Pontelatone, presentato il progetto Presidi Slow Food in Campania

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Il logo dei presidi Slow Food

Nicola Sorbo diventa responsabile del presidio del Conciato Romano

Il 7 aprile scorso è stato presentato presso l’aula consiliare del comune di Pontelatone il nuovo progetto dei Presìdi Slow Food nel corso di un incontro al quale hanno partecipato amministratori pubblici, produttori e tecnici del settore, tra i quali Liliana Lombardi, attualmente unica produttrice del conciato, il presidente della Comunità Montana del Monte Maggiore, Giuseppe Vastano, il sindaco di Piana di Monte Verna, Raffaele Santabarbara, il vice sindaco di Pontelatone, Domenico Izzo, il responsabile regionale dei Presìdi Slow Food, Vito Trotta, i veterinari del distretto sanitario di Caiazzo Diamante Iagrossi, Maria Luisa Stirpe, Carlo Ferrara e Rosario Avilla, il fiduciario della condotta di Caserta, Sabatino Santacroce, e il fiduciario della condotta Volturno, Nicola Sorbo.

La Rete dei Presìdi Slow Food – identificata oggi anche da un logo grafico e dall’indicazione sui prodotti della dicitura “Presidio Slow Food” – è il punto di arrivo di un progetto avviato nel 1998 con l’obiettivo di tutelare e salvaguardare i prodotti tradizionali a rischio di estinzione realizzati con tecniche antiche, spesso in aree marginali del nostro Paese.

Un progetto che, in dieci anni, ha riunito oltre 1300 agricoltori, casari, norcini, fornai, pescatori, pastori e altri piccoli produttori italiani rappresentativi di una realtà di eccellenza alimentare. I Presìdi italiani sono il frutto del lavoro dell’associazione Slow Food, in tutte le sue articolazioni e su tutto il territorio nazionale; i 177 progetti italiani rappresentano oggi l’avanguardia di una rete di oltre 300 Presìdi attivi in tutto il mondo.
Quello del conciato romano (o caso conciato) è l’unico presidio Slow Food in provincia di Caserta su 24 presenti in Campania; abbraccia un territorio ristretto tra le colline di Caiazzo e quelle trebulane e, a distanza di otto anni, presenta ancora una sola azienda produttrice, “Le Campestre” di Castel di Sasso, che in questo periodo ha molto faticato per ottenere i riconoscimenti che oggi può registrare nel settore caseario e della gastronomia italiana. Un risultato che si deve soprattutto al lavoro, alla passione e alla determinazione di Liliana Lombardi e del figlio Fabio, morto prematuramente due anni fa, che i partecipanti all’incontro di Pontelatone hanno ricordato con un lungo applauso.

Nel corso della riunione è stata anche annunciata la nomina di Nicola Sorbo, fiduciario della condotta Slow Food Volturno, a responsabile del presidio del Conciato romano. Non sarà facile il compito che lo attende: nei prossimi mesi dovrà svolgere una capillare attività di animazione tra le piccole imprese agricole della zona per avere una pluralità di produttori di conciato romano.

E’ questa una delle condizioni per l’esistenza del presidio, nel rispetto dei principi di un’alimentazione democratica, responsabile, giusta e di qualità. Un lavoro che sarà facilitato da tanti volontari di Slow Food Volturno, rappresentati alla riunione dai componenti del Comitato di condotta Giuseppe Iaconelli, Mimmo Mastroianni, Vincenzo Coppola e Francesco Marconi.