I vini da non perdere
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Rioja Tempranillo 1998, Bodegas Beronia

19 dicembre 2012

Bodegas Beronia, Tempranillo 1998 , DOCa Rioja (foto di Sara Marte)

di Sara Marte

Ci sono bottiglie cui sei affezionato perché sono luoghi, ricordo ed emozione. La mia è un viaggio nella Spagna della D.O.Ca Rioja. E’ stato, nel 1991, il primo territorio che ha meritato la classificazione più alta: Denominación de Origen Calificada, più semplicemente D.O.Ca ed in pratical’equivalente della nostra DOCG. Ai piedi dei Pirenei e lungo il corso del fiume Ebro questo prestigioso e storico territorio si estende per circa 4 mila metri quadri. Il Rio Oja, uno degli affluenti del fiume Ebro, gli regala il nome. La produzione di rossi costituisce circa il 90%. Il
Tempranillo, vitigno a bacca nera, è l’uva principe. A debita distanza, rappresentando circa il 20% del vigneto del distretto, la Garnacha, da cui si ottengono, tra gli altri, buoni rosati in purezza. Tipicamente continentale il clima per due delle tre sottozone, Rioja Alta e Rioja Alavesa mentre risulta mediterraneo con calde estati nella Rioja Baja.

Bodegas Beronia , Ollauri, Rioja Alta (foto di Sara Marte)

La cantina cui ho scelto di parlare, Beronia, è situata nella Rioja Alta, a Ollauri, dove insistono terreni argilloso-calcarei e una certa quantità di ardesia. Il legno la fa da padrone e spesso, per retaggio storico si utilizzano tecniche di vinificazione bordolesi. Quando la fillossera mise in ginocchio la Francia del vino molti vigneron partirono alla volta della vicina Spagna e applicarono così le proprie tecniche ai vitigni locali. Assistiamo così, guardando la produzione vinicola nel tempo, in generale a un grande utilizzo del legno, di rovere francese prima, poi americano e negli ultimi anni un ritorno al francese. L’azienda vinicola Beronia, che si estende per 35 ettari di vigneto, nasce nel ’73. Divenne poi, nel 1982, di Gonzáles Byass, famosi in tutto il mondo per lo Sherry di Jerez de la Frontera Tio Pepe.

La retro-etichetta del Tempranillo 1998 (foto di Sara Marte)

La produzione è prevalentemente di rossi così come da tradizione territoriale. Di questo Tempranillo 100%, Elaboracion Especial, se ne produssero “solo” 15 mila bottiglie così come narra la retro-etichetta. Fa fermentazione alcolica e malolattica in barrique di rovere americano. Prosegue con la permanenza sur lies. Dopo 5 mesi è poi posto in bottiglia. Il colore è un bel granato vivo, intenso e luminoso. Si muove con un certo peso. Il naso da subito appare elegante e pieno di fascino inaspettato, mantenendosi a metà tra la doppia anima dei rossi della Rioja: Quella tradizionale vanigliata e morbida ed una più moderna che sta cominciando ad entrare molto lentamente nella mentalità produttiva che privilegia frutto e freschezza.

Elaboracion Especial per il Tempranillo 100%, annata 1998 (foto di Sara Marte)

Man mano che sosta nel bicchiere si esprime con note boisè, toni di chicchi di caffè tostati, mallo di noce e humus. Sentori di foglia di tabacco da sigaro si aggiungono ancora al caucciù. Lievissime le erbe aromatiche secche che fanno capolino dal fondo. Così, un po’ tignoso nel dare di più si mantiene pulito, dritto e coerente. Il palato ha una sapidità travolgente, ancora fresco, lascia la bocca salivare a lungo. Il tannino è un vero piacere di gran mestiere in cui la mano di Gonzáles Byass, ci lascia una sensazione rassicurante e di eleganza accessibile; Il tannino dunque compare ed è fortemente presente ma ha una trama sottile, smussata e fine. Vino che può ancora durare nel tempo, oggi è uno spettacolo che, seppure ancora sul filo del molto indicativo stile tradizionale sa essere una  ’98 moderna per quel momento. Ha giovinezza, materia, struttura, pulizia e correttezza che spiegano che i rossi di Spagna, spesso dimenticati, hanno molto da raccontare e che magari le grandi aziende non sono sempre “cattive” e non sono solo grandi per i numeri ma che certe volte hanno conoscenza, mezzi e consapevolezza.¡ Adelante!

 

7 Commenti a “Rioja Tempranillo 1998, Bodegas Beronia”

  1. carmine scrive:

    Personalmemte ho sempre alla Spagna piu per la birra fresca e dissetante che mi ha accompagnato in tutte le vacanze passate in terra iberica che al vino. Ma dopo questo articolo devo ricredermi. Complimenti, mi sa che mi dedichero alla ricerca di questo ed altri vini spagnoli.

    • Sara Marte scrive:

      Carmine, un po’ ha ragione: nell’immaginario collettivo la Spagna è spesso quella dell’estate, con la birra, le tapas o al massimo il “tinto de verano”, vino rosso miscelato con la gazzosa. Del vino invece se ne sa poco, un po’ diciamo che, in tutta onestà, non si sentiva il bisogno di certi bicchieri e un po’ perchè l’Europa del vino in fondo è quella della Francia e dell’Italia. Fatto sta che le cose cambiano , si evolvono o semplicemente sono rappresentative, così come sono, di un paese, del suo stile e dei propri retaggi culturali, ed anche questo è bello da scoprire.
      Sono felice di averle dato uno spunto. :o)

  2. Giammarco scrive:

    Quando si dice “mondo del vino” in verità si intendono sempre gli stessi nomi, i soliti paesi. A ben ragione alcuni di essi sono i primi a saltare alla mente. Quale stolto non penserebbe alla Francia ad esempio! Ma MONDO è intendere qualcosa di più grande ampio complesso. Un viaggio in Spagna con una signora bottiglia di questa cantina è quello che ci voleva. Conosco l’azienda e solitamente i monovitigni sono una vera chicca, mentre i soliti blend tempranillo-garnacha &co sono quelli più diffusi. Grandi potenzialità d’invecchiamento per i vini di questa bodega e buona eleganza sono i grandi punti di forza. Non so come ha scovato questa 1998 ma COMPLIMENTI e che invidia!
    Giammarco
    p.s. a proposito di MONDO, la seguo sempre nei suoi viaggi . Grande quello del vino Israeliano

    • Sara Marte scrive:

      Giammarco, in effetti è proprio come dice lei, una vera chicca. Ho avuto la fortuna di ricevere questa bottiglia in regalo da cari amici di Madrid.
      Sono felice che mi segua nei miei viaggi e quello Israeliano è forse il più emozionante e stimolante mai fatto prima.
      Un caro saluto
      p.s. Il MONDO del vino, quanto ha ragione.

  3. Sara Marte scrive:

    Grazie Giulia! E’ bello sentirlo da te . Ti abbraccio forte

  4. Lello Tornatore scrive:

    Bel racconto Saretta, ma…non mi copiare lo stile fotografico!!! ;-))))))))))

    • Sara Marte scrive:

      Lello sai come si dice? “L’imitazione è la forma più sincera di adulazione”… e con questa risposta “furbacchiona” puoi pure mandarmi a quel paese! :oP