Report e la pizza bruciata: quattro coincidenze non fanno una prova ma danno una certezza

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l’incredulità di San Tommaso

di Giustino Catalano

Cosa legherà mai San Tommaso con Amleto?

Il dubbio. Lo scetticismo sull’umanità e sull’uomo. E già perché il mondo è strano, davvero strano!

Decine di coincidenze lo affollano, decine di casualità lo colpiscono. Siamo figli del Big Bang generato dal grande caos primordiale e da quello ripartiamo anche nei fatti più piccoli, più insignificanti.

Milena Gabanelli: dopo il caffè, la pizza

 

Ieri Report ha fatto riaffiorare in me questa mia indole indomabile e mi sono arrovelato sino a stamani nei dubbi e nelle conferme.

Ma li condividerò con voi in maniera sintetica facendo porre la domanda ad Amleto e la risposta a San Tommaso che albergano in me.

1. Amleto: Perché fare una puntata sulla pizza per parlare della dannosità delle farine raffinate e non farla sulle merendine del Mulino Bianco, del Panettone Motta o Bauli, della Pasta Barilla ad esempio?

San Tommaso: Perché benchè usino farine raffinate fanno tanta pubblicità sulla rete e sulla Rai e quindi……

Vincenzo Pagano a Report

2. Amleto: Perché fare una puntata chiamando un esperto in luogo di tanti altri per la valutazione di un focaccione inguardabile?

San Tommaso: Perché forse la moglie lavora in una delle trasmissioni che vanno in onda sulla stessa rete (ho detto forse)..magari..la butto lì a caso..Ballarò…ma non sono sicuro..io non sono mai sicuro..devo verificare su wikipedia sotto il suo nome…

3. Amleto: Perché fare una puntata chiamando un esperto veneto per parlare dei danni delle farine 00 (raffinate) e non chiamarne uno proveniente da un’altra regione d’Italia, magari il Lazio o Roma dove ha sede la RAI e ve ne sono una caterva. O l’Istituto Zooprofilattico di Portici in Campania che lavora sul campo?

San Tommaso: Perché forse (ho detto forse) fa lezioni in una scuola di una azienda che delle farine integrali ne ha fatto una bandiera e un elemento di marketing

4. Amleto: Perché fare una puntata parlando male del forno al legna collegandolo a rischi seri per la salute e valorizzare il forno elettrico?

San Tommaso: Perché forse (ho detto forse) nel Nord Italia per motivi dettati da Leggi locali e per un indotto sul legname da forno per pizze quasi del tutto inesistente i forni elettrici si piazzano meglio e anche e solo i pizzaioli di scuola napoletana sanno gestirlo.

Dubbi irrisolti, dubbi che continueranno a girarmi per la testa per sempre. Certo è che ieri sera si è svolta la saga dell’approssimazione e delle cose non dette.

Da un lato pizzaioli che non sapevano nemmeno cosa fosse la farina 00 dall’altro analisi svolte solo sulla bruciacchiatura e non sull’intero prodotto come di regola si fa.

Il cartone dell’asporto
Da un altro interviste (Massimo Di Porzio) tagliate ad arte e mestiere per far dire cosa non si è detto, dall’altro Maria Rosaria Milani – Istituto Superiore della Sanità che asserisce che il cartone della pizza deve essere “100% di fibra vergine ossia di materia di primo impiego”, soggiungendo che è illegale se non è così e va denunziata ai NAS..ora io trovo più illegale che una persona pagata da noi tutti non conosca il proprio lavoro e le normative che fa applicare. Non l’ascoltate o a seguito di denunzia pagherete un considerevole risarcimento dei danni.
Leggete qui: “Art. 27. Le carte e i cartoni disciplinati dal presente decreto possono da soli o accoppiati tra di loro o con altri materiali, o trasformati in imballaggi, essere adoperati a contatto diretto degli alimenti quando, fabbricati secondo buona tecnica industriale, rispondano alle seguenti caratteristiche:

a) nel caso di imballaggi per alimenti per i quali siano previste prove di migrazione: siano costituiti da almeno il 75
per cento di materie fibrose, al massimo il 10 per cento di sostanze di carica, al massimo il 15 per cento di sostanze
ausiliarie;

b) nel caso di imballaggi per alimenti per i quali non sono previste prove di migrazione: siano costituiti da almeno il 60 per cento di materie fibrose, al massimo il 25 per cento di sostanze di carica, al massimo il 15 per cento di sostanze ausiliarie .
Tutte le percentuali suddette, si intendono riferite alla sostanza secca.
E’ ammessa la presenza, in quantità di tracce, secondo buona tecnica industriale, di coadiuvanti tecnologici di
lavorazione con funzione di reattivi, agenti di dispersione, flottazione e drenaggio, agenti antischiuma e antilimo.
Le materie fibrose, le sostanze di carica, le sostanze ausiliarie, i coadiuvanti tecnologici di lavorazione che possono
essere impiegati ai sensi dei commi precedenti del presente articolo sono indicati nella sezione 4 dell’Allegato II.

