Quando il merlot fa sognare. Verticale Redigaffi – Tua Rita in undici annate: 2014-1996

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Verticale Redigaffi, i campioni in degustazione
Verticale Redigaffi, i campioni in degustazione

di Teresa Mincione

Dalla superstrada Rosignano – Roma, uscita Venturina- Piombino, si arriva a Notri di Suvereto. Terra murata di Maremma e piccolo centro storico con poco più di 3.000 abitanti. Grazioso quanto prezioso per i suoli ricchi e carnosi, dove tra i ciottoli di un viale alberato, si erge, immersa tra i vigneti, la tenuta Tua Rita. Una delle più belle espressioni enologiche italiane, nonché faro dell’incantevole Val di Cornia, terra incastonata tra il mar Tirreno e le colline metallifere. Nota per la lavorazione del sughero (l’antico paese di Sughereto oggi Suvereto), dal 1989 anche per la “Doc Val di Cornia” e dal 2000 con la Docg sottozona Suvereto. E’ nel suo areale, che l’azienda ha voluto consacrare la preziosa verticale di ben 11 annate di Redigaffi, vino cult del made in Italy. La nascita di Tua Rita trova radici nell’amore per la terra di Rita Tua e Virgilio Bisti, che nel 1984 decisero di investire in quelle terre.

Dagli originari 2 ettari di vigneto, coltivati sin da subito con il massimo rigore e che collocarono Tua Rita fra le prime felici esperienze italiane costruite sul modello del “vin de garage”, nello spazio di una decina di anni, si giunse a 9, poi a 20, e all’inizio del nuovo millennio, agli attuali 30. I primi impianti di merlot, dai quali prende i natali il Redigaffi, risalgono al 1988, quando accanto alle tradizionali coltivazioni di trebbiano e sangiovese, vennero impiantate le barbatelle di cabernet sauvignon, chardonnay, riesling e traminer. La filosofia produttiva aziendale, sempre ispirata al canone della qualità senza compromessi, partiva dalla gestione certosina dei vigneti. La scelta di impianti fitti e bassi (8-9.000 ceppi per ettaro), di richiamo bordolese, e potature corte con diradamenti, ha consentito oggi una miglior resa – spiega l’enologo Luca D’Attoma. Il sistema di allevamento si alterna tra il cordone speronato semplice e speronato doppio, in pieno regime biologico per un miglior adattamento alle esigenze della vigna. Un terroir unico, che ospita le vigne del Redigaffi a 100 metri su terreni argillosi, limosi e arricchiti dalla presenza di scheletro piccolo. Dal 2010, dopo la scomparsa del marito Virgilio, Rita ha voluto al suo fianco, nella gestione dell’azienda la figlia Simona e del genero Stefano Frascolla.
Ma chi è davvero il Regidaffi? Semplicemente, Mr. Merlot. Voglio scoprirlo meglio.

Un orgoglio tutto italiano. Un Merlot in purezza maturato in barrique, stellare quanto stellato. Un vino che ha fatto dello stile Tua Rita un modello unico al di la delle denominazioni (Igt). Un concentrato di terroir racchiuso in una bottiglia. La curiosità tocca l’origine del nome, e Redigaffi altro non è che l’appellativo del torrente attiguo all’azienda, noto per la pesca di gamberetti. Calpestando le orme della storia, questo vitigno a bacca nera, dal colore estremamente intenso, simile alle piume del merlo (da ciò forse l’origine del nome), è giunto in Friuli Venezia Giulia alla fine del 1800 e da lì si è diffuso in gran parte del Nord-Est, dal Trentino Alto Adige al Veneto. Nei decenni successivi venne impiantato in quasi tutta Italia: 20-25 anni fa fu introdotto anche in Toscana, rispondendo a logiche non solo tecniche ma anche di mercato. Oggi, questo vino, nato nel 1994 dalla sottrazione alla produzione del Giusto di due barrique di Merlot, è una delle espressioni di vitigno in purezza più eleganti e di fascino del Made in Italy. Un’etichetta che è riuscita a diventare vero riferimento e cult wine internazionale, ottenendo, nel millesimo 2000 (primo vino italiano), i 100/100 di Robert Parker.

