Ravello, Confalone dell’Hotel Palumbo

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Via San Giovanni del Toro
Tel. 089.857244
Sempre aperto
Ferie da ottobre ad aprile

Sotto la volta settecentesca affrescata, tra dipinti di scuola caravaggesca e una corte moresca con archi e colonne romane, dopo l’aperitivo in terrazza affacciata sulla costa di Ravello, la bellezza del mondo si coglie come pura gioia di esserci. Nel maestoso Palazzo Confalone, che da 125 anni appartiene alla famiglia Palumbo, il godimento estetico sposa quello enogastronomico per precisa volontà di Marco Vuilleumier, quarta generazione di un felice connubio svizzero-campano, più padrone di casa che general manager, e di uno chef trentenne di grande talento espressivo, Antonio Sorrentino, che sta radicalmente trasformando la fisionomia del ristorante d’hotel. Sapori veri di territorio e una mano artistica che ha preso il meglio da un maestro, Gualtiero Marchesi, senza mai tradire la mediterraneità dei luoghi. Quasi superfluo elencare i grandi che qui hanno lasciato il cuore. Re e regine, musicisti come Grieg e Strawinsky, scrittori come D.H.Lawrence e Andrè Gide, star del passato come Humphrey Bogart e Jennifer Jones (che nella hall del Palumbo girarono un film diretto da John Huston) e del presente come Brad Pitt e Angelina Jolie qui sono stati accolti con la signorile affabilità di una casa aristocratica. Così è anche il ristorante Confalone, dove tutto viene controllato con severità e rara passione dal giovane hotel manager Paolo Benivento. I piatti del Confalone sono estremi nella loro armoniosa semplicità. Si apre con un tonno di Cetara appena scottato, con peperoncini verdi e pesto di olive e capperi. Il filetto di spigola viene affumicato in casa con legno di ciliegio. Leggerissima la frittura di razza e carciofi, ma se ce la fate scegliete l’esplosivo Gran Fritto di crostacei e verdure. Sorprendenti le paste fresche, a partire dai ravioli di patate farciti con scarola e mozzarella di bufala alla pasta con totanetti e pesto di peperoncini verdi. Sorrentino, in versione invernale, si esercita molto bene anche sui piatti di carne: le tagliate, il carpaccio di bufalo con sedano e provolone di Sorrento, il filetto di maialino in crosta di verza. Il recente ingresso nella brigata di un eccellente maestro pasticciere di origine siciliana, Alessandro Scialabba, suggerisce dolci scorribande lungo tutta la penisola: straordinarie le sette tipologie di variazioni al cioccolato, magnifiche le crepes con crema e amarena e salsa al rhum. Al Confalone dell’Hotel Palumbo anche il vino non è un corollario. La storica cantina di famiglia Episcopio ha un secolo e mezzo e la tradizione oggi si rinnova con nuove acquisizioni di terreni selezionati con uve autoctone. Ma la carta comprende cinquecento etichette.
Santa Di Salvo