Positano: verticale coperta di Taurasi di Caggiano

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di Gaetano Marrone*

Al ristorante Tre Sorelle di Positano con mio fratello Salvatore, entrambi siamo sommeliers; mio zio Lello o Al Bano, appassionato, il proprietario del locale Gigi; Sabino Loffredo della Cantina Pietracupa; Gianluca Food and Bev. dell’ Hotel San Pietro abbiamo organizzato la mini verticale coperta di Macchia dei Goti,  il Taurasi di Caggiano annate 1996, 1997, 1998, 1999, 2000 con, si fa per dire, un intruso: il Salae Domini 2000 Aglianico Irpinia igt dello stesso produttore. Le bottiglie sono state aperte mezza giornata prima.

Ecco com’è andata in ordine di campioni degustati:

1997. Il vino più equilibrato della serata, grande eleganza,complessità e finezza; esprime compiutamente la sintesi del Taurasi interpretato in maniera moderna.

1998. La mia parziale delusione. Vino già dal colore piuttosto diluito una sorta di mezzo aborto laddove tutte le sensazioni risultano attenuate smorzate.

1999 Questo vino probabilmente rappresenta una leggera svolta produttiva. Il colore è più concentrato: i profumi di petali di rosa secchi, rosa canina, cannella, chiodi di garofano, porcini secchi, liquirizia, menta vicks sono in secondo piano rispetto alle sensazioni sciroppate, la mora e di confettura di sottobosco. Un vino giovane che in futuro darà il meglio di se…..sperem!!!

2000. La vera collettiva delusione della serata. Vino monocorde e squilibrato forse non ancora fatto, ma se il buon giorno si vede dal mattino…..Campione individuato da tutti i presenti.

2000 Salae Domini Stesso discorso con evidente meno materia prima. Anche in questo caso tutti ci hanno preso.

1996 La rivelazione. Taurasi a tutto tondo, ancora giovane che si avvia a essere davvero grande. Una sorta di sintesi di un grande Brunello e un grande Nebbiolo brunatesco, col dovuto rispetto. Nessuno si aspettava tanta stoffa quantunque qualcuno, non diciamo chi, l’avesse preannunciato.

    * Fiduciario Slow Food Penisola Amalfitana

Ottima inziativa. Spero proprio che ovunque si organizzino queste degustazioni coperte che sono la prova del nove di quanto scritto e riscritto negli ultimi anni e non hanno altro sponsor che la passione dei partecipanti. Rosolato dall’invidia per non esserci stato, ricambio subito la pariglia a questi fetentoni di Positano: ragazzi, se lo avessi saputo vi portavo anche il 1994 e il 1995! Oltre ai Salae Domini di tutte le annate ovviamente! Scherzi a parte, un esperimento interessante che conferma una mia sensazione: nelle ultime vendemmie c’è un calo di tensione sul prodotto da parte di Antonio. Il Salae Domini, portato da 18 a 12 mesi di invecchiamento, ha perso il suo fascino, mentre il Macchia dei Goti non è più pensato per durare quanto piuttosto per piacere subito. Il successo fa bene, il troppo successo evidentemente no quando si è piccoli. Spero proprio sia solo una parentesi e che Antonio si rilanci alla grande con le sue storiche annate. Si concentri sui rossi, tanto ai bianchi ci pensa la sua straordinaria nuora Teresa, titolare con il fratello di Petilia, grandissimi Greco di Tufo, anche se sinora solo Paolo Massobrio ha mostrato esserci arrivato (l.p.)