Il segreto della sua ricchezza, si nasconde nella coesistenza di diversi fattori: in primis, i terreni dai quali nasce. Di medio impasto, spiccatamente argillosi, arricchiti di micro presenze di ferro, boro, zinco e manganese tra un metro e l’altro. La favorevole esposizione dei vigneti, la fittezza degli impianti, il sapiente uso dei legni di maturazione, nel fondersi con l’originaria “mineralità” del terroir, creano i presupposti per un calice unico e riconoscibile. Ad un’altitudine maggiore, la percentuale di scheletro aumenta, al contrario scendendo d’altitudine s’incontra il limo. Nella fascia centrale, propria del Merlot, prevale l’argilla. Ma non è tutto. Ad arricchire il Redigaffi, anche l’influente vicinanza al mare, capace di contraddistinguerlo aromaticamente con un eredità leggermente salina.

In vendemmia, è l’assaggio di ogni singola parcella che determina la raccolta ( svolta esclusivamente a mano in cassette da 15 Kg). In cantina la vinificazione (esclusivamente in legni di rovere) accompagna l’evoluzione del vino con discrezione: si cerca di permettere a questo nettare di esprimersi come vigneto, come Redigaffi, come vino che anche nel nome richiama il suo terroir. L ’affinamento si realizza con una sosta di 18-20 mesi in barrique di legno francese di primo passaggio. L’imbottigliamento cade in estate: viene lasciato riposare in bottiglia per alcuni mesi e immesso sul mercato pronto per la distribuzione.

Verticale Redigaffi
Verticale Redigaffi

Il momento più atteso è arrivato..

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LA VERTICALE
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Undici i campioni degustati, nei millesimi 1996, 1999, 2003, 2004, 2005, 2006, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014. Se la prima annata risale al 1994, questa esclusiva verticale, ha concesso di passeggiare, in compagnia dei sensi, nelle stanze della storia di uno dei vini più importanti d’Italia, attraverso i sentieri delle sue undici vite.

Nessuna velleità di valutare un vino reputato “big wine” dalla critica, solo una doverosa fotografia sullo stato dell’arte “scattata” in questa occasione. Uno spaccato sull’evoluzione sensoriale di un (grande) vino che ha contribuito a scrivere le pagine dell’enologia autofragata in Toscana. Un percorso attraverso i cicli delle annate, nel buono e cattivo tempo. E allora .. ai calici.

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Tua Rita Redigaffi Toscana Rosso IGT 1996:
Gr. 14,5

Lo sguardo sul millesimo: estate piovosa e fresca. Un Settembre luminoso con leggere precipitazioni solo in chiusura del mese. Al dire dei tecnici, un’annata sottovalutata, che ha regalato meno concentrazione ai vini, ma in compenso grande longevità e freschezza. Inizio vendemmia registrata l’ 8 Settembre.

Spiazzante per eleganza ed equilibrio. Vestito nelle tinte del tempo, non si presenta impenetrabile. Leggere precipitazioni sul fondo. Il naso è sussurrato sulle note affusolate di rabarbaro, inchiostro e china. Mai fragoroso ma immenso. Le note ferrose, dovute alla vicinanza alle colline metallifere, hanno modi gentili, rincorrendosi nel calice con le scure tracce di tabacco e noce essiccata. Polvere di caffè. Dopo 19 anni di vita trascorsi in bottiglia, il tempo si mostra galantuomo nel trasferire calma e rotondità. Tutto si distende e viene al naso. Spezie dolci e piccoli frutti. La bocca è morbida, setosa, seppur con qualche tono più magro rispetto alla polpa. La freschezza gustativa soccorre al tannino, valorizzando la bevibilità e contribuendo all’equilibrio con le componenti morbide ed estrattive. Il tannino ha sopito la sua ruggente vivacità donando un’armonia gustativa con un’acidità ancora piacevole. Standing ovation per l’età e l’agilità. Un vero monumento all’annata.

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Tua Rita Redigaffi Toscana Rosso IGT 1999: 14,5

Lo sguardo sul millesimo: estate calda con piogge importanti a partire dagli inizi di Luglio. La vendemmia si è svolta il 21 Agosto, con una maturità anticipata. Un’annata di grande struttura e dalla buona acidità. Forse una delle migliori di fine secolo.

