Report Mixing London -2 | Tutti i cockatil sulla cresta dell’onda

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City of London distillery
City of London distillery

di Daniele Lencioni

Bentornati a Londra, dopo la parentesi elegante del Dorchester, torniamo a sgranchirci le gambe, scarpe a tennis lei e stivaletti io, si riparte in metro per scendere ancora nell’underground miscelato londinese.

Prossima tappa Cahoots!.

Per entrare in questo speakeasy ci siamo venuti quattro volte in due giorni.

Non c’è insegna, siamo in una traversina di Carnaby street e improvvisamente si trova un improbabile ingresso della metropolitana. Si scende e si arriva alla biglietteria, che è il guardaroba. Ti viene consegnata una copia di un quotidiano, che è il menù, e una volta dentro si parte.

Ingresso Cahoots
Ingresso Cahoots

 

Biglietteria
Biglietteria

Ci sediamo in prima classe, appoggiati al bancone, tempo di leggere le ricette-notizie, ma ci perdiamo, fortunatamente veniamo riportati sui binari da Riccardo, che ci presenta la mappa e ci indica dove arrivare per capire il loro lavoro e ciò che desideriamo bere.

Il gazzettino-drink list
Il gazzettino-drink list

Fermata 1: “Cahooch Old Fashioned”, composto dal Cahoohch, un home-made grog fatto da Mont-gay black barrell rum, Bulleit bourbon, Cointreau noir liqueur e Martini rosso. A questo si aggiunge maraschino cherry syrup.

Bello. Senza snaturare la natura del drink, ma con accorgimenti eleganti, gusto rotondo, da gustare osservando il tramonto dai finestrini della propria carrozzza.

Cahooch Old Fashioned
Cahooch Old Fashioned

Fermata 2: “Bite the Bulleit”, Bulleit bourbon whiskey, Fresh lemon, Maple syrup, Fresh rosemary e Pomegranate molasses.

Questo è per la mia signora, e il suo palato comunque allenato ed esigente lo apprezza, lamenta forse una piccola nota di dolcezza di troppo, ma non faccio a tempo a girarmi verso di lei che è già sparito. Le donne si sa che sono così. Per quel poco che mi è toccato ho trovato un drink straordinariamente equilibrato e piacevole, da bere e ribere.

Bite the Bulleit
Bite the Bulleit

Bravi ragazzi, tornerò, perchè è uno dei locali dove il compromesso innovazione-gusto-eleganza-alchimia è ottimo, il banco e la bottigliera meritano di essere fotografati bravo a Riccardo, a Domenico il senior bar e un altro ragazzo sempre italiano, che, non me ne voglia, non mi ricordo il nome.

Cahoots
Cahoots

Si arriva a conclusione con la nuova avventura dei proprietari del Nightjar, l’Oriole.

Qua ci troviamo Luca Cinalli, ex partner di Marian Beke. Il locale è dentro ad un ex mercato, e l’entrata è sempre quella, quindi avnti tutta speakeasy!

Oriole
Oriole

Locale bello, abbastanza grande e un banco bar che si potrebbe passare ore a guardarlo. Home-made, mug e bicchieri di ogni natura, fornellini e pentolini sul banco a bollire, estrattori di essenze e piccole serre. Un laboratorio insomma.

Oriole
Oriole

Oltre a Luca, che gironzola nelle retrovie, troviamo al banco Gabriele, italiano, tanto per…e ci prepara degli interessantissimi drink.

“Road to Hanoi”, Hennessy fine cognac, Marzipan grappa, Akashi tai sake, Campari, Shimeji crown.

Servito, con una certa audacia, come variante Negroni, è un drink veramente ben fatto e equilibrato, sakè e cognac insieme possono convivere, marzapane e Campari completano il cerchio gustativo, al posto del ghiaccio abbiamo dei pachino congelati e immerso dentro un fungo commestibile con la cappella imbevuta di cioccolato.

Fine a se stesso. Bevuto, non me ne richiama un altro, ma sono contento di averlo provato.

Road to Hanoi
Road to Hanoi

Si passa a “Roman Holiday”, Seven Hill gin, Solerno, Apricot eau de vie, Terragon limoncello, Resin aperitivo, Bamboo forest aroma.

Un cocktail quasi perfetto, dalla straordinaria freschezza, non fa mai un passetto falso per tutta la durata. Bello bravi.

Roman Holiday
Roman Holiday

Concludiamo all’Oriole con “Hispaniola”, Woodford reserve, Graviola cordial, Plantain powder, Dry rinquinquin à la pèche, Southernwood.

La mia bella compagna di bevute sottolinea subito il fatto che il rinquiquin (liquore della Francia del sud), attutisce l’affumicatura fatta al momento infiammando il tappo in legno, e ha pienamente ragione, la scelta degli ingredienti è sicuramente frutto di uno studio e di una grande cultura e di intuito.

Hispaniola
Hispaniola

Grandi idee anche qua, che a differenza del Gibson sono troppoconcenrate in pochi drink, qua ci si starebbe fino a mattino, tra non molte ore saremo in volo di ritorno.

Che ho trovato a Londra?

Un meraviglioso casino di idee, mi sono divertito, ho bevuto con gioia e con avida curiosità. Ho ritrovato qualcosa di me a Londra? Mah, non saprei, ma ho riportato sicuramente via qualcosa da lei. Dopo più di dieci anni di miscelazione sono tornato dove ho cominciato e adesso che me ne vengo via non mi sembra nemmeno possibile che sia passato tutto questo tempo.

Daniele Lencioni
Daniele Lencioni

Un saluto.

 

Un commento

  • Mario

    (5 febbraio 2016 - 17:42)

    Bello anche il secondo articolo, ne vogliamo subito un’altro.

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