(DM 21/3/1973 e succ. modificazioni e integrazioni)

Potrei continuare ma mi fermo..credo i dubbi siano già troppi e le domande sempre più. Però un consiglio alla Gabanelli me lo sento di darlo. Cambia Autore perché è incapace di costruire qualcosa che regga e che sia almeno schermato e prova a parlare della Nutella con un bel puntatone “stracciamutande”!!!

Bernardo Iovene

Dai su fattela con chi è bello grosso e potente. Lascia stare il nostro piccolo pizzaiolo che almeno la pizza la fa con amore per vedere la soddisfazione sulla faccia della gente.

E poi, che stupidi quelli di Slow Food a dare spazio alla pizza napoletana a Terra madre o a Gastronomika ad accogliere Coccia, Piccirillo della Masardona, Cinque di Pizza a Metro:-)

29 commenti

  • Roberto Venezi

    (7 ottobre 2014 - 10:19)

    Tutto perfetto e convincente , ma Coccia non mette l’olio di semi sulla pizza , anche a me il servizio di Iovene desta più di un sospetto ma non si può negare che insieme all’indignazione per l’attacco mediatico scientificamente mirato , bisogna che chi è deputato a farlo, punti la lente di ingrandimento allo stesso modo anche sugli scorretti , sui cialtroni e sugli ignoranti !!

  • Massimo Pastore

    (7 ottobre 2014 - 10:23)

    REPORT è una trasmissione di merda (ops! scusate il francesismo). Lo dico da sempre, non solo da ora che in modo inqualificabile ha attaccato la pizza verace napoletana. Così come tante altre trasmissioni sedicenti di informazione, casualmente tutte presenti sulla stessa rete pubblica, precostituiscono già la sentenza che vogliono raggiungere e conducono i giochi per dimostrare l’indimostrabile. Il tutto senza mai avere un serio contraddittorio e, quelle rare volte che vogliono far apparire un pò di serietà, intervistano a modo loro quelli a loro sfavore, non facendoli parlare, tagliando le interviste, montandole ad arte, ecc., ecc. E noi paghiamo il canone!

    • Sanfedista

      (9 ottobre 2014 - 16:40)

      Bravissimo!
      Condivido in pieno

  • mariateresa

    (7 ottobre 2014 - 10:24)

    e di cosa ci meravigliamo!!!!!! questa estate mi stava venendo un colpo quando in una scuola d’inglese a Malta durante una lezione “di inglese” l’insegnante ha messo la pizza nell’elenco dei cibi spazzatura dei fast food. Inutile dire che quella che loro chiamano pizza è una schifezza industriale prodotta in chi sa quale posto del mondo, scongelata al momento nel microonde

  • Giustino Catalano

    (7 ottobre 2014 - 10:33)

    Roberto Venezi guardi che Coccia (nessuno dei due!) non usa olio di semi ma extravergine di oliva. Si faccia un giro e verifichi. Il bello da noi è che la pizza è fatta a vista e non in un antro nascosto come spesso accade al nord.

  • dario

    (7 ottobre 2014 - 10:56)

    Sono rimasto offeso e sconvolto dalla trasmissione, ma devo dire che le cose che si sono dette, erano vere. Specialmente per quanto riguarda il bruciato sotto le pizze. Sarebbe ora che le pizzerie prendessero dei seri provvedimenti. Per il resto è tutto discutibile, Come si è già detto, la questione farine. La doppio zero è stata sempre la migliore farina, venduta più cara, e ci dicono che sia dannosa. Allora giustamente, facciamo una bella trasmissione su Barilla e Ferrero e parliamo non solo delle farine ma anche di miglioratori ed enzimi che non vanno indicati in etichetta, e dei grassi che usano anche se non idrogenati.
    Viva la pizza napoletana.
    Io restringerei un eventuale consorzio alla sola Napoli e provincia. Chi vuole la vera pizza deve venire da noi a Napoli!

