Rapporto Mediobanca sul vino: le grandi cantine tirano la volata al settore che torna ai livelli pre-crisi

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La cover del rapporto Mediobanca

La legge fredda dei numeri toglie molti versi alle poesie, ma aiuta a rovesciare anche i luoghi comuni. Dal rapporto Mediobanca, emergono alcuni dati molto iteressanti. Primo: il settore è di nuovo in crescita, secondo: le grandi aziende hanno superato la crisi e macinano fatturato e utili.

Ecco le linee guida del rapporto

Fatturato 2012: in aumento del 6,9%, più all’estero (+9,4%) che in Italia (+4,5%); il fatturato
complessivo si porta del 17,1% sopra il livello pre-crisi (2008), quello all’export del 28,9%, quello
nazionale del 7,1%; il 2011 si è chiuso in crescita dell’8,9% sul 2010, più di quanto segnato
dall’industria manifatturiera italiana (+7%), dal settore alimentare nel suo insieme (+6,7%) e
dall’industria delle bevande (+5,5%); anche nel 2011 sono stati più dinamici i mercati esteri (+12,6%) di quelli domestici (+5,6%).
Investimenti tecnici nel 2012: in ripresa del 10%, dopo la forte flessione del 30,1% subìta nel 2011; gli investimenti pubblicitari del settore vinicolo sono in crescita del 6,5% (quelli nazionali sono caduti del 14,1%);
Occupazione nel 2012: in progresso (+2,6%), a fronte della flessione di quella dell’industria in senso stretto (-1,8%); l’aggregato vinicolo ha cumulato tra 2007 e 2011 un incremento dei dipendenti (+1,9%) che contrasta con il downsizing segnato dalle società del settore beverage (-3,6%) e dall’industria manifatturiera italiana nel suo insieme (-5,5%);

Fatturato vino italiano

Imercati esteri nel 2012: l’Unione Europea assorbe il 50,6% delle esportazioni, con un incremento a valore del 10,5%. La seconda area di destinazione è il Nord America (33,2% dell’export, +7,2% sul 2011); Asia ed Australia sono in aumento del 26,1% rispetto al 2011, anche se con peso limitato (4,7% dell’export complessivo); marginale il contributo dell’America Latina (1,3%), mentre il resto del mondo (Africa, Medio Oriente e Paese Europei non UE) si attesta al 10,2% (in calo dell’1,4%);

I top seller nel 2012: si confermano tre gruppi al vertice della graduatoria per fatturato, Cantine Riunite-GIV (514 milioni di fatturato, +3,2% sul 2011), Caviro (283,6 milioni, +14,9%) e la divisione vini della Campari (196,4 milioni, +6,1%); la Fratelli Martini Secondo Luigi a 162,2 milioni (+12,3% sul 2011) si colloca in quarta posizione (era settima nel 2011), sale in quinta posizione (dalla sesta) la cooperativa Mezzacorona a 160,3 milioni (+7,9%); i modesti incrementi di fatturato (tra l’uno ed il due per cento) fanno scendere Cavit dalla quarta (2011) alla sesta (2012) posizione e la Antinori dalla quinta alla settima; tra i primi 25 produttori, la maggiore crescita nel 2012 è segnata dalla Collis Veneto Wine Group (+22,2% sul 2011), seguita dalla Casa Vinicola Botter Carlo & C. (+20,7%) e dalla Cantina Sociale Cooperativa di Soave (+20,2%); altri otto produttori hanno aumentato le vendite del 2012 di oltre il 10%; la maggiore presenza sui mercati esteri è della Casa Vinicola Botter Carlo & C. che vi realizza il 96,4% del proprio fatturato, seguita dalla Fratelli Martini Secondo Luigi al 92,1%, dalla Ruffino al 91,2% e dalla Masi Agricola al 90,8%; altre 11 società realizzano all’estero oltre il 60% del proprio fatturato; Masi Agricola ha segnato nel 2012 la migliore incidenza del risultato netto sul fatturato (16%), davanti al Gruppo Santa Margherita (14,6%) e alla Antinori (14%);

Attese per il 2013: l’87% degli intervistati prevede di non subire un calo delle vendite, ma gli ottimisti (crescita delle vendite superiori al 10%) cadono al 14,5% (erano il 43,8% nel 2012), quota superiore solo al 2009 (8%); solo l’1,4% ha aspettative marcatamente ribassiste (oltre il 5%) per il 2013, contro il 9,3% del 2012; ancor più positive le attese per l’export: il 94% degli intervistati lo prevede in crescita o al più stabile nel 2013 (è stato l’85,6% nel 2012), ma l’intonazione del 2013 permane meno ottimistica di quella del 2012 se si considera che le attese di crescita superiore al 10% cadono dal 47,8% al 28,4% (ancora il valore più basso dopo quello del 2009); per contro, nessun operatore paventa per il 2013 cadute di vendite superiori al 10% (4,5% nel 2012).

Un commento

  • Giuseppe

    (5 aprile 2013 - 11:43)

    L’export cresce, ma al momento il mercato italiano e mi riferisco precisamente al sud i questo memento il mercato non si muove, non ci sono ordini e investmenti.
    speriamo che si sblocchi al più presto

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