Raffaele Di Tuccio di Antica Enotria, il signore del Tavoliere del biologico

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Confusione sessuale
Confusione sessuale

di Monica Caradonna

«Vuoi fare il biologico?»

«Che vuol dire?»

«Non devi più usare roba chimica».

Era l’inizio degli anni ’90 e Raffaele Di Tuccio, titolare di Antica Enotria a Cerignola, le sue scelte per quei suoi 40 ettari le aveva già fatte, ma si apprestava a fare quella della sua vita, quella che in un attimo lo avrebbe fatto diventare il secondo produttore di vino biologico in Puglia e il 150° in Italia, ma che nello stesso breve intenso momento avrebbe messo a rischio l’economia costruita e sudata della sua azienda.

Raffaele in vigna
Raffaele in vigna

«Di biologico me ne aveva parlato un funzionario dell’ex Cassa del Mezzogiorno e l’idea di non usare chimica nei vigneti e per i miei ortaggi mi piaceva molto, ma il primo raccolto all’insegna delle nuove tecniche è stato un disastro in termini di resa del prodotto. Mia moglie ha avuto paura. Io sono andato avanti per la mia strada, che poi è diventata la mia filosofia di vita. La salute alimentare inizia in campagna».

Pacciamatura
Pacciamatura

 

Pacciamatura
Pacciamatura

Raffaele, classe ’39, un volto fatto di rughe ed esperienza, mani nodose che hanno iniziato a sentire il peso del lavoro ancora dodicenne, oggi guarda la sua terra e con piglio sicuro, occhi socchiusi dal sole, afferma che per «comandare devi sapere». E lui, in effetti, ha iniziato molto presto a sapere di olive e di vino, di pomodori e di innesti.

«Frequentavo la seconda media e un giorno marinai la scuola. Fui scoperto dall’insegnante che decise di rimandarmi per le materie corrispondenti alle ore saltate». Cinque materie per cinque ore. Una bocciatura a settembre e un padre che, non sopportando il fallimento del figlio, decide di mandare il piccolo di casa, il quinto di una nidiata di fratelli maschi, a lavorare, dividendosi tra le aziende di famiglia: quella agricola e quella edile.

Un destino segnato, insomma, quello di Raffaele che oggi porta la sua Bella di Cerignola e i suoi pomodori pelati, orgoglio del nord della Puglia, sulle tavole dei grandi chef e che è stato tra i primi a produrre Nero di Troia e a commercializzare pomodori pelati e carciofi sott’olio. «La prima produzione all’insegna del biologico fu un fallimento – ricorda Raffaele. Una resa bassa. La chimica, si sa, fa la sua parte, la natura invece osserva i ritmi del tempo e i suoi sono sicuramente più lenti». Poche uve da commercializzare. Inizia così l’era del vino imbottigliato. Iniziano le fiere e inizia una nuova storia per il Nero di Troia.

È il 1995, invece, quando Raffaele decide di fare il grande salto. È così che per la prima volta Antica Enotria diventa produttrice di pomodori in vasetti. «I primi esperimenti furono tremendi. Seguii il suggerimento di un amico, ma sbagliammo le dosi del sale e i tempi di pastorizzazione. Ricominciammo daccapo, perdendo parte del raccolto».

Oggi nulla è lasciato al caso. C’è un compromesso sano con la natura, ma è l’uomo che detta il tempo della semina che è cadenzata, con un range di una settimana, per far sì che la raccolta e la trasformazione avvengano senza sovrapposizioni tra prodotti. Perché in questo angolo di Puglia si fa tutto a mano. In massimo 30 minuti gli uomini raccolgono i pomodori e li trasportano in azienda dove le donne li selezionano e lavorano. Sono sempre gli uomini a occuparsi della parte finale della lavorazione, fino alla chiusura dei tappi. «Perché ci vuole forza» chiosa Raffaele.

Antica Enotria, pomodori
Antica Enotria, pomodori

 

La bella di cerignola
La bella di cerignola

 

Germogli della Bella di Cerignola
Germogli della Bella di Cerignola

Antica Enotria oggi produce e trasforma pomodori pelati, pomodorini al naturale, carciofi e melanzane sottolio; è ben nota per la Bella di Cerignola, una qualità tipica di olive grandi, croccanti e sapide, un vero piacere per il palato. Antica Enotria è anche vino ed è la storia di una famiglia che oggi celebra il passaggio di consegne tra Raffaele e Luigi il figlio che segue le orme del padre, associando alla tradizione la spinta dell’innovazione e della sperimentazione. «Stiamo lavorando sul pomodorino giallo. Abbiamo provato con quello nero, ma abbiamo abbandonato quest’ultima idea» racconta Luigi che con la moglie Valentina segue lo sviluppo commerciale di un’azienda di famiglia in cui ancora oggi la ricetta dei sottoli resta quella di mamma Antonia Addolorata. E non si discute.

Ingresso azienda
Ingresso azienda

Antica Enotria

Sede operativa: Masseria Contessa Staffa

Sp 65 C.da Risicata

71042 Cerignola (Fg) – Puglia

0885.418462

info@anticaenotria.it

Un commento

  • luigi ramundo

    (8 aprile 2016 - 14:55)

    manca un piccolo particolare: a parlargli di biologico per la prima volta non fu il funzionario della Cassa per il Mezzogiorno, ma il sottoscritto. non vi dico quali furono le reazioni…
    ma sono contento così, va benissimo ugualmente!

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