  • Carmine

    (7 ottobre 2014 - 11:15)

    Un po di dubbi anche a me sono venuti,tu Giustino, con fare cortese, ti poni delle domande e le condividi con noi.Al tuo ragionamento, che condivido pelo pelo, pur essendo un agnostico incallito, vorrei aggiungere il mio:la mozzarella di bufala dop, è il prodotto più controllato in assoluto, consorzio, laboratori tedeschi, università, ci certificano ,giorno per giorno, la sua immensa eccellenza.va da se che è un prodotto NON REPLICABILE altrove. Il pomodoro San Marzano dop, da Agrigenus a Solania, invade con costanza promettente le nostre pizzerie. Sfornare una pizza con questo pelato, per chi non l’ha mai assaggiata, è un delirio del palato,in più sulla pizza ne basta la metà di un altro onesto pelato.Anche il san marzano dop NON E’ REPLICABILE altrove.Tralascio le farine e gli olii extravergine(le nostre 5 dop svolgono con eccellenza il loro lavoro sulle pizze.Pizzaiuoli e fornari, forni a legna e affini, NON SONO REPLICABILI altrove.La PIZZA NAPOLETANA,per sillogismo, è un fenomeno dunque NON REPLICABILE altrove,ovvero la gdo professionale(pacfodd,marr, per fare l’esempio)non PUO’ DISTRIBUIRE i prodotti per la pizza napoletana(tranne le farine e qualche onesto pelato), e con gli indicatori economici che le pizzerie in Campania offrono, a fronte del calo dei fatturati generali registrati nella ristorazione classica, fornire le pizzerie significa riequilibrare bilanci e utili.Ma se non posso distribuire la pizza napoletano allora te la distruggo veicolando il messaggio che questa è dannosa zozza e scadente mentre se mangi la pizza con pomodoro scadente anonimi e comunitari extravergini e filati di latte di gnu’ allora rimani in salute e loro possono tranquillamente distribuire il prodotto in tutta italia.al netto di tutte le “PUTTANATE” metascientifiche(più in la posterò sui furani sulle loro concentrazioni e l’effetto della pirolisi che su essi produce) sostenute nella puntata , della anonima faccia di un “assaggiatore esperto”,e di “agguati” agli intervistati(figurati se post gli hanno fatto vedere il montaggio delle loro interviste)e qualche nepotismo che “forse” esiste sempre,in Campania , ma già da anni, la cultura sulla pizza spinge e si eleva verso l’eccellenza assoluta, ovvero da dentro siamo oramai tutti che miglioriamo la pizza napoletana giorno per giorno.
    Rassegnatevi dunque e nello frattempo fate servizi un po più seri.

    • Sanfedista

      (9 ottobre 2014 - 16:42)

      La “VERA” pizza napoletana si dovrebbe fare con il fior di latte e non con la mozzarella di bufala, del tutto inadatta

  • sara

    (7 ottobre 2014 - 12:27)

    Veramente nel servizio si sostiene che il cartone fatto con materiali riciclati è illegale in italia. Non che sono illegali tutti i cartoni che non sono al 100% cellulosa come si scrive qui.

  • antonio

    (7 ottobre 2014 - 12:43)

    Innanzitutto voglio cominciare ringrazia do Luciano Pignataro per quanto fatto, essendo pasticcere posso elencare in sacco di cose che tutti mangiano e bevono ogni giorno e che fanno un male esagerato alla salute… cominciamo con i migliorativi che sono enzimi i quali aiutano la farina a non collassare sotto la lievitazione se la farina non é di buona qualità ,i grassi vegetali le margarina i grassi saturi che sono presenti in tutte le merendine sapete cosa fanno nel nostro corpo? Non vengono digeriti se ne vanno a spasso nel nostro sangue accumulando così colesterolo rischio di infarto etc etc. Acidi e aromi chimici che ci rosoni da dentro pian piano ragazzi sveglia meglio una merenda fatta male dalla mamma che una merendina da scaffale

    • Sanfedista

      (9 ottobre 2014 - 16:44)

      La merendina più salubre è ‘na bbella fella ‘e pane cafone co’ l’uoglio extra vergine e ‘na puntenella ‘e sale!

