Porto di Mola, Falanghina sempre più Felix

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Quinta edizione, domani e dopodomani, di Falanghina Felix a Sant’Agata dei Goti con il record di presenze nuovamente superato: siamo infatti a quota 58 aziende partecipanti. La manifestazione, ideata da Nicola Matarazzo e organizzata nei vicoli medioevali del bellissimo centro sannita, costituisce una occasione irripetibile per gli appassionati di provare con calma la nuova annata maturata qualche mese in più nel vetro che, come è noto, fa molto bene ai bianchi campani: in genere sempre sopra le righe grazie alla mineralità e alla freschezza che li caratterizza. Il successo della falanghina è ormai travolgente, non solo è saldamente presidiata in tutte e cinque le province campane, ma ha iniziato il suo cammino verso l’Adriatico conquistando il Molise e affacciandosi addirittura in Puglia secondo quella strana legge per cui quando si trattava di mettere al primo posto la quantità i vitigni (trebbiano, montepulciano, primitivo) si muovevano verso il Tirreno mentre con la necessità di puntare sulla qualità la direzione di marcia è invertita: sono il fiano, l’aglianico e, appunto, la falanghina a muoversi verso Oriente. Tra le tante novità (www.falanghinafelix.it) segnaliamo una realtà ancora poco conosciuta, quella di Galluccio dove da tempo Telaro e Prattico sono impegnati in prodotti da ricordare. Adesso aggiungiamo Porto di Mola, l’azienda di Antimo Esposito che ha fatto il suo esordio nel 2004: oltre 300 ettari di cui 27 a vigneto, 15 a uliveto, 18 a castagneto, 30 a seminativi, e ancora laghi, castagni e boschi tra le colline di Rocca d’Evandro e Galluccio, ai confini tra Lazio e Campania. Un terroir sempre più interessante grazie alle caratteristiche del suolo e al clima rigido. Nel 1988 la famiglia Esposito aveva acquistato la tenuta con merlot, sangiovese, ciliegiolo, poi nel 1997 è iniziata la riconversione di tutti i vigneti da tendoni a spalliera con i vitigni di aglianico e falanghina. Questa Falanghina, straordinaria, da noi scoperta durante la prima edizione di Vitigno Italia nel millesimo 2004, si ripete migliorando nella versione 2005, un’annata che riserverà sicuramente molte sorprese a vedere gli assaggi coperti fatti in questo mese. Maurizio De Simone si conferma uno dei migliori interpreti del territorio campano facendo sempre vini molto decisi, senza compromessi, in questo caso mineralità e freschezza accompagnano il frutto pieno per una beva davvero esaltante, lunga, intensa, persistente. Un grande bianco con buone possibilità di elevamento ulteriore a prezzo incredibile, sui cinque euro in uscita dall’azienda. Roccamonfina, come Torrecuso, si conferma dunque essere insieme zona di bianchi e di rossi mentre la Campania, grazie alla Falanghina, è sempre più Felix.