La sorprendente percentuale (36g per litro) di estratto secco, supera la maggior parte dei Pomerols in una grande annata! Il profilo cromatico denuncia una leggera evoluzione verso il bordo che vira sui toni aranciati, ma conserva ancora viva e lucida la sua carica. Un Merlot che si modula, nei tratti d’ingresso, diversamente dal precedente. Note balsamiche s’ intrecciano a raffinati profumi dalle note scure: more, mirtilli, china, chicchi di caffè, chiodi di garofano e resina. L’anima ferrosa ed ematica ritorna anche in questo calice. L’ossatura del sorso è sostenuta dai tannini presenti. Un corpo prestante e ben tornito. L’alcol è domato dalla buona acidità che ne sostiene magistralmente la carica emolliente.

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Tua Rita Redigaffi Toscana Rosso IGT 2003: Gr. 14,5

Lo sguardo sul millesimo: annata caratterizzata da un’estate torrida che ha consentito solo rese microscopiche, con conseguente necessario diradamento per portare a maturazione fenolica la poca uva rimasta. Vendemmia registrata il 14 Agosto.

Che dire? La grande sorpresa! Rubino vivace. Nonostante l’annata calda, stupisce con un naso sorprendentemente fine. Vivacissimo in un frutto ancora intonso, giovane, croccante. Note di ciliegia rossa, lampone, ribes, melograno. Eppure l’etichetta parla chiaro, ha 12 anni! Refoli di Mirto. Il floreale accompagna l’olfatto nei toni di tulipano e gerbera. Il lungo roteare arricchisce di note orientali, dattero e curcuma. Il sorso è pieno e profondo reso rampante dall’acidità viva e calibrata e da un tannino turgido e intrigante. Polpa e olfatto, struttura e acidità, tutto viaggia di pari passo. Il tannino può sembrare in attacco forte e grintoso, ma in pochi istanti svela la sua classe. Buona la chiusura nella pulizia di bocca a tannino dissolto. Piacere ad ogni riassaggio. Una scommessa, una scoperta.

Verticale Redigaffi
Verticale Redigaffi

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Tua Rita Redigaffi Toscana Rosso IGT 2004:
Gr. 14,5

Lo sguardo al millesimo: estate temperata con una media frequenza di precipitazioni. Settembre privo di piogge con un clima modulato. Annata fresca. Vendemmia registrata il 1’Settembre.

Calice granato teso verso le note aranciate. La trama è tipicamente poco serrata. Un naso contratto, crepuscolare, un po’ dismesso nelle note ossidative. Poco colloquiale, con un corredo gustolfattivo più limitato per intensità. Al gusto, una piacevole vena acida gioca il suo ruolo come spina dorsale che mantiene ancora dritto il sorso; offre anche un bell’allungo, che racconta percezioni di giuggiole e prugne. Prevalente la forza dei tannini sulla polpa, ma nel complesso buona freschezza e consistenza. Al puntuale arrivo della sapidità ne giova la persistenza sul finale.

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Tua Rita Redigaffi Toscana Rosso IGT 2005: Gr. 14,5

Lo sguardo sul millesimo: estate fresca seppur cadenzata da frequenti precipitazioni. Vendemmia registrata il 06 Settembre. Un millesimo che ha generato vini di minor potenza ma di ottima lunghezza e grande eleganza.

Rubino dall’unghia leggermente più scarica nella cromatura. Qualche sedimento sul fondo. Il primo naso si delinea con un’anima femminile e floreale. Seguono note di ribes rosso, ciliegia. L’anima ematica è percettibile ma mai invadente. Pepe, chiodi di garofano, liquirizia. Bella la nota balsamica che regala una sensazione di grande apertura. Refoli di macchia mediterranea. L’ingresso al palato è ampio e profondo, definito sui tratti fruttati. Secco, ricco di piacevoli spunti degustativi. Il tannino è leggermente più croccante del precedente, ma piacevole e succulento. Sobria la mineralità che esalta la coerenza gustolfattiva marcata sul frutto.