  • Nisi Licia

    (7 ottobre 2014 - 12:53)

    Report è il classico specchietto per le allodole……….la TV di Stato connivente ha creato un programma di denuncia!!!
    Denuncia de che………..per restare in tema è solo aria fritta, non serve a niente e vuol far credere ai purtroppo tanti che che lo vedono che questa è la tv utile…….(all’audience e agli introiti pubblicitari). e pensare che la Gabbanelli abbiamo rischiato di averla Presidente………
    P.S.: citatemi un servizio che è servito a cambiare qualcosa in questo nostro paese.

  • Paolo Magliulo

    (7 ottobre 2014 - 13:05)

    Sinceramente un po di autocritica da parte della Nostra categoria di pizzaioli va fatta!!
    Da un forno ben curato escono pizze più buone e salutari ,questa è la verità!!
    W La Pizza W L’Italia

    • Sanfedista

      (9 ottobre 2014 - 16:46)

      Nè Paolo ma che ci azzecca l’Italia? Scrivimmo: W la pizza e W Napoli o meglio W il Regno delle Due Sicilie

  • FRANCESCA

    (7 ottobre 2014 - 13:15)

    Probabile che ua puntata su qualche marchio famoso possa anche portare piu acqual al mulino di report…. anche se a memoria ricordo che già fecero qualcosa, ma non è questo….. credo invece che sia stata una puntata interessante, io da utente non sono stata colpita dai pizzettai che usano strade “alternative”…ma l’atteggiamento del Signore di cui non ricordo il nome dell’associazione, che sicuramente fara pagare delle quote agli associati, ma senza svolgere un reale ruolo… tranne quello di certificare l’incertificabile… il fenomeno dell’immondizia venduta nelle città d’arte, esempio di venezia, ma a Roma se è possibile anche peggio esiste… ma allora… mai denunciare?… LA PIZZA è UNO DEGLI ALIMENTI PIU SEMPLICI E NATURALI… E LA DOBBIAMO LASCIARE IMPASTO a questi pirati ?…. BENE IL SERVIZIO DELLA GABANELLI E COLLABORATORI…e basta con questi dubbi si mogli, interessi ecc… perchè ovunque ci sarebbero…

    • pietro

      (8 ottobre 2014 - 22:58)

      giusto fecero una puntata sul caffè se non sbaglio e sulla pasta divella fatta col grano cinese (per i 2/3). Poi fare questi articoli con san tommaso e l’amleto del cavolo non serve a nulla: puoi dire cavolate senza dimostrare un bel niente!! l’articolo dice e non dice…vorrei dire poi che l’articolo 27 riportato è solo parte di un decreto dove si parla della conservazione di cibi freddi e/o secchi e non caldi e unti come la pizza…ultima cosa: dire che la bruciatura fa male ma bisogna analizzare tutta la pizza è una cazzata:anche il fumo dei termovalorizzatori allora fa benissimo, se si escludono quelle piccoli parti per milione di metalli pesanti!!!!ciao

  • andrea

    (7 ottobre 2014 - 14:22)

    Ci vorrebbe una dose di onestà intellettuale che mal si sposa con il corporativismo, classico italiano, che anche i pizzaioli stanno dimostrando.
    E’ vero che il forno pulito è meglio, che senza fumo è meglio, ma va bene lo stesso!!!… tipico italiano

  • Ettore F

    (7 ottobre 2014 - 15:27)

    In questo articolo molte ilazioni pochi fatti. Alla calunnia si risponde con la verità non con le chiacchiere da bar.
    Al nord si usano soprattutto forni elettrici? Direi proprio il contrario al nord le pizzerie o sono con il forno a legna o non sono considerate buone. Forse solo in veneto ma il veneto non accomuna tutto il nord italia.
    “Al nord non si trova la legna per i forni” Ma stiamo scherzando?
    Report ha detto che la pizza bruciata è cancerogena. Ha detto una cosa ovvia. Ha mostrato le false pizzerie a venezia. E non mi sembra che Venezia sia Campania.
    Quindi finiamola con queste sceneggiate vittimistiche che sfiorano il ridicolo.
    Io faccio una proposta visto che in AVPN entra chiunque, si fissino dei criteri di selezione un pò meno laschi e ogni tanto buttiamo fuori chi non è all’ altezza se no non si è credibili.

