Il grande enologo fa il suo ingresso nel Sannio
Se ci fosse ancora bisogno di una conferma dell’importanza crescente
del Sannio nel panorama vitivnicolo meridionale, l’arrivo di Riccardo
Cotarella chiude il discorso. E’ stato raggiunto in queste ore l’accordo
con la Cantina Sociale La Guardiense presieduta da Domizio Pigna, che è
anche presidente del Consorzio Samnium: <Sono molto contento – ci ha
dichiarato Riccardo – perché le cantine sociali sono la base della
piramide e a queste strutture sono grato perché mi hanno
consentito di fare le ossa e acquisire esperienza.
Affiancherò l’enologo dell’azienda su un progetto specifico molto
importante e ambizioso che stiamo mettendo a punto.>
La Guardiense, 1100 soci, 3.000.000 di bottiglie, è una delle più più
grandi realtà della Campania: fu fondata nel 1960 da 33 soci e da
allora è notevolmente cresciuta proponendosi sul mercato con vini in
ottimo rapporto tra qualità e prezzo. Chi ci segue sa che abbiamo
sempre apprezzato molto soprattutto i bianchi, ricordiamo con affetto
il Fiano 2004 in vendita a tre euro che costituisce un piccolo
capolavoro.
La scelta di Riccardo Cotarella conferma il suo interesse per la
Campania e la sua straordinaria realtà ampelografica che costituisce
una sorta di Bengodi per qualsiasi enologo appassionato del suo lavoro:
Montevetrano, Feudi, Villa Matilde, Fontana Galardi, Spada e due
progetti in itinere nella provincia di Salerno costituiscono il quadro
del suo impegno in una regione che ha contribuito a far conoscere
all’esterno.
D’altro canto la provincia di Benevento si conferma vocata a giocare un
testa a testa con l’Irpinia per riconquistare la leadership perduta
negli anni ’90: non dimentichiamo infatti che qui sono al lavoro Angelo
Pizzi e Luigi Moio che per primi hanno riqualificato il vino
sannita.
Ma il segnale più bello, dal nostro punto di vista, è il risveglio
delle Cantine Sociali: Moio al Taburno, Pizzi a Solopaca e Cotarella
alla Guardiense costituiscono un tridente d’attacco da cui ci si potrà
aspettare solo belle cose.
E non basta. Il giovane enologo Maurizio De Simone, una delle promesse,
che dico, conferme del vino campano apre il proprio studio a
Castelvenere, il comune più vitato della Campania, scelta per la
sua centralità. E’ impegnato in una grande cantina alla sua
prima vendemmia: Vigne Sannite.
Anche sul piano della
comunicazione le aziende beneventane mostrano di avere una marcia in più
rispetto a quelle delle altre province grazie al collegamento
realizzato per la prima volta quest’anno tra le varie manifestazioni e
senza ingenuità: mentre in alcuni importanti comuni campani e
meridionali si fanno ancora le sagre con le bancarelle di giocattoli
promovendo i vini di altre regioni d’Italia manifestando così un evidente
complesso di inferiorità, qui si punta decisi alla tradizione zonale e
ai vitigni autoctoni, i produttori sono impegnati a fare sistema e a
comunicare in maniera orgogliosa il proprio territorio.
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