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Tua Rita Redigaffi Toscana Rosso IGT 2006: Gr.14,5

Lo sguardo sul millesimo: ottima estate caratterizzata da una presenza di precipitazioni valutate nella media. Annoverata come una delle migliori vendemmie, svolta in assenza di piogge e di eccessivo caldo. Vendemmia registrata il 1’ Settembre.

Il color granato con la leggiadria della trama poco serrata incanta chi assaggia. Un calice di nove anni, che ha trovato la sua miglior espressione in un’annata che gli ha concesso classe ed eleganza. I sentori olfattivi sono stati modulati dal tempo e intagliati in precisi refoli. Un profluvio di note ferrose mai invadenti, bacche selvatiche scure. La piacevolezza del frutto si insinua attraverso note di ciliegia e frutti neri. Tocchi di goudron, cacao in polvere, tamarindo. Tabacco da pipa. Un corpo sinuoso quanto esistente, mirabilmente impreziosito dai tannini di velluto, disciolti nell’entusiasmante struttura. Sapido e dall’acidità bilanciata. La chiusura è sulle note de cacao amaro. Seta rossa. Un modello di grazia e profondità espressiva. Da bere .. finchè morte non ci separi.

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Tua Rita Redigaffi Toscana Rosso IGT 2010: Gr.14,5.

Lo sguardo sul millesimo: frequenti piogge si sono susseguite nei mesi estivi di Luglio ed Agosto, con buon tempo solo dopo il 15 Agosto. Un’annata con un ciclo di maturazione sofferto, che ha regalato vini austeri con una minore percepibilità della nota fruttata. Acidità medio alta.

Raffinata veste rubino dai bordi lievemente sfumati. Leggermente teso nel confronto. Chiare le note di ribes rosso, prugna ancora croccante, ferro, goudron, ciliegia nera, cioccolato amaro e macchia mediterranea. Al palato non cela l’importante carica di estratti che riesce ad appagare il sorso senza adombrare la nitidezza espressiva. Un tannino intagliato ad arte e maturo. Buona la tessitura gustativa, arricchita da sentori terragni. Lunga la scia finale di sottobosco. Sapido e di buona struttura.

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Tua Rita Redigaffi Toscana Rosso IGT 2011: Gr.14,5

Netto il cambio passo rispetto all’austerità del passato, dove vini più larghi e dalle nuance viranti dal rosso al blu erano prassi. Percepibile il nuovo approccio al pensiero di fare il vino: concentrazione e profondità non sono più intese come peso specifico ma come forza dell’equilibrio.

Lo sguardo sul millesimo: un’annata che pur molto bilanciata, si è rivelata avere una gran corsa, dalla fioritura fino alla vendemmia. Vendemmia anticipata rispetto ai normali tempi di raccolta, ma complessivamente regolare.

Il Merlot Redigaffi 2011 si presenta in una nuance leggermente più ricca del precedente. Al naso in una performance contratta e silenziosa. Soffusi toni balsamici, terra, argilla. Al gusto è più espressivo, coerente con l’olfatto e generoso di una buona carica strutturale, tannino presente e acidità in linea.

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Tua Rita Redigaffi Toscana Rosso IGT 2012: Gr. 14,5

Lo sguardo sul millesimo: annata calda con poche piogge estive. La vendemmia si è registrata il 20 Agosto. Si definisce un millesimo di grande estrazione dall’acidità leggermente più bassa.

Rubino leggermente più scarico del precedente. La vitale irruenza tutta giovanile domina il panorama olfattivo. I sentori scuri di frutta soda e croccante si intrecciano nei refoli di spezie esotiche, terra bruciata, cuoio caldo. L’intelaiatura territoriale nei ricami del ferroso, ritorna ma con un altro linguaggio rispetto a quello parlato nei calici precedenti. Il tutto incalzato da intriganti e soffusi toni balsamici con una speziatura leggera e dolce. Il floreale si colora di rosso: rose purpuree appena recise. Il palato si veste di tannini rampanti ma svestiti di aggressività. Succulenti e carnosi, da domare con il paziente tempo. Interessante la nota di foglie di tè al riassaggio. L’annata 2012 del Redigaff, la prima annata realizzato interamente dopo il ritorno della consulenza dell’enologo Luca D’Attoma, privilegia nitidezza e leggerezza, aromaticità intensa puntata sulle note giovanili. Buona struttura racchiusa in un sorso dalla piacevole acidità e lunghezza.

