Presentazione la Vigna segreta 2007 da Mustilli

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di Angelo Di Costanzo
La cittadella storica di Sant’Agata de’Goti  si erge su uno sperone tufaceo tra due affluenti del fiume Isclero, all’ incrocio di profondissimi valloni, su quello che in un tempo geologico deve essere stato l’ epicentro di un violentissimo sisma; l’intera città si sviluppa alle falde del monte Maineto (556 m.), oltre il torrente Martorano. Una evidente considerazione topografica del luogo manifesta chiaramente che l’ odierna Sant’Agata de’ Goti fu fondata sull’ attuale sito (V-VI sec.) perché ritenuto particolarmente idoneo alla difesa dalle incursioni dei nemici, proprio per la sua ubicazione non lontana dall’antico sito della città sannitica Saticula, ai confini della Campania e centro si grand einteresse socio economico dell’epoca. Nei tempi moderni la città di Sant’ Agata de’ Goti, come tante città e paesi meridionali, non ha mancato di risentire dell’ emigrazione all’ estero soprattutto in Svizzera e Germania nel dopoguerra ma chi è rimasto, trattenuto soprattutto dal forte legame con la terra ha saputo rigenerarsi ed affermare una propria identità attraverso la valorizzazione di questa terra e delle sue vocazioni, i prodotti della terra in primis. Oggi Sant’Agata è vissuta soprattutto nel borgo antico dove tra vicoli e palazzi centenari è bello lasciarsi guidare dai profumi della storia, ma nelle campagne circostanti attraversate dalla statale "fondo Valle Isclero" si ha idea di come questo territorio possieda una ricchezza unica e straordinaria conservata nella lentezza delle cose suggellata dai frutti della terra, le uve appena raccolte e quelle in piena maturazione protese verso le falde del Monte Taburno e le mele annurche che dopo essere state raccolte vengono accuratamente distese lungo le terre per attendere la loro piena maturazione. Questa è una giornata speciale, da trascorrere in famiglia, a casa della famiglia Mustilli che hanno generosamente invitato ed ospitato una "ciurma" di amici bevitori in occasione della presentazione della nuova vendemmia 2007 della Falanghina Vigna Segreta, crù aziendale di questo delizioso vino di cui sono stati i primi produttori ufficiali e venditori coraggiosi nel lontano 1980 con la vendemmia 1979. A suggellare questo avvenimento è in bella mostra nelle meravigliose cantine storiche di Palazzo Mustilli la prima fattura commerciale risalente all’Aprile del 1980 attestante l’avvenuta vendita a ben 1700 lire del vecchio conio (con l’iva al 3%!) delle prime 6 bottiglie di falanghina, a completamento di un ordine di 120 bottiglie di Greco, una prova di grande fiducia che il mitico "Arturo al Fusaro" volle concedere all’ardita iniziativa dell’Ing. Leonardo Mustilli di proporre questo vino in purezza, non più sciolto nelle osterie di paese ma imbottigliato nelle migliori carte dei ristoranti napoletani e flegrei, a quei tempi all’apice di un successo enorme grazie anche alla mai più tornata movida "dei favolosi anni 80". Ai tavoli nel wine bar aziendale una folta rappresentanza di operatori professionali della provincia di Salerno, di Caserta, di Napoli e provincia tutti attenti a seguire le indicazioni tecniche dettate da Fortunato Sebastiano e Annachiara Mustilli in un effluvio di sincerità e conoscenza professionale che hanno profuso nel "nuovo" Vigna Segreta 2007; Si evince dal dibattito intercorso, moderato da Luciano Pignataro, che si è cercato di comune accordo di marcare un profilo lineare tra il potenziale del vitigno e della vigna da dove provengono queste uve (conoscenza dell’enologa di casa) e la migliore soluzione tecnica in cantina (conoscenza dell’enologo consulente)  per valorizzare e suffragare l’eccellenza della Falanghina e non stravolgerla alla mercè delle mode del momento, come in effetti è sembrato nei primi anni di produzione di questo vino (es. il 2003). Molto interessante anche il progetto che vedrà l’azienda Mustilli impegnata in prima persona nella lenta conversione di molti ettari di proprietà alla biodinamica, progetto che sta vivendo già le prime fasi di approccio. Con la degustazione tecnica seguita, oltre a dare un valore assolutamente positivo delle sensazioni rilevate (un colore cristallino, vivace con note verdi, un naso ampio, varietale non privo di terziari molto interessanti in prospettiva ed un gusto asciutto e minerale come nelle migliori interpretazioni) ho personalmente voluto marcare quanto di buono si sta facendo in campania sulle più "nobili" interpretazioni di questo vitigno (ma anche di altre varietà) che stanno via via abbandonando la triste imitazione del burroso chardonnay rifacendosi alla grande acidità e mineralità dei nostri terreni più o meno caratterizzati da lastre vulcaniche, nella provincia sannitica come nei Campi Flegrei sino a Roccamonfina. La chiusura dei "lavori" non poteva che confermare il grande valore che la famiglia Mustilli da all’ospitalità regalandoci momenti di piacevole (e aggiungo geniale) leggerezza con la presenza di un gruppo folkloristico-popolare, "i Spaccapaese" (www.spaccapaese.com) che soprattutto nella figura della mitica "Celeste" (operato a Casa Banca, non è un refuso) ha la sua massima espressione e che ci ha regalato una suggestiva quanto esaltante interpretazione "torrese" delle vicende avverse di Buckingham Palace e LadyD.