Rasott Campi Taurasini Doc 2012 e Taurasi Sant’Eustachio Docg 2008 Azienda Agricola Boccella – Vini vincitori a Radici del Sud 2016


Rasott Irpinia Campi Taurasini 2012 Doc e Taurasi Sant'Eustachio Docg 2008 Boccella

Rasott Irpinia Campi Taurasini 2012 Doc e Taurasi Sant’Eustachio Docg 2008 Boccella

di Enrico Malgi

Beh, allora ditelo che vi piace vincere facile! Ormai è risaputo che i vini rossi della piccola Azienda Agricola Boccella di Castelfranci a Radici del Sud, e non solo, vincono sempre. Il Rasott Irpinia Campi Taurasini Doc 2012 all’edizione 2016 da solo è riuscito a spezzare l’egemonia dell’aglianico salernitano, che ha conquistato tre piazzamenti su quattro, arraffando il primo posto assoluto così come hanno sentenziato i giudici dei Giornalisti. E poi il Taurasi Sant’Eustachio Docg 2008 ha replicato la prima posizione degli anni scorsi. Solo che questa volta la concorrenza è stata più ampia ed agguerrita, perché allargata al Gruppo Misto Vini Rossi del Sud. Anche qui a decretare il successo è stata la giuria dei Giornalisti.

Il Rasott, cioè la vigna di aglianico che si trova sotto il Taurasi, dopo la fermentazione è maturato per dieci mesi tra acciaio e legno e poi è stato affinato in vetro ancora per un anno. Il tasso alcolico raggiunge i quindici gradi. Prezzo favoloso in enoteca sotto i 15,00 euro.

Controetichetta Rasott Irpinia Campi Taurasini Doc 2012 e Taurasi Sant'Eistachio Docg 2008 Boccella

Controetichetta Rasott Irpinia Campi Taurasini Doc 2012 e Taurasi Sant’Eistachio Docg 2008 Boccella

Pregevole la lucentezza rubineggiante nel bicchiere, solo parzialmente screziata da riflessi purpurei. Timbro olfattivo di grande rilevanza, laddove si percepiscono aromi di frutta fresca rossa e nera; gentili profumi floreali; eleganti sussurri vegetali; parvenze speziate d’Oriente; e poi afflati odorosi di muschio, di cuoio, di radici e di mineralità. Palato ampio e voluminoso, in cui s’inseriscono rampanti e veementi vibrazioni tanniche; e poi ancora brividi caldi che avviluppano tutto il cavo orale, ma che per fortuna vengono contrastati da gradevoli sensazioni di fresca acidità che alita in bocca come un venticello primaverile. Sorso esuberante, ma tonico, equilibrato ed armonico. Chiusura su toni lunghi ed appaganti. Un vino che ha ancora molta strada davanti a sé, da condividere con piatti di carne arrosto, salumi e formaggi. Prosit!

Taurasi Sant’Eustachio Docg 2008. Maturazione in legno per un anno e mezzo ed altrettanto in bottiglia. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Similmente al Rasott, anche questo vino non subisce alcun trattamento di chiarifica e di stabilizzazione. Prezzo finale di 25,00 euro ben spesi.

Cosa si può aggiungere ancora di questa etichetta che è diventata ormai un’icona di tutta la viticoltura irpina e campana? E che per singolare privilegio riesce a mettere d’accordo sia la critica (anche quella internazionale come si è visto negli ultimi anni proprio a Radici, dove tutte le giurie che si sono avvicendate hanno espresso sempre unanime parere positivo) e soprattutto i consumatori che poi ne determinano il pieno successo? Si potrebbe parlare delle solite cose, già dette in tante occasioni: colore concentrato, profilo aromatico varietale e gusto perfetto e coinvolgente. Ma è sempre tutto riduttivo. In questi casi c’è solo un consiglio da dare per poter esprimere un proprio giudizio personale: comprarsi la bottiglia, bersela a tavola con amici e familiari, associandola a piatti sostanziosi e poi dopo il pranzo e la bevuta farsi una bella dormita! Si potrebbe anche aspettare qualche tempo prima di stapparla, tanto non fugge mica via e sta lì che aspetta pazientemente il momento adatto per darvi un immenso piacere. Prosit!

 

Sede a Castelfranci (Av) – Contrada Sant’Eustachio
Tel e Fax 0827 72574 – Cell. 338 4979168
[email protected]www.boccellavini.it
Enologo: Fortunato Sebastiano
Ettari vitati: 5 – Bottiglie prodotte: 15.000 – Vitigni: aglianico e fiano