Verticali e orizzontali
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Ricomincio da tre. 2009, 2010, 2011: le prime annate del Fiano di Maura Sarno vanno nella direzione giusta

14 dicembre 2012

Maura Sarno ed il suo vignaiolo


di Marina Alaimo

Maura Sarno è un avvocato di Avellino che da tempo custodiva il sogno di ritornare alla tenuta del padre a Candida e ridarle vita producendo un buon fiano. Certa che questo vitigno a Candida  generasse un vino dal carattere ben identificabile, ha lavorato con caparbietà e grande passione per riuscire ad affermare la propria convinzione. E’ appassionata nel lavoro, ironica nell’invettiva personale, divertente nel descrivere le difficoltà di una donna che si avventura in un progetto ambizioso.

Degustando le tre annate in sequenza, confermano in effetti un fiano dalla personalità decisa e dai toni territoriali riconoscibili. Pur rappresentando tutto ciò solo un punto di partenza per un’azienda così giovane, costituisce allo stesso tempo uno sprone fortissimo a percorrere con determinazione la strada scelta. Tenuta Sarno 1860  è costituita da 7 ettari di vigna che scorrono lungo la vallata che si distende tra la rocca del borgo di Candida e il Monte Terminio. L’esposizione a sud est consente una buona maturazione delle uve, il terreno è di natura argilloso calcarea con cospicua presenza di pietre bianche, anzi candide, quelle che appunto danno il nome al paesino che domina la valle.

La vigna di Tenuta Sarno ed il borgo di Candida

Parte delle uve viene ancora conferita ad altre cantine e parte è destinata alla produzione in proprio che, visti i grandi risultati raggiunti in così breve tempo, sarà ampliata negli anni a venire. Tutt’intorno la natura è ancora dominante e condivide lo spazio con il silenzio, mai angosciante, ma che sa rassicurare ed alleviare la mente. Alla vite si alternano olivi, ciliegi, castagni ed acacie in splendida forma grazie alla ricchezza di acqua di cui gode la valle. Il fiano di Maura è il fiano di Candida, ricco e scorrevole, dal tipico sentore di acacia, con toni minerali decisi e accenti di finocchietto. Sono queste le caratteristiche che ritroviamo nelle tre annate prodotte. Il grande legame con le proprie radici ha spinto la produttrice ad istituire un consorzio di piccoli produttori irpini che condividono uno stile di lavoro fedele alle tradizioni vitivinicole dei luoghi di oriigine. Così nasce il Consorzio dei Diversi Vignaioli, ognuno ben distinto dall’altro per temperamento e personalità ma uniti dalla capacità di dare vita a vini autentici e fortemente espressivi.

Ritornando al Fiano di Tenuta Sarno, proviamo a fare un piccolo punto della situazione provando le tre annate prodotte sino ad oggi.
La 2011 esprime un carattere ancora molto giovane, ha naso esuberante nei sentori minerali decisi, prevale il timbro floreale di mimosa, in sottotono le note fruttate e la nocciola appena accennata. Il sorso è avvolgente e scorre veloce sulla spinta della freschezza.
Ha naso splendido la  2010, ha acquisito sicurezza, sa coinvolgere senza consentire distrazioni. La mineralità conduce il gioco, seguita da sentori agrumati, di pesca gialla e finocchietto selvatico. Bocca vibrante  e succosa nella freschezza decisa e ben in asse con il corpo del vino.

Fiano di Avellino DOCG 2009 di Tenuta Sarno

La 2009 è l’annata dell’esordio, intrisa di grande aspettative. Il colore è dorato e lucente. Il naso è elegante, non ostenta, ma avvolge con sentori di acacia, agrumi dolciastri e zafferano. Il sorso ha acquisito leggerezza e agilità, è ricco nel sapore che invoglia ad osare. La piacevolezza del Fiano di Candida è godibile ad un prezzo inferiore ai 10 euro.

www.tenutasarno1860.it

2 Commenti a “Ricomincio da tre. 2009, 2010, 2011: le prime annate del Fiano di Maura Sarno vanno nella direzione giusta”

  1. Giancarlo Moschetti scrive:

    Grande Maura, grande il suo Fiano!
    Gianca

  2. Maura scrive:

    Grazie Giancarlo detto da te e’ veramente lusinghiero. Sto cercando soltanto di fare un percorso onesto che dia dignita’ e risalto alla mia terra di origine, un piccolissimo paese di quattro case , ma dignitoso e delizioso. Ppochi ettari vitati ( 25 ) ma che si cominciano a far sentire. Se ci riesco so’ contenta ! Grazie a Marina che con le sue descrizioni dettagliate dei luoghi e le sue infallibili degustazioni mi aiuta nella divulgazione del mio progetto. P. s. La 2009 poco conosciuta e meno famosa con due anni di affinamento e’ diventata una bella sorpresa anche per me. E’ una annata che e’ partita in sordina e ha dimostrato di avere grandi capacita’ evolutive , ma questo e’ capitato ad altri fiano di cantine amiche, tenetela d’occhio , io purtroppo l’ho finito tutto ( ho poche bottiglie che conservero’ per le mie piccole verticali).