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Tua Rita Redigaffi Toscana Rosso IGT 2013: Gr.14,5

“Un vino fatto dormendo”, che ha regalato tutto quello che un’annata poteva donare. Qualche riflessione. I calici 2013 e 2014 rappresentano una nuova ed ulteriore anima del Redigaffi rispetto alle (vite) precedenti, ultroneo rispetto al primo nuovo passo svelato dalla 2011. Con questi due campioni, più vivaci e leggeri, meno austeri e aulici, il Redigaffi ha mostrato un nuovo sorriso, meno imponente rispetto al passato. In bocca, entrambi i “nuovi” millesimi regalano piacevolezza e graziosità.

Lo sguardo sul millesimo: una vendemmia molto bella, a dire dei tecnici. Una primavera piovosa che ha consentito di lasciare freschi i terreni e un’estate luminosa e non calda, con escursioni termiche significative. Il mese di Settembre ha registrato un’ottima temperatura che ha permesso alle uve di sostare un maggior tempo sulla vite madre, in gran forma e ben lavorata. Sul Redigaffi sono state fatte 5/6 prevendemmie, con il risultato di chicchi croccanti e vini di grande complessità e struttura.

Il campione 2013 è di fresco imbottigliamento. Rosso rubino intenso e vivace. Formidabile il frutto rosso e croccante. Un vino che nella sua concentrazione trova la sua dimensione, pur esprimendosi con giovane eleganza. Un panorama olfattivo delineato sui toni rouge di melograno, prugna fresca, mora, ribes, ciliegia croccante. Il bagaglio fruttato si arricchisce dell’apporto delle spezie, mai pungenti e ribelli. Cumino, chiodi di garofano, cacao in polvere. Echi balsamici sottili ma piacevoli. L’asse fruttato-speziato, potente ed intenso anticipa la ricchezza gustativa, i soffi balsamico- mentolati la freschezza. Assaggio di notevole impatto, seppur giovane e forzuto. L’acidità sorregge il sorso, seppur ancora da integrarsi, e lo rende intrigante. Il tannino è ruggente ma calibrato. Nel finale ancora mora e cassis, liquirizia dolce e tabacco. Un calice ricco di fervida gioventù che lascia trasparire un florido cammino.

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Tua Rita Redigaffi Toscana Rosso IGT 2014:
Gr.14,5

Lo sguardo sul millesimo: rispetto ai precedenti millesimi, si è rivelata una vendemmia più complessa. La stagione estiva si è rivelata difficile, alternata tra alte temperature e precipitazioni. In azienda si è intensificato il lavoro sulle prevendemmie e dal 20 Settembre si è registrata una piena assenza di piogge. Nel complesso, è stata una delle più lunghe, concedendo più tempo all’uva di sostare sulla pianta. Una buona annata soprattutto sulla costa e in loco.

un vino fatto non dormendo affatto”, figlio di una vendemmia impegnativa e sacrificata, che al contrario, nel calice, sorprende ogni degustatore. Corre nel calice lungo i riflessi del rubino vivo. Naso accattivante, frutta rossa viva e fresca su un fondo di spezie scure dolci, sbuffi balsamici e minerali. Cacao in polvere e amaro. Delicata nota di violetta. Tannino vivo ma di buona fattura. Chiusura gradevolmente sapida e persistente. Una grande promessa.

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CONCLUSIONE
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In chiusura, i calici hanno svelato ogni sentore coccolato negli anni in ciascuna bottiglia. Ciascun millesimo ha raccontato con voce diversa la sua storia, quella del terroir e della sua vendemmia. Ogni vino si è messo a nudo nei punti di forza e nelle debolezze. E come ogni prodotto nascente dall’onestà di un lavoro sapientemente compiuto, ciascuno ha mostrato la straordinaria forza di volare oltre il tempo e di emozionare oltre ogni ricordo.

Un commento

  • Lello Tornatore

    (10 luglio 2015 - 08:07)

    Bravissima Terry!!! ” …il Redigaffi altro non è che l’appellativo del torrente attiguo all’azienda, noto per la pesca di gamberetti…”, ma è un affluente del Calore!!! :D

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