Ratanà a Milano, ma si che va che va

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Chef Cesare Battisti

di Marina Alaimo

Il ristorante Ratanà è uno di quei posti informali e curatissimi allo stesso tempo, che sa far confluire le divergenze di tempi diversi in uno stile unico e armonioso. In effetti questo è un merito che caratterizza le giovani generazioni, che a differenza di quelle che le hanno precedute, hanno il piacere di andare a ricercare le ricette dei propri nonni, i loro racconti anche se con ritmi molto veloci.

La sala

Sono ben graditi inoltre i vecchi arredi, le musiche, gli accessori di abbigliamento che vengono adattati con grande rispetto alle proprie esigenze e al proprio gusto. Già la scelta del locale è singolare e ben centrata, è una vecchio casello ferroviario dei primi del novecento nel nuovo quartiere Porta Garibaldi, restaurato con la dovuta attenzione. Entrando l’idea dell’allegria e della leggerezza sono immediate. L’alternanza dei tempi diversi è nell’aspetto retrò della struttura esterna del casello ferroviario, mentre una volta entrati l’atmosfera e lo stile della sala sono estremamente giovanili e divertenti.

Nel menù prevalgono piatti della tradizione milanese e lombarda, con qualche proposta molto attuale.

Appetizer yogurt greco e rape rosse

Bottiglie di vino sono un po’ ovunque a confermare la grande passione del giovane Danilo Ingannamorte che ha ideato una carta dei vini molto intrigante, nella quale è ben percepibile l’occhio acuto di un buon eno viaggiatore, capace di scegliere con sicurezza le etichette, mai banali e mai proposte a prezzi imbarazzanti.

Le Mont Sec 2010 Domaine Huet Vouvray

 

Okonomierat Rebholz Riesling 2009

 

Chambolle Musigny 2008

Dalla buca che spunta tra le gli scaffali colmi di bottiglie, si agita la sagoma di Cesare Battisti, anche lui di personalità giovane e vivace, che in controtendenza alle abitudini comuni nei ristoranti odierni, distribuisce nei piatti porzioni generose. Anche in sala il personale è giovane ed offre un servizio apparentemente informale, ma comunque attento e puntuale.

Lo stile degli arredi e quello di lavoro fa molto bistrot: è possibile consumare anche oltre gli orari di pranzo e cena, dalle ore 12,30 alle 15, e dalle 18,30 alle 24. Negli orari fuori quelli dei pasti canonici sono proposti i rubbit, in milanese “piccole cose di pregio”, degli assaggi ai quali abbinare un bicchiere di vino.

i formaggi

Per la pausa pranzo, oltre al menù a la carte, è possibile scegliere lo “schisceta”, un menù a 19 €. Ma comunque un pasto completo oscilla dai 35 ai 50 €. E considerando le porzioni generose dei piatti, ci si ferma presto. Il cartoccio mondeghini con le polpettine di lesso è un buon modo per cominciare.

Cartoccio Mondeghini Polpette di lesso

Delicato e divertente il carpaccio di trota.

Carpaccio di trota

Imperdibile il risotto alla milanese con ossobuco, fatto come Dio comanda.

Risotto alla milanese con ossobuco

Ricco e gustoso il cotechino con purè di patate.

Cotechino con purè di patate
In sala

Per chi predilige gusti vegetariani c’è la purea di radici fresche e croccanti e olio di zucca.

Purea di radici fresche e croccanti e olio di zucca

E torna in pieno stile la cucina della nonna con la crema di zabaione servita nelle ciotole retrò.

Crema di zabaione

Il ristorante è chiuso il lunedì tutta la giornata ed il sabato solo a pranzo.
Ha sede in via de Castilla 28 Milano. Tel. 0287128855
info@ratana.it
   www.ratana.it  sul sito è possibile consultare il menù e la carta dei vini.

6 commenti

  • maria romano

    (2 maggio 2013 - 09:49)

    Ci ho mangiato un risotto buonissimo

    • Marina Acino Ebbro

      (2 maggio 2013 - 09:56)

      Maria anch’io ho mangiato bene, ovviamente faceva freddo era febbraio. Ma sopratutto ho bevuto benissimo e avrei voluto continuare a far scorrere il dito sulla carta dei vini.

  • Emilia

    (2 maggio 2013 - 09:53)

    “Rubitt” e “rubbit”, buffo refuso. Robette. (che buone)

  • Emilia

    (2 maggio 2013 - 10:04)

    e la “schiscèta” è femminile.

    • andrea "Pepe Carvalho" pignataro

      (2 maggio 2013 - 10:34)

      però le menu (o il menù) è maschile, e quindi l’articolo è ben accordato! :-)

  • Corrado

    (4 maggio 2013 - 10:33)

    Ottimo posto, per cucina, vini e ambiente.
    Uno dei migliori tra i milanesi di nuova generazione

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