RediMore 2008 Irpinia Aglianico doc. Chi riposa è perduto

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Piero Mastroberardino

MASTROBERARDINO

Uva: aglianico
Fascia di prezzo: da 5  a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno


Stare inoperoso all’ombra dei meriti acquistati o accontentandosi delle glorie passate. Se sfogliate un dizionario, è questo quello che leggerete per “riposare, sedersi, dormire sugli allori”. Il riferimento è al fatto che con l’alloro, acconciato in ghirlanda, si cingeva il capo degli eroi e dei dotti nel mondo antico. Nella Roma Imperiale, questo onore era tributato ai generali trionfatori. In letteratura ai sommi poeti. Di corone, insomma, sono piene le pagine della storia.
Ma guadagnare una corona è decisamente più facile che tenersela calcata in testa nel tempo.
Il RediMore, cavaliere irpino dal mantello rubino, dal 2008 contribuisce a questo obbiettivo con gli altri soldati, di vario ordine e grado, allignati nelle schiere dell’armata Mastroberardino.
E’ sempre antipatico, si, ma merita, il parallelo militaresco – veicolo di un’immagine di forza, determinazione e instancabilità – l’azienda di Atripalda. Diciamola tutta: la sua avanzata nel mondo del vino è stata costante, capillare e benefica per l’intera regione Campania per l’aver acceso, sui campi di battaglia della competizione mondiale, i riflettori su parole ancora in parte sconosciute come “Irpinia”, “Greco di Tufo” e “Aglianico” .
La recentissima attenzione dedicata, dalle pagine del New York Times dalla popolarissima penna del vino Jancis Robinson, al Fiano More Maiorum e il suo riferimento all’Irpinia come a una zona collinare a est di Napoli, a mio avviso, rende bene l’idea di come la presenza di riferimenti forti, di aziende trainanti come questa, sul territorio campano, è stato, ed è, importante per guadagnare consensi sulla piazza internazionale. Il tutto richiede, però, che non si debba mai pensare di essere arrivati, di poter oziare in funzione dei propri meriti. Mastroberardino mostra di averlo capito, questo, portando avanti una strategia (parola troppo spesso assente dal vocabolario del Sud) precisa e a volte di spietata determinazione. Una strategia nella quale la ricerca di soluzioni nuove è rimasta centrale.
Il caso del RediMore è esemplificativo. Questo aglianico in purezza proviene dai terreni della azienda nell’agro di Mirabella Eclano (400 metri sul livello del mare), lì dove sono concentrati i 65 ettari di campi sperimentali di Mastroberardino e dove sorge il resort Radici con il suo ristorante “Mora Bianca”. Alcuni anni fa i tecnici e agronomi individuarono un ceppo di aglianico molto antico, intorno ai cento anni, e lo sottoposero a selezione clonale. Oggi, a distanza di sette anni, individuato il “biotipo Mastroberardino”, le uve frutto di quel lavoro finiscono etichettate in 10000 bottiglie, la prima della quali uscita nel 2008.
Il Re More di questo millesimo, in commercio ora, con il suo tratto gusto – olfattivo deciso è il testimone di una ricerca che non ammette pause. Il naso è intenso e giocato sui toni della frutta matura e del sottobosco; mentre la bocca ricerca, coerentemente con la linea generale della azienda, la bevibilità. E’ un vino ampio, che ha la capacità di carezzare il palato con note di speziatura non invadenti e con una pienezza di bocca che ne fa un perfetto compagno per una cucina ricca, di impronta tradizionale. Un vino concettualmente semplice di estrazione dove il passaggio in barrique per 12 mesi non appesantiscono la beva.
Il bicchiere, dai tannini gentili, resta non concentrato, piuttosto agile e, sostenuto da una acidità e mineralità che fa sperare in una vecchiaia serena del cavaliere raffigurato in etichetta, cavaliere che l’azienda dice di essere il fratello della falanghina “Mora Bianca” e che con lei ricorda che il ricorrere delle “more” nella comunicazione di Mastroberardino non è un modo accattivante di giocare con la frutta, fuori e dentro il bicchiere, ma l’evocazione di qualcosa che ha assolutamente radici nella terra: una pianta di more nelle Terre di Mirabella.

Questa scheda è di Monica Piscitelli

Sede a Atripalda, via Manfredi 75-81. Tel. 0825.614111, fax 0825.611431. www.mastroberardino.com . Ettari: 150 di proprietà e 150 in conduzione. Bottiglie prodotte: 2.400.000 Vitigni: aglianico, piedirosso, fiano, greco, coda di volpe, falanghina.

4 commenti

  • felice

    (9 ottobre 2010 - 10:50)

    OTTIMO VINO BRAVI SEMPRE COSI

  • Alessandro Marra

    (9 ottobre 2010 - 14:41)

    Curioso di assaggiarlo…
    E comunque hai ragione, Monica: “guadagnare una corona è decisamente più facile che tenersela calcata in testa nel tempo”…

  • gregorio

    (9 ottobre 2010 - 15:52)

    Ottimo, grande vino, almeno di fama, e con un solo grande difetto: non si trova, e se lo dovessi trovare dubito di trovarlo a 5-10 euro. Che sarebbe pure una forchetta a cui porre rimedio, il range è il 100%, inaccettabile ovunque

  • Giulio Cantatore

    (9 ottobre 2010 - 17:55)

    Da pochi giorni l’abbiamo in carta,confermo vino ben fatto e nonostante i 14 di alcool si lascia bere con grande facilità.

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