  • nicola ciccarelli

    (7 ottobre 2014 - 17:25)

    ma cosa state difendendo? il giornalista dell’inchiesta è Bernardo Iovine, di origine aversana, è sono certo che l’ultima cosa che vuole è affossare la pizza napoletana a favore di non si è capito bene quale altra pseudo pizza. Perchè invece di prendere posizione per fede (che già di fede ce ne sono tante in giro e nessuna è mai proficua) non si prende lo spunto per informarsi. Certo i danni da farine raffinate riguardano tutto il comparto, pane, pasta, biscotti, dolci vari, ecc.., ma questo non significa che i danni sono meno reali. Questa munnezza che oggi spacciano per farina deriva da grani modificati geneticamente dove il livello di glutine è portato alle stelle così i pizzaioli si divertono a far roteare le pizze i pastaioli si atteggiano che la loro pasta non scuoce, i pasticcieri son contenti di poter sparare lievito chimico, i panettieri non hanno difficoltà a far crescere le bollicine nel pane, insomma son tutti contenti fatto salvo la salute dei consumatori. Questa specie di colla si attacca all’intestino e ne distrugge i villi che dovrebbero assorbire i nutrimenti, ne conseguono gonfiori, mal di pancia se non le sempre più diffuse intolleranze. Cosa altro ha detto di male? ah già che mangiare gli idrocarburi che si formano dalla farina bruciata fa male, e qual’è la scoperta? Oppure che l’olio che viene utilizzato è della peggiore qualità, per non parlare del pomodoro e della pseudo-mozzarella utilizzata. Ma cosa vogliamo difendere’ se proprio ci teniamo allora difendiamo quei 3-4 artigiani della pizza che scelgono i loro prodotti, che curano la lavorazione e che tengono a cuore la salute di chi gli porta denaro. Fermo restando che sono d’accordo sul fatto che andrebbe divulgato anche quanto siano velenosi tutte quelle schifezze del mulino bianco e similari.

    • Fabrizio Scarpato

      (7 ottobre 2014 - 18:02)

      ehm.. mancano le scie chimiche…

  • carmine

    (7 ottobre 2014 - 20:18)

    …bisognerebbe organizzare un vaffaglutine day…magari dopo il permesso della monsanto del congresso internazionale dei gastroenterologi..e ovviamente le scie chimiche

  • Maria Luisa

    (7 ottobre 2014 - 23:02)

    ma se si fa una trasmissione d’inchiesta dove si va? si va dove si fa una pizza rappresentativa! E io che abito ai Castelli Romani vi assicuro che la pizza ho imparato a farla a casa, con poco lievito o con lievito madre, con le farine che mi pare, integrale etc… capisco che a Napoli siete abituati bene – anche con le farine pessime, siete bravissimi a fare la pizza – ma al di fuori della Campania, quanto impiegate a trovare una pizzeria decente? Le ultime due esperienze di pizza mangiata fuori ho dovuto prendere un digestivo e la pancia era gonfissima. Un imbarazzo tale da trascorrere metà della notte sveglia. L’olio poi, in una delle due esperienze, sembrava rancido, terribile. Quindi di cosa stiamo a parlare? Ben vengano le trasmissioni di denuncia, apriamo gli occhi, e occupiamoci poi di premiare solo i migliori – e li conoscono tutti – quanto al bruciato… non credo dovesse arrivare la Gabanelli per dire che fa male! Ne sento parlare da almeno 30 anni. Evitiamo di fare i permalosi e guardiamo in faccia la realtà!

  • Andrea

    (8 ottobre 2014 - 00:13)

    Sarà effetto placebo, ma a me la pizza fatta con forno a legna piace di più. E anche se ci sono dei pezzi di crosta livemente bruciacchiati, li ho sempre tolti.
    Per il resto, posso solo commentare che è stato un servizio molto triste. Seriamente, qualcosa di cui le Iene, ma non report doveva/poteva occuparsi.

  • ANTONIO

    (8 ottobre 2014 - 12:34)

    La Barilla mi certifica la sua schifezza, e so bene cosa mangio, tutti lo sappiamo. Sappiamo quanto è più buono il dolce della nonna rispetto a tutti i dolci venduti nei supermercati e nei negozi, perchè so gli ingredienti che usa e se non sono uno che vuole farsi del male non procuro alla nonna prodotti avariati e nocivi per la mia salute. Mi chiedo, quanti di noi sapevano tutto quello che Report ci ha detto, anche se alcune cose sono scontate, il bruciato è cancerogeno,come pure la carta riciclata dà problemi alla salute, ecc…, rendiamoci conto, Napoli capitale mondiale della pizza risulta surclassata dai Tedeschi nella produzione di pizza surgelata, l’Italia Nazione della pizza si ritrova a casa sua pizzaioli inesperti che in alcuni casi mettono a rischio la salute delle persone con olii scadenti e rancidi. Io sono inorridito quando ho sentito un pizzaiolo che condisce la sua pizza con l’olio di sansa!!!…. ma sappiamo che cos’è l’olio di sansa?.. sono rimasto stupito, ancora, quando ho scoperto che in Campania ci sono terreni non coltivati nella zona della DOP San Marzano, ancora di più rimango stupito quando un giornalista meridionale cerca di fare informazione per quello che può, facendo anche pulizia a casa sua, e gli si dà contro. Perchè, invece di sprecare parole inutili, non si coglie l’occasione per fare mea culpa sugli errori e stimolare ulteriormente la produzione e la tutela di un prodotto di per sè già ottimo, ma che improvvisatori e cialtroni mettono in cattiva luce. Sappiamo molto bene come, spesso, in mancanza di una cultura alimentare, che a Napoli non manca, disperati dell’ultim’ora si improvvisano pizzaioli. La cosa più semplice, in una società in cui la cultura dell’alimentazione nelle nuove generazioni è carente, è spacciare porcheria che riempie sola la pancia. Certo è che Report, che non possiamo dire che è una trasmissione totalmente supina ai grandi poteri, poteva anche occuparsi di altro, ma se si è impegnata a mettere in evidenza quello che molti non sanno è perchè avrà qualche interesse anche lei nella pizza?Quale?.. (concedetemelo) quella fatta a pezzi come pezze, forse con qualche pizzo e soprattutto che non puzza, che non è in fondo a un pozzo fatta da un pazzo… ecc… sdrammatizziamo, ma sempre più ci ritorna sia l’immagine sia quello che vi è dietro di un’Italia messa male e facciamo poco per raddrizzarla, o ci eclissiamo aspettando il miracolo o urliamo nella confusione e nessuno ci ascolta.

  • RODOLFO ROMANO

    (8 ottobre 2014 - 21:34)

    LA MIGLIOR RISPOSTA A UNA OFFESA E’ LA RISPOSTA CON I FATTI.
    Vorrei proporre una puntata sui prodotti alimentari venduti dai discount , ci sarebbe tantissimo da parlare ,, perché non apriamo una discussione .Magari chiediamo il parere alla signora della RAI che ci tiene tanto alla salute. La pizza forse risulterà il il male minore.

  • westser

    (9 ottobre 2014 - 20:27)

    Probabilmente sospettavi di dire tante fregnacce per questo hai usato quintali di”FORSE”. Forse.
    Al nord siamo pieni di forni a legna, tutte le migliori pizzerie lo usano. Il problama focale della trasmissione era la cancerosità dei residui di combustione (cosa che sanno anche i bambini) e che è associata spesso alle grigliate (le merendine del mulino bianco ne sono prive). Sulle farine 00 (quelle raffinate insomma) che non sono le più salutari te lo avrebbe confermato anche un dietologo marocchino. È infantile nascondersi dietro dietrologie pacchiane di quarta categoria.

  • Lanterno

    (10 ottobre 2014 - 20:29)

    Eh già, perchè noi a nord siamo scemi e non sappiamo usare i forni a legna, ampiamente diffusi nel caso non avesse mai fatto un salto nelle nostre terre “barbare”. Ancora, perchè a nord non abbiamo mica le foreste da dove si prende gran parte della legna di faggio per la pizza. Ancora, nel nord nessuno fabbrica e vende forni a legna… Ma piantatela di fare le vittime: report ha fatto anche decine di servizi sulla moda milanese, in particolare su Armani e D&G, ma non avete certo sentito tutte ste lamentele, ne i milanesi l’hanno presa come un attacco personale.

  • rosa

    (25 ottobre 2014 - 14:31)

    Sono anni che non seguo più Report, perché i dubbi riportati nel testo sopra io li ho avuti precedentemente in occasione di altre puntate su argomenti che conosco molto bene. Infatti ho riscontrato la stessa numerosa serie di imprecisioni, forzature ed omissioni di cui parla Catalano a proposito della puntata sulla pizza. Capisco che i giornalisti non possono diventare esperti di materie molto disparate, ma non devono produrre trasmissioni a tema, forzando le interviste a dimostrare tesi preconcette. Insomma per me Report ha perso credibilità da un pezzo. Vedo oggi che sono in buona compagnia.

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