Quasi quasi mi faccio una Sorbillata, degustazione alla pizzeria Sorbillo in via dei Tribunali

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Con Gino Sorbillo

Non potete dire essere stati a Napoli se non avete mangiato una pizza qui, dalla storica pizzeria oggi gestita da Gino Sorbillo.

Come sapete, ci abbiamo fatto un salto per la pizza verde dedicata a Bossi.

Ma quella è stata solol ‘ultima di un percorso goloso e stupefacente che vi consigliamo.

La fila davanti alla pizzeria Sorbillo

Anzitutto una premessa. Qui c’è sempre fila nonostante i 156 coperti. Conviene dunque fare una prenotazione se venite da fuori e avete poco tempo.
Qual è il punto di forza di questa pizza. In primo luogo l’impasto ottenuto da una lievitazione davvero attenta. Ma immediatamente dopo la qualità dei prodotti e, cosa abbastanza inedita a Napoli, anche la loro ricerca e l’aggiornamento.
Questa spinta nasce dall’amicizia profonda tra Gino e Mario Avallone della vicina Stanza del Gusto, lo scout di golosità delle zone interne del Sud.

La pizza di benvenuto

La prima è una semplice olio con erbe: estiva, profumata, fragrante.
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Sorbillo, pizza con le alici di Cetara

Pizza “Strutto,cacio e pepe” con qualche goccia di San Marzano, basilico sminuzzato e Alici di Cetara dell’azienda Cetarii…. Si possono utilizzare anche alici freschissime.
Una cugina di quella, molto buona, che fa Filippo a Sapri, uno dei pochi posti in Italia dove si può mangiare la pizza fuori Napoli.
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Sorbillo. Pizza pomodori secchi, olive e caciotta

Pizza “E Che Terra ! ” con pesto fresco, pomodori S.Marzano secchi tagliati sottili, cacioricotta di capra (presidio Slow Food), olive nere infornate, basilico tagliato a julienne e messo a crudo.
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Sorbillo. Mozzarella di bufala campana, pomodoro e basilico

Una sorta di margherita “rinforzata”, e, aproposito di prodotti, vi segnaliamo l’olio Conti di Vallo della Lucania, uno dei migliori frantoiani della Campania. Una interpretazione filologica di cosa desidera il palato napoletano.
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Sorbillo, la margherita fotografata da Luigi Savino

Qui c’è solo da fare Amen e ritirarsi in meditazione profonda.
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Altra caratteristica di queste pizze è la leggerezza, la loro assoluta digeribilità.
Le foto sono state scattate da Monica Piscitelli che ci ha accompagnato in questa zingarata estiva e a cui Gino a dedicato una delle pizze. Indovinate voi quale.

Gino e Monica

4 commenti

  • Lello Tornatore

    (1 agosto 2010 - 17:36)

    Quale pizza le ha dedicato? E’ una parola!
    Starei per dire quella stupenda margherita, classica e solare come lei, ma no, troppo semplice. La nostra Monica è più intensa, più aromatica,più complessa, più…più!!! Allora sicuramente le ha dedicato la pomodori secchi, olive e caciotta!!!

    • monica

      (1 agosto 2010 - 21:04)

      Lello, sei carinissimo. Diciamo che Gino e Luciano erano tutti presi da Bossi. questioni di uomini. Ma io ho cosi’ avuto campo libero per mangiare una doppia razione. : )) la pizza che hai scelto per me mi piace molto, come quella con le alici di Cetara : )

    • giancarlo maffi

      (1 agosto 2010 - 21:42)

      che fai … ci provi ?

  • Errico

    (2 agosto 2010 - 12:58)

    Vale la pena di mettersi in fila ed attendere il proprio turno per poter poi assaggiare una delle delizie di Gino Sorbillo. Non è facile scegliere ma la “Marinara” con aglio ed origano è una vera golosità

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