall’amico e collega Pasquale Carlo qui sotto se non riportarvi una mia recente testimonianza diretta confermando tutto, riga per riga. Il locale è una immensa biblioteca del gusto nel quale vi ritroverete con prodotti di qualità e biodiversità straordinarie come la salsiccia di fegato secca, la sopressata, la ricottina nel canestrino di vimini, formaggi stagionati tra cui il pecorino laticauda e tante buone esecuzioni capaci di ricordare in maniera non stucchevole i migliori piatti della tradizione dell’Appennino meridionale: la polpetta di cacio e uova, saporite zucchine a julienne crude con una leggera marinatura gustose e anti-ossidanti, buoni paccheri con il baccalà, il pan cotto con i broccoli che richiama la tradizione di Berardino, quando nelle case contadine la pasta non c’era e i carboidrati venivano dal pane, dal pane secco e dai taralli, una mitica chitarra allardata con il pecorino, due secondi che valgono il viaggio come lo stracotto di vitello al vino e il coniglio alla cacciatora. Buoni dolci tra cui la composta di crema e pasta sfoglia con amarene. Insomma un mangiare vero, sapori netti e distinti, un pizzico di ricerca sugli elementi allo scopo di alleggerire qualche presentazione ma sostanzialmente assoluta fedeltà ai canoni papillosi così come si sono formati nei secoli. Irene in cucina, il bravo Gaudenzio in sala che volentieri vi guiderà nel bel paese dove si gioca la ruzzola, ossia il lancio di pesanti forme di formaggio. Una idea per Pasqua, per un week end fuori dalle rotte usuali, per chiunque si trovi a passare lungo la strada tra Benevento e Campobasso, il cuore del Sannio. Presidi come questo, simile a Pietro Zito a Montegrosso di Andria o a Casa del Nonno 13, rendono inespugnabile la gastronomia meridionale e la consegnano alle giovani generazioni.

Visita del 26 febbraio 2007. Ci sono dei locali ben predisposti a colpire da subito: tranquillità dell’ambiente, familiarità nell’accoglienza, particolarità degli arredi… ‘La Pignata’, ristorante situato nel cuore di Pontelandolfo, centro beneventano alle porte del massiccio matesino molisano, è uno di questi. E qui la convinzione diventa sempre più forte quando ci si siede a tavola per assaporare le proposte di Irene Muccilli, brava chef nata a Toronto ma cresciuta tra i tavoli ed i fornelli del ristorante di famiglia della non lontana Campitello Matese, la stazione sciistica più importante dell’Appennino Meridionale. Irene ed il marito Gaudenzio Di Mella hanno la capacità di “monitorare” con particolare cura il ricco bacino gastronomico sannita-molisano (l’antico Sannio Pentro). Tenendo ben conto della tradizione e soprattutto dell’alternanza delle stagioni nei campi. Ecco spiegata in poche parole la gustosa proposta de ‘La Pignata’. E dire che abbiamo visitato il locale in occasione di un “percorso enogastronomico” organizzato con l’Antica Masseria Venditti di Castelvenere: menù fisso studiato per tre vini dell’azienda di Nicola Venditti: Bacalàt Solopaca Doc Bianco (uvaggio di grieco di Castelvenere, cerreto e falangina), Barbera-Barbetta Sannio Doc (100% barbera-barbetta) e Bosco Caldia Solopaca Rosso (grand cru ottenuto con l’antico montepulciano, piedirosso e aglianico). Tre ottimi calici ben esaltati dalle preparazioni della chef. Procediamo con ordine. Tutto è partito con una gustosa e delicata crema di fave secche con caponata di verdure all’olio extravergine d’oliva, zeppola soffice di mozzarella, acciughe e passatina di pomodoro ed ancora una frittata di quaranta uova. E già qui sono emersi i primi gustosi dettagli. Ci piace cominciare parlando dell’olio extravergine, aspetto importantissimo ma molto spesso trascurato dagli addetti alla ristorazione. Diciamo subito che la chef Irene ha seguito anche corsi di degustazione dell’Onaoo (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Olio di Oliva): il gran tocco di sapore al piatto è donato dall’extravergine di ortice, cultivar dominante tra il susseguirsi di oliveti che si incontrano nella fascia di territorio che partendo da San Lupo giunge a Pontelandolfo passando per Casalduni (l’olio usato è dell’azienda locale Rinaldi). Buon olio, dunque, per esaltare in particolare i sapori delle zuppe di legumi e verdure, uno dei punti forti della proposta gastronomica del locale. Altro aspetto emerso da subito è la proposta dei formaggi: si gioca soprattutto con gli ottimi pecorini del Matese, ma non è dispiaciuta nemmeno la mozzarella di un allevatore del comprensorio (Sannio Lat). Passiamo al primo: maccheroni alla chitarra con ragù di agnello in bianco e scaglie di pecorino del Matese. Inutile ripetersi per il formaggio. Parole da spendere, invece, sulla pasta: Gaudenzio ha da subito sottolineato che tutte le paste (esclusi formati particolari, come i ‘paccheri’) vengono preparate dalla moglie; questi maccheroni alla chitarra, perfetti, non possono che invitarci a qualche successivo passaggio per assaporare le sagnette (che Irene propone con lenticchie e bietola) o gli altri formati. Ma la segnalazione particolare va per l’ottimo ragù di agnello in bianco: ben asciutto (sapiente dosaggio del condimento) e saporito. Tra le varianti merita citazione il ragù bianco di faraona (altro motivo per nuove visite). A completare la proposta una tagliata di vitello dell’Appennino con salsa al Bosco Caldaia, fagioli della regina e cips di patate croccanti. Ottimo il prodotto di partenza, carne di gran sapore, con la particolare tenerezza segnale di sapiente frollatura. E si ritorna ai legumi, con la proposta dei fagioli prodotti nella vicina San Lupo: un legume particolarmente delicato – come ha ben illustrato al momento del servizio il bravo Gaudenzio – che viene raccolto a settembre. Delicati e saporiti i fagioli, serviti sapientemente con la sola aggiunta di un filo di extravergine. A completare la serata è arrivata dell’ottima pasticceria secca, preparata utilizzando soprattutto noci e mandorle. Più di un motivo gastronomico, dunque, per passare per Pontelandolfo e sostare piacevolmente a ‘La Pignata’. Senza dimenticare di aggiungere un’attenta lista dei vini, magari non fornitissima ma ben curata (sempre da Irene, sommelier dell’Ais): buona rappresentanza campana, colpi ben piazzati nelle altre regioni italiane e qualche raid all’estero. Onestissimo il ricarico. Il tutto sui 25-30 euro.

(Pasquale Carlo)

Bed&Breakfast Di Mella. Al piano superiore del ristorante la famiglia Di Mella gestisce anche un bed&breakfast. Quattro camere doppie, tutte con servizi interni. Ottima postazione per una visita nelle terre matesine.

Come arrivare
Lungo la superstrada tra Benevento e Campobasso, siamo sempre in Campania ma non lontano dall’area archeologica di Sepino sulla antica via Latina. L’uscita è Pontelandolfo, la locanda è proprio all’